EDF condannata. Spiava Greenpeace

di roberto bosio 23 views0

EDF – l’ENEl francese, responsabile della sessantina di centrali nucleari presenti sul suolo dei nostri cugini d’oltralpe – spiava Greenpeace. Per questo sono state condannate in primo grado a pene comprese tra i due ed i tre anni di reclusione quattro persone – due dei quali sono dirigenti nella compagnia responsabile della sicurezza nucleare.

Ci sono poi le pene accessorie: la Procura di Nanterre ha condannato l’azienda francese al pagamento di una multa di un milione e mezzo di euro – più un risarcimento a Greenpeace Francia di mezzo milioni di euro per danni morali.

Questa storia inizia nel 2004, quando l’EDF assume un hacker ed un investigatore privato: devono spiare l’organizzazione ambientalista. Il tutto avviene all’indomani della decisione del governo inglese di rafforzare le relazioni con l’EDF sul nucleare – e delle critiche di Greenpeace.

Nel 2006, giungono all’opinione pubblica le prime accuse nei confronti del colosso elettrico francese. Si viene a sapere che la rete informatica dell’organizzazione è stata violata e che sono stati rubati più di 1.400 documenti dal computer di un dirigente di Greenpeace.

Secondo Greenpeace, l’EDF ha fatto ricorso a simili pratiche perché non può difendere in modo pacifico e democratico la scelta nucleare. Più in generale secondo il movimento ambientalista, l’industria nucleare è responsabile di diversi episodi poco trasparenti – per usare un eufemismo.

Basti pensare al fatto che in Francia quasi non si parlò della nube radioattiva prodotta in occasione del tragico incidente di Chernobyl. La stessa mancanza di informazioni e trasparenza che si è potuta riscontrare per l’incidente di Fukushima dell’11 marzo scorso.

Per una volta sono contento di essere italiano: con il referendum che l’ex maggioranza di governo ha cercato in tutti i modi di evitare, abbiamo evitato di incorrere nei pericoli legati alla gestione del nucleare – come la necessità di stoccare una parte dei rifiuti prodotti dalle centrali per circa ventimila anni.

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