Aree Protette e Parchi

Rischio ambientale: più geologi nella pubblica amministrazione

Rischio-ambientale-più-geologi-nella-pubblica-amministrazionePiù geologi nella pubblica amministrazione per prevenire i disastri. E’ quanto chiedono i presidenti degli ordini regionali dei geologi, riuniti oggi in conferenza a Genova, che denunciano: ”Oltre 100 miliardi sono stati spesi in Italia negli ultimi 30 anni nelle emergenze quando ne bastavano 45 per mettere in sicurezza il territorio”.
‘Lo Stato sembra non aver bisogno di noi. Da 50 anni si preferisce rincorrere l’emergenza, chiamare i tecnici ma solo il giorno dopo perche’ politicamente e’ piu’ conveniente” afferma il prof. Domenico Calcaterra dell’Universita’ di Napoli.
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Parchi naturali: un piano per l’Appennino Tosco-Emiliano

Parchi-naturali-un-piano-per-lAppennino-Tosco-EmilianoUn progetto di sviluppo triennale per rilanciare il Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, come motore di sviluppo del territorio e delle comunita’ locali, oltre che come strumento di tutela e salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. E’ questo l’impegno unitario che hanno assunto a Reggio Emilia, Regione, Province di Reggio e Parma, Ente e Comunità del Parco, firmando un protocollo d’intenti che individua otto diversi settori di intervento.
Questa firma, che segue di due giorni il Protocollo sottoscritto con Liguria e Toscana, contribuisce a fare del sistema dei parchi uno dei punti di forza dell’idea di sviluppo rivolta al futuro, che punta su Appennino e mare, su ambiente e turismo sostenibile per dare nuove opportunità ai nostri territori”, ha sottolineato l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli. ”In particolare, con questo Protocollo, sosterremo il progetto dell’atelier Acqua ed Energia avviato tra Parco nazionale e Reggio Children a Ligonchio, che rappresenta un’eccellente traduzione di questa idea”.
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Parchi nazionali: entro il 31 marzo definiti i confini delle aree protette della Sicilia

Parchi-nazionali-entro-il-31-marzo-definiti-i-confini-delle-aree-protette-della-SiciliaSaranno definite entro il 31 marzo le ipotesi di perimetrazione degli istituendi parchi nazionali di Pantelleria, delle isole Egadi e delle isole Eolie mentre per il parco degli Iblei una prima ipotesi di definizione delle aree interessate sara’ approntata entro il 31 aprile prossimo“. Questo “uno dei risultati della giornata di confronto svoltasi presso il dicastero dell’Ambiente alla presenza del ministro Stefania Prestigiacomo, della Regione (nella persona dell’assessore Armao), del capo di gabinetto dell’assessorato territorio ambiente, del capo di gabinetto del presidente Lombardo e dei sindaci e presidenti di provincia interessati. In particolare per Pantelleria – si legge in una nota – si è registrato il pieno consenso del territorio per l’istituzione del parco e dell’area marina protetta“.
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Aree a rischio sismico: ad Haiti il terremoto miete migliaia di vittime

Aree-a-rischio-sismico-ad-Haiti-il-terremoto-miete-migliaia-di-vittimePotrebbero essere centinaia di migliaia i morti causati dal devastante sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter che martedì intorno alle 23 (ora italiana) ha colpito Haiti. A fornire la tragica stima è stato il premier haitiano Jean Max Bellerive.
L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 15 km a sud-ovest della capitale Port-au-Prince. Si sono registrate una decina di scosse che hanno raso al suolo la città: decine i palazzi crollati a Port-au-Prince, tra cui ilPalazzo presidenziale e la sede dell’Onu. “Il Parlamento è crollato. Sono crollate le scuole. Sono crollati gli ospedali. Ci sono molte scuole con molte persone morte sotto le macerie. Tutti gli ospedali sono pieni di feriti. E’ una catastrofe“, ha detto il presidente haitiano René Preval. Secondo le testimonianze nella città vi sono cadaveri per le strade e si scava con le mani sotto le macerie per salvare le persone rimaste sepolte.

