Diario Slow Food 2011: la Toscana punta su filiera corta e biodiversità alimentare

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Tra Regione Toscana e Slow Food Toscana intercorre da anni un rapporto di collaborazione fondato sulla condivisione di valori, ideali ed obiettivi comuni per ripondere in maniera attiva alle grandi sfide dell’agricoltura e dell’alimentazione”. Così l’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, sintetizza la pluriennale esperienza di collaborazione fra la Regione stessa e Slow Food Toscana nell’introdurre la 4a edizione del Diario 2011 di Slow Food Toscana.
Un patrimonio unico – sottolinea l’assessore Salvadori- sul quale la Regione Toscana ha investito molto e sul quale continuerà a investire risorse e impegno politico”. L’assessore regionale rivolge a Slow Food l’augurio di continuare la collaborazione ”in maniera attiva anche nel prossimo futuro”. Il diario, che è stato presentato in Regione, alla presenza della presidente regionale di Slow Food, Raffaella Grana, è stato l’occasione per fare il punto su temi quali la biodiversità, la filiera corta, l’educazione all’alimentazione e del gusto, la rete di Terra madre.

La legge anti OGM
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per l’assessore Salvadori per fare il punto sulla nuova legge ”anti OGM” della Regione Toscana. ”Presto la Toscana avrà la nuova legge anti Ogm e si porrà alla testa di un nuovo movimento per portare l’Unione Europea al bando degli organismi geneticamente modificati. Intendiamo snidare il Governo dalla posizione attendista che ha assunto su questa materia e lavorare con quanti vorranno seguire questa linea perché Bruxelles imbocchi con decisione questa strada”.
L’assessore Salvadori ha precisato che il 9 marzo la bozza della nuova legge sarà portata al tavolo di concertazione. Poi, una volta approvata, ha detto: ”Non ce la terremo per noi ma la notificheremo a Bruxelles”. ”La Toscana – ha argomentato Salvadori – non può in alcun modo essere una terra dove si produce o dove si fa ricerca in materia di Ogm”.

La reputazione dei prodotti toscani
Non ce lo possiamo permettere. Se si spargesse la voce che in Toscana ci potesse essere anche il minimo rischio di contaminazione da Ogm – ha soggiunto Salvadori – ci sarebbe un’incalcolabile perdita di competitività da parte del nostro settore agroalimentare, tutto vocato alla qualità. E poichè il Governo sembra andare in direzione opposta, – ha concluso Salvadori – noi ci metteremo alla testa di un nuovo movimento anti Ogm”. Per quanto riguarda la legge sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari Salvadori ha invitato le aziende del comparto agroalimentare, in attesa che venga completato l’iter per la sua piena operatività, ad aderire in maniera volontaria. ”Credo – ha concluso – che le etichette debbano essere il più chiare possibile circa la tracciabilità dei prodotti. Questo è garanzia per i consumatori”.

Qualità dei prodotti e salvaguardia della biodiversità
Tutti temi sui quali – ha sottolineato l’assessore Salvadori – la Regione Toscana e Slow Food sono impegnate in una azione sinergica. La Toscana intende rilanciare con forza un tema fondamentale per la sua agricoltura che consiste nel binomio ”qualità dei prodotti’‘ e ”salvaguardia della biodiversità”, che ha portato alla creazione dei Presìdi di Slow Food (oggi sono 23 in Toscana) alla tutela e valorizzazione dei prodotti tradizionali (oggi sono 466), oltre alle DOP e alle IGP (oggi sono 22 riconosciute e 14 in attesa di riconoscimento)”.

I Mercatali
Questo – ha continuato Salvadori – è l’elemento base che contraddistingue anche le altre azioni della Regione, volte a supportare i produttori locali e riequilibrare il reddito a vantaggio della parte più debole della filiera“.
In questo contesto sono nati i Mercatali, di cui la Toscana è stata la prima artefice in Italia (nel 2005 con il Mercato della terra di Montevarchi) e che oggi contano, oltre i Mercati della Terra di Slow Food (attualmente due: Montevarchi e San Miniato, ma in progetto c’è anche San Giuliano Terme), tanti ”mercatali” (oggi sono 30) in tutta la Toscana che coinvolgono circa 3 mila aziende agricole.

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