I volontari di Greenpeace hanno scovato in Puglia due oli prodotti con soia geneticamente modificata. Si tratta dell’olio di soia e dell’olio di semi vari a marchio “Dentamaro”, prodotti e commercializzati dalla Dentamaro Srl di Bari.
Greenpeace Italia esorta tutti coloro che hanno a cuore il buon cibo e la salvaguardia delle produzioni alimentari Italiane a mobilitarsi e a cercare sempre eventuali presenze di organismi geneticamente modificati nei prodotti da usare in cucina ed invita tutti ad inviare una lettera alla Dentamaro Srl per chiedere di non usare più OGM nei propri prodotti.
Natura e Animali
Artemisia
L’artemisia, Artemisia vulgaris L., è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Composite. E’ chiamata anche: Assenzio volgare, Assenzio selvatico, Amarella, Assenzio delle siepi, Urtmia, Arcimesa, Rettimisia, Altanisie. Questa pianta erbacea cresce, da 50 a 150 cm, nei luoghi incolti dalla pianura alle basse pendici montuose, fino a 1600 metri. L’artemisia ha fusto rossastro, erbaceo, ramoso, le foglie sono divise in lobi acuti, verde scuro e glabre sopra, lanuginose e biancastre sotto. I fiori dell’artemisia sono giallastri, tubulosi, disposti in piccoli capolini eretti, a involucro, raccolti in larghe pannocchie di spighe molli.
Jek si lascia morire di fame mentre il suo amico umano è in ospedale
Jeck è un barboncino di dieci anni che ha sempre vissuto con Palmiro, il suo compagno umano e non se ne era mai separato. Un giorno Palmiro Andreoli, 71 anni, ha un piccolo incidente in bicicletta e finisce nell’Adda mentre sta percorrendo una pista ciclabile lungo il fiume, il cane abbaia e guaisce sul ciglio della strada finché non riesce ad attirare le attenzioni di una passante e il suo compagno umano viene soccorso e portato in ospedale. La diagnosi non è grave, rottura del femore, ma è necessario il ricovero in ospedale di Palmiro e Jek rimasto solo pensa probabilmente di essere stato abbandonato o peggio che il suo compagno umano è morto. Il cane smette di mangiare e si lascia morire di fame nonostante venga accudito amorevolmente da Luciano Violante, un amico di Palmiro.
Verbena Officinale
La verbena officinale, Verbena Officinalis L., è conosciuta anche come Erba Sacra, Erba di Iside, Erba crocetta, Erba grana, Erba turca, Menta di San Pietro. La verbena officinale appartiene alla famiglia delle Verbenaceae, è una pianta perenne con fusti legnosi alla base, tetragoni, a ramificazione rigide, diritte e sottili, foglie opposte e ovali tripartite e alcune lanceolato-dentate. I fiori sono raccolti in lunghe spighe con corolle lilla tubulose allargate, appena zigomorfe. I frutti sono acheni. Fiorisce da giugno a ottobre.
La verbena officinale cresce in tutta Europa, tranne che nelle zone artiche, agli angoli delle strade, nei campi incolti, nei ruderi e nei luoghi abitati fino a 1200 metri.
Area attrezzata Ponte del Diavolo -parte seconda-
L’Area Attrezzata Ponte del Diavolo è inserita nel Parco regionale La Mandria, un’area protetta regionale istituita nel 1978 per tutelare l’ambiente e la biodiversità di quel territorio della Regione Piemonte. Il Parco La Mandria rientra tra i siti dichiarati dall’Unesco “Patrimonio dell’Umanità”. Il Ponte del Diavolo è incastrato tra due versanti contrapposti: quello del Monte Buriasco. esposto a sud, e quello, prospiciente, del Monte Basso, con esposizione ovest-nord-ovest. La diversa esposizione dei due versanti determina alcune variazioni nella composizione della flora, più omogenee sono forse le pendici del M. Basso e più varie quelle del M. Buriasco.
Area attrezzata Ponte del Diavolo -parte prima-
L’area attrezzata Ponte del Diavolo si estende per circa 30 ettari, è stata inserita nel sistema dei Parchi Regionali con la legge della Regione Piemonte n. 27 del 14 giugno 1993 che, unitamente alla Zona di Salvaguardia della Stura di Lanzo, la integra al Parco regionale La Mandria, già istituito nel 1978, per tutelare l’ambiente e la biodiversità, le caratteristiche naturali, paesaggistiche e storiche dell’area anche mediante interventi di riqualificazione ambientale; conservare gli aspetti culturali ed architettonici presenti nel luogo, garantendone il recupero e la valorizzazione; salvaguardare gli elementi geologici presenti con particolare riferimento alle formazioni denominate “marmitte dei giganti” e organizzare il territorio per la fruizione a fini ricreativi, didattici e culturali.
Il coniglio Amami -parte seconda-
Il coniglio Amami si nasconde durante il giorno per dormire. Questi conigli sono famosi per emettere delle grida di richiamo simile ai richiami dei pica (ocotone). Esiste solo un’altra specie di coniglio su 50 capace di emettere delle grida di richiamo.
Contrariamente ad altre specie di conigli che vivono in terreni scoperti, il coniglio Amami vive nelle foreste molto fitte, dove si nutre di vegetali.
Il coniglio Amami -parte prima-
Il coniglio Amami o coniglio di Ryukyu (Pentalagus furnessi Stone, 1900) è un mammifero della famiglia dei Leporidae, il cui areale è circoscritto a due piccole isole dell’arcipelago Ryūkyū in Giappone. Il coniglio Amami è l’unica specie del genere Pentalagus. E’ considerato un animale a rischio di estinzione.
Larry, il gatto di Downing Street
Larry è arrivato a Downing street in un furgone della Battersea Dogs and Cats Home di Londra dopo le 13:00 ora di Greenwich del 15b febbraio 2011 ed è stato accompagnato al numero 10 trasportato in una gabbia coperta, ed è stato accolto da David Cameron.
Larry ha il delicato compito di risolvere il problema dei topi che infestano la famosissima residenza del Primo Ministro britannico.
Larry è un gatto tigrato a pelo corto di quattro anni che prima di trasferirsi al numero 10 di Downing Street viveva alla Battersea Dogs and Cats Home di Londra.
Il Giappone sospende la caccia alle balene nei Mari Antartici
Le baleniere giapponesi hanno sospeso la caccia alle balene nei Mari Antartici a causa delle azioni di disturbo degli ambientalisti di Sea Shepherd Conservation Society e pensano di chiudere prima la loro missione annuale.
Gli attivisti di Sea Shepherd Conservatio Society, un gruppo ambientalista degli Stati Uniti, hanno inseguito la flotta di baleniere giapponesi e in special modo la nave fattoria, la Nisshin maru, dall’inizio della stagione di caccia alle balene di quest’anno.
I giapponesi hanno dichiarato di aver sospeso per ora la caccia alle balene per motivi di sicurezza.