Gli italiani sono pronti a muoversi in direzione di una vita ad alta sostenibilità ed è questa una vera e propria notizia visto che il Belpaese, rispetto all’Europa del Nord, è ancora molto indietro rispetto a questi temi. Ma a evidenziare una netta inversione di tendenza arriva uno studio condotto dall’Osservatorio Nazionale congiuntamente con LifeGate e l’istituto di ricerca sociale, economica e di opinioneEumetra Monterosa, in collaborazione con i main sponsor Coop Lombardia, Ricola e Unipol Gruppo.


L’agenzia Ansa lo ha chiamato la “Rivoluzione made in Italy per il settore dei rifiuti”, che consentirà “procedure più snelle, risparmio in bollette per i cittadini e dei costi per le imprese”. Il Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, non è ad oggi certificato dall’Ue “a tutti gli effetti”, ma per regolarizzare il piano è stato approvato dal Consiglio dei Ministri tramite il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 98 del 2009. Il tutto con sei mesi di anticipo. La principale novità consiste nella definizione di materia seconda.
La Triennale di Milano ospiterà a maggio i prototipi dei progetti finalisti del concorso di idee “Re: Design Positively – Nuovi contenitori per la raccolta differenziata” organizzato da Coca-Cola con il supporto scientifico della Facoltà di Design del Politecnico di Milano in collaborazione con l’Associazione ReMade in Italy. Sono 187 i progetti di nuovi contenitori per la raccolta differenziata di plastica, carta, alluminio e vetro proposti da giovani designer, studenti del Politecnico di Milano, architetti e artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero in soli 3 mesi.
Anche l’oceano Atlantico, come il Pacifico, ha la sua isola di plastica, formata da tonnellate di rifiuti che si concentrano in una singola zona. Lo ha scoperto uno studio di una ricercatrice inglese durato vent’anni, secondo cui la discarica dell’Atlantico si trova al largo delle coste di Miami. I ricercatori della Sea Education Association guidati da Kara Lavender Law hanno effettuato più di 6100 ‘battute di pesca’ con delle reti molto sottili e superficiali in una vasta area dai Caraibi alle coste degli Usa, analizzando i residui di plastica, spesso non più grandi di un centimetro quadrato, rimasti impigliati.
La raccolta differenziata sta ormai entrando nelle abitudini degli italiani, ma restano ancora molti dubbi su ciò che invece non può essere separato. Vediamo di fare chiarezza… Gli oggetti composti da più materiali o sporchi sono destinati all’incenerimento per la produzione di energia o alla discarica: si tratta di materiali che vanno a comporre il sacco dell’indiffereziato, ovvero a tutto ciò che non può essere riciclato. Ecco allora un elenco di tutti quei materiali che non rientrano nella suddivisione per il riciclo dei nostri rifiuti.
Gli italiani hanno appena superato il rituale brindisi di San Silvestro e, per l’occasione, sono state stappate circa 80 milioni di bottiglie, tra spumanti, prosecchi e champagne. Un dato, questo, che attesta consumi, sostanzialmente stabili rispetto allo scorso anno, con un leggerissimo incremento nell’ordine dello 0,5 per cento. E’ quanto risulta dalle prime stime della Cia-Confederazione italiana agricoltori, che lancia anche un appello ai consumatori affinchè vengano recuperati i tappi delle bottiglie, rispettando l’ambiente.