New York, un edificio creato con scarti di funghi e mais

di Diletta Funaro 246 views0


Questa estate, un nuovo tipo di edificio germoglierà tra il giardino di New York City. Utilizzando mattoni biologicamente ingegnerizzati riesce a crescere dai rifiuti vegetali e dalle cellule fungine. In altre parole si tratta di un padiglione espositivo, situato nel cortile della galleria, che si compone di bio-mattoni realizzati interamente con materiali naturali e riciclabili.

Grazie al materiale organico che può essere trasformato in fertilizzante, questa installazione sarà una vera e propria tecnologia costruttiva ad impatto zero che promette di contribuire al relax lungo le strade soffocanti della città.

Con questo progetto, intitolato Hy-Fi, lo studio newyorkese The Linving ha vinto quest’anno il MoMa Psl Young Architects Program il concorso che invita gli architetti a proporre strutture temporanee ed alternative per ospitare eventi estivi nella galleria del MoMa nel quartiere Queens. The Living collaborerà con la società Ecovative per creare i mattoni che verranno posti alla base della torre, utilizzando una miscela di sottoprodotti agricoli del mais e strutture radicolari. Questa combinazione costituisce una sorta di cemento naturale. Ma Hy-Fi rappresenta molto di più di un pezzo d’arte. L’obiettivo è quello di presentare una alternativa radicale alla costruzione delle città.

I mattoni, prodotti dalla startup Ecovative, nascono dalle cellule di funghi che crescono verso l’alto e verso l’esterno come se fossero rami di un albero. Combinati con rifiuti agricoli come il, i materiali si fondono e formano un solido mattone.
Secondo il principale architetto di The Living David Benjamin:

È davvero poco costoso, quasi più conveniente di qualsiasi altra cosa. Non emette carbonio, richiede energia quasi pari a zero, e non crea rifiuti. Pensiamo che sia un modo di fare materiali da costruzione abbastanza nuovo e abbastanza rivoluzionario.

Benjamin è convinto che la natura riesca a mostrare come fare materiali che diano risultati migliori anche in condizioni di stress. Gli edifici, sostiene, sono solo una parte di un ecosistema più grande formato da flora e fauna e, non a caso, l’edificio in questione interagisce con le forze del vento dell’acqua.

Ma l’edificio è un ibrido. Hy-Fi conterrà anche un materiale fornito dal produttore di post-it e Scotch Tape, per fare alcuni dei mattoni posti nella parte superiore della struttura riflettente. Alcuni di questi, agiranno come specchi che cattureranno la luce del sole dalla cima della struttura. Proprio come un sistema cardiaco, Hi-Fy aspira aria fresca dalla base e spinge l’aria calda nella parte superiore.

Secondo Benjamin, l’edificio rappresenta un connubio tra i sistemi naturali e l’ingegno umano. Una vera e propria arte al servizio dell’ecosostenibilità e della bioedilizia!

Foto Credits | The Living

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