Cradle to Cradle è la nuova frontiera di un design sostenibile che si ispira alle modalità produttive della Natura. La Natura e la sua capacità di creare abbondanza irrompono alla Fabbrica del Vapore grazie al Cradle to Cradle (C2C), l’approccio alla progettazione che trasforma gli scarti industriali in componenti-nutrienti per prodotti; che valorizza le energie alternative; che integra e valorizza la diversità biologica, culturale e concettuale. Cradle to Cradle è un’impostazione nuova ed ardita del Design di prodotto e di servizi, volta alla realizzazione di un design sostenibile, che nasce dalla lungimiranza del chimico tedesco Michael Braungart e dell’architetto americano William McDonough. Viene proposta al Fuori Salone 2011 da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, referente per l’Italia del Network europeo C2C e partner di EcoIntelligentGrowth nell’applicazione del protocollo di Certificazione C2C.
Tv a tubo catodico: come riciclarle
Come ormai sappiamo, la scienza compie passi avanti e scopre
Il 26% dei pneumatici fuori uso viene smaltito illegalmente: abbandonato sul territorio o destinato a forme di ”smaltimento” non autorizzate e in parte esula i controlli e gli strumenti di tracciabilità incanalandosi in una rete capillare di destinazioni non sempre autorizzate nè ambientalmente compatibili. Per questo si vuole costituire un’unica Associazione nel settore del recupero della gomma e dei pneumatici fuori uso in grado di sostenere un dialogo costruttivo con il sistema di gestione dei pfu: è questo il principale obiettivo dell’accordo, che sarà siglato domani a Rimini (nel corso della Fiera Ecomondo, in programma a Rimini Fiera fino al 6 novembre) da Unire (Unione Imprese del Recupero di Confindustria) e Assorigom (Associazione nazionale raccolta, riciclo e riutilizzo della gomma). L’accordo porterà alla costituzione nei prossimi mesi, in ambito Confindustria, dell’Associazione nazionale di settore Unirigom.
Tornare all’antico per risparmiare e tutelare di più l’ambiente: anche il Parlamento, dopo le associazioni ambientaliste e di categoria come l’Italgrob e la Fipe, sposa la tesi del ritorno del vuoto a rendere per bottiglie e lattine con quattro proposte di legge, due del Pdl e due del Pd, tre delle quali, quelle depositate alla Camera, sono all’esame della commissione Ambiente di Montecitorio.
2.770 tonnellate di rifiuti ingombranti sono state raccolte nella prima metà del 2010 grazie al servizio ‘Ricicla casa e lavoro‘ avviato dall’Ama a Roma. L’iniziativa insieme ai centri di raccolta e agli appuntamenti mensili della campagna ‘Il tuo quartiere non è una discarica’ è rivolta ai cittadini romani e riguarda lo smaltimento dei rifiuti che non vanno gettati nei cassonetti stradali come armadi, elettrodomestici, divani, sedie, materassi ecc.
Un teatro ricavato dai rifiuti. Accade a Londra, dove è in fase di realizzazione “Yellyfish“, che si basa su una logica semplicissima: il riutilizzo dei materiali riciclati. A progettare l’opera due artisti Folke Köbberling e Martin Kaltwasser che non si stanno basando su un progetto preciso ma sui materiali che giorno dopo giorno sono disponibili per l’assemblaggio. Sull’onda della junkitechture (l’arte di costruire con i rifiuti) sarà realizzato utilizzando rifiuti di ogni genere: vecchie scenografie teatrali, cassette del mercato, vecchie cucine, scarti di cantieri edili, un intero muro realizzato di bottiglie, insomma tutto il necessario per mantenersi in piedi per almeno due mesi. Infatti dopo la metà di ottobre e dopo aver ospitato due spettacoli sui mutamenti climatici il teatro verrà demolito.
Zignago Vetro, Saint Gobain Vetri e Ardagh Glass hanno costituito Vetreco, una joint venture con sede a Latina per la trasformazione del rottame di vetro grezzo in rottame ”pronto al forno”. L’obiettivo della nuova società, si legge in una nota, “è di dare uno sbocco industriale sul posto alla mole crescente di rifiuti di vetro raccolta nel centro-sud, che oggi in massima parte finisce al nord per l’assenza di impianti di trasformazione qualificati e competitivi nelle regioni del centro-sud“.
Riciclare l’inquinamento degli oceani salvando l’ambiente si puo’. Questo l’insegnamento lanciato da un’importante azienda svedese che sta raccogliendo dalle acque di tutto il mondo rifiuti di plastica galleggianti per poi farne aspirapolveri. Il progetto di riciclaggio si chiama ‘Vac from the sea‘: raccogliendo plastica dalle mostruose isole di rifiuti galleggianti nel Pacifico, nell’Atlantico, nell’Oceano Indiano e da tre mari europei, la ditta svedese fabbricherà sei particolari aspirapolveri.
Una camicia da uomo rinchiusa nell’armadio o da mettere via che rinasce a nuova vita diventando un vestitino, una gonnellina, un pantaloncino per figli e nipoti. Accade a Roma, dove Paola Salzano e Flaminia Leoni Skibinski lanciano il nuovo marchio abbigliamento per bambini Byd, in via Monti della Farnesina 79, inaugurando un negozio-laboratorio all’insegna del riciclo.
Cellulare rotto, non gettarlo, ma riciclalo. In America questa è la settimana del ‘National Cell Phone Recycling‘, l’iniziativa dell’Agenzia governativa di protezione ambientale (Epa) dedicata al riciclaggio dei vecchi telefoni cellulari. Un’iniziativa per la salvaguardia dell’ambiente che vuole coinvolgere tutti i cittadini. I telefoni cellulari infatti contengono metalli ‘preziosi’ come rame e plastica, ma anche oro, argento e palladio; materiali che, se riciclati, possono contribuire a ridurre la quantità di gas serra prodotti durante il processo di fabbricazione e produzione dei futuri nuovi acquisti elettronici.