LE VITTIME DEL TERREMOTO
Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon ha confermato la morte di 16 dipendenti dell’organizzazione nel sisma. Di questi 11 sono caschi blu brasiliani, tre poliziotti giordani, un argentino e un cileno. Ma molti sono ancora i dipendenti dell’Onu che mancano all’appello, ha sottolineato Ban, sollecitando l’aiuto internazionale nelle operazioni di ricerca perché sotto le macerie ci sono molte persone che “sono ancora vive”. Precisando di non poter fare cifre precise, il segretario generale ha detto che potrebbero essere 150 i dipendenti dell’Onu ancora intrappolati sotto le macerie.
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Riserve naturali statali, una raccolta di 130 riserve gestite dal Corpo forestale dello Stato

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/12/riserve-naturali-statali-una-raccolta-di-130-riserve-gestite-dal-corpo-forestale-dello-stato.jpgS’ intitola ‘Riserve naturali statali‘ ed è la prima raccolta dedicata alle 130 riserve gestite dal Corpo forestale dello Stato, creata per sensibilizzare la collettività sulla bellezza di questo patrimonio verde e sull’ esigenza di difenderlo. E’ stata presentata questa mattina a Roma, nella Biblioteca nazionale centrale. L’ opera guida il lettore alla scoperta di alcuni lembi di natura di rara bellezza sottratti all’usura causata dalle attività umane, complessi ecosistemi, serbatoi di biodiversità in continua evoluzione ricchi di specie animali e vegetali, habitat, micro-habitat e paesaggi.

AREE PROTETTE IN ITALIA
In 400 pagine “Riserve naturali statali” illustra il sistema delle aree protette, l’ attività svolta dal Corpo forestale dello Stato per la conservazione della biodiversità e i progetti per la tutela di habitat e specie minacciati di estinzione. Le 130 riserve sono descritte con fotografie, carte geografiche fornite dal Touring Club Italiano e informazioni sulla flora, sulla fauna, sul territorio e sulla storia dei luoghi, per comunicare a chi legge i valori di un patrimonio naturale di tutti. L’ obiettivo del volume è perseguire una strategia di difesa della natura in modo condiviso con la collettività: conoscere per salvaguardare.
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Pedigree: la carta d’ identità del cane

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/pedigree-la-carta-d-identita-del-cane.jpgIl pedigree è una vera e propria carta d’ identità del cane. Il pedigree è il documento ufficiale dell’ Enci (Ente nazionale della cinofilia italiana) che, oltre ad essere richiesto per far partecipare il proprio animale a concorsi di bellezza, prove di lavoro e agility, riporta una serie di informazioni essenziali sull ‘identità dell’ animale.

COS’ E’ IL PEDIGREE
Il pedigree, o certificato genealogico, è costituito da quattro pagine. Le due pagine esterne riportano i dati dell’ ente che emette il documento (in Italia è l’ Enci) oltre che quelli della Federazione Cinologica Internazionale (FCI).
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Trentino Alto-Adige: ambiente naturale ed aree protette

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/trentino-alto-adige-ambiente-naturale-ed-aree-protette.jpgGrazie alla sua conformazione geologica con una relativa stabilità dei versanti e scarsa sismicità, alla mancanza di grandi centri urbani e a un’ attenta, secolare cura del territorio a opera di una popolazione che non ha mai abbandonato l’ agricoltura montana e a una efficace politica di tutela del paesaggio, il Trentino Alto-Adige è la regione italiana dove i problemi ambientali assumono aspetti meno urgenti, limitandosi ad alcuni episodi franosi, al pericolo delle valanghe e all’ eccessivo carico di impianti sciistici in qualche comprensorio.

