Costa Concordia lascerà l’Isola del Giglio a settembre 2013

di Redazione 30 views0

Prorogato per un anno ancora lo stato d’emergenza per la Costa Concordia, la situazione lascia tutti perplessi, compreso il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini. Domani sarà l’anniversario del disastro, che ha portato alla morte di 32 persone, mentre il Comandante Schettino continua ancora a difendersi e a far parlare di sé.

La Costa Concordia rimarrà sulla costa dell’isola del Giglio almeno fino a settembre 2013. I cittadini dell’isola, che temevano un calo del turismo, dovranno ritrovarsi davanti il relitto della nave ancora per un’altra estate. Il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini e il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si sono incontrati a Firenze per parlare delle operazioni di rimozione del relitto della Concordia, che avrebbe dovuto lasciare l’isola già in primavera.

I tempi non coincidono con quelli previsti, ma entro settembre 2013 la nave verrà fatta galleggiare per poi essere trainata fino al porto di Piombino, dove verranno eseguite le operazioni di smaltimento. Bisogna considerare che per far galleggiare nuovamente il relitto occorreranno almeno 45 giorni, quindi si tratta di un’operazione non semplice nè tantomeno veloce da eseguire.

E’ passato un anno dalla tragedia, ma la Costa Concordia rimane ancora lì e intanto gli ambientalisti si mobilitano. Greenpeace denuncia la presenza di sostanze pericolose nel relitto. Nonostante il carburante sia stato recuperato senza intoppi, sembra che la nave rilasci un altro materiale, una sostanza contaminante che potrebbe rivelarsi nociva quando la nave verrà spostata. Così Greenpeace ha stilato il rapporto Toxic Costa: la Protezione Civile ha pubblicato l’inventario delle sostanze presenti sulla nave, come detersivi o insetticidi, ma l’associazione ambientalista denuncia il fatto che la lista sia troppo generica e non permette di calcolare tutti i rischi che derivano dalla presenza del relitto in mare, in una zona in cui nasce il Santuario dei Cetacei, tra Toscana, Liguria e Sardegna, un luogo che necessita di strette misure di protezione che, fino ad oggi, non sono state adottate concretamente. Per conoscere nel dettaglio il rapporto di Greenpeance, potete scaricare il file pdf: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/toxic-costa/

Photo Credits | Getty Images

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