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di roberto bosio 44 views0

L’abitazione è la causa di più di un terzo dei nostri consumi di energia. Le cause sono da ricercarsi soprattutto nella climatizzazione estiva – e nel riscaldamento invernale.

Tra gli altri, prima il protocollo di Kyoto, ed in seguito il quarto rapporto dell’Intergovernmental Panel of Climate Changes, l’IPPC – parliamo di un lavoro presentato nel maggio del 2007 -, hanno considerato il settore dell’edilizia come quello con la maggiore possibilità di risparmio energetico. Si calcola – ovviamente sono solo stime – che grazie ad investimenti