AREE PROTETTE IN TRENTINO ALTO-ADIGE
In una regione che trova nella sua bellezza paesaggistica la principale fonte di ricchezza e di sviluppo, non sorprende la particolare attenzione rivolta alla tutela del paesaggio e della natura. Quasi un quinto della superficie regionale (20,8%) è protetto da parchi e riserve naturali, percentuale che sale però a un terzo considerando anche le aree boschive sottoposte a vincoli di vario genere.
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I musei della natura: il museo del vulcano a Saint-Ours-les-Roches

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/i-musei-della-natura-il-museo-del-vulcano-a-saint-ours-les-roches.jpgInevitabilmente, i vulcani richiamano alla memoria il processo mai interrotto della formazione del pianeta. L’ idea di creare un centro di vulcanologia racchiude in sé un forte elemento rituale e simbolico, e acquista tanta più forza se si considera la scelta del luogo. Non una città, ma la natura: un paesaggio segnato dalla presenza ben visibile di attività vulcaniche , dominato da vulcani spenti.
Da qui nasce il Centro europeo del vulcanesimo, in Alvernia, che ha implicazioni sia scientifiche che emozionali.

Un tale museo non può che richiamare visitatori molto diversi tra loro per interessi, età e cultura.

IL PROGETTO DEL MUSEO DEL VULCANO
Il complesso è progettato come un luogo in cui vivere un’ esperienza e comunicare idee e percezioni connesse con il vulcano. Non vi è dunque distinzione tra edificio e ambiente circostante, né tra sottosuole e superficie o tra contenitore e contenuto.
I visitatori, per accedere al museo, devono seguire un sentiero processionale, poichè discendono un abisso, discendono nel mondo infero, diretti al centro della Terra: impossibile non evocare Jules Verne e l’ inferno di Dante, come pure il rapporto con il grembo materno e la cavità protettiva.
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Lombardia: ambiente naturale ed aree protette

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/lombardia-ambiente-naturale-ed-aree-protette.jpgUna così imponente concentrazione di popolazione, aree urbanizzate, attività produttive, interessi economici, rende più complessi gli interventi di salvaguardia e protezione dell’ ambiente.

RISCHIO AMBIENTALE IN LOMBARDIA
A causa delle sue caratteristiche orografiche la Lombardia conosce principalmente due fenomeni di rischio ambientale: il dissesto idrogeologico in montagna e i rischi alluvionali in pianura.
Molte valli alpine, oggetto di sfruttamento a fini produttivi e turistici da parte dell’ uomo, hanno sperimentato una lunga fase di impoverimento del manto forestale e, in alcuni casi, di cementificazione selvaggia degli alvei dei corsi d’ acqua; da ciò è conseguita una situazione di grave dissesto idrogeologico, soprattutto nelle piccole valli laterali, al quale non sfuggono tuttavia anche le realtà territoriali più grandi, soggette a continui fenomeni di erosione e di rischio idrogeologico; ne rendono testimonianza gli eventi disastrosi del 1987 in Valtellina e Valcamonica.
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I musei della natura: il Fjoerland, museo dei ghiacciai

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/10/i-musei-della-natura-il-fjoerland-museo-dei-ghiacciai.jpgI fiordi della costa occidentale della Norvegia rappresentano una delle meraviglie della natura; chiusi da alte pareti rocciose, che possono arrivare fino a 1600 metri, penetrano per lunghi tratti all’ interno del Paese serpeggiando tra le profonde valli che caratterizzano questa parte del territorio.
Il più grande dei fiordi è il Sognefjord che, con una estensione pari a 200 chilometri, si sviluppa dalla linea costiera verso l’ interno fino a raggiungere le parti centrali del Paese, in una delle zone montuose della norvegia. Quasi a metà del lungo percorso, il fiordo compie uno dei suoi improvvisi cambi di direzione. Proprio da quest’ area, Fjoerland, i vichinghi con le loro lunghe imbarcazioni sin dall’ Ottocento cominciarono le loro incursioni nei territori dell’ Europa continentale. Ed è proprio lì, dove finisce il Fjoerland, che si trova il Museo dei Ghiacciai, realizzato su progetto di Sverre Fehn tra il 1989 e il 1991. Si tratta del gigantesco ghiacciaio Josterdal, il più grande di tutta la Norvegia, che da allora è diventato un vero museo “naturale”.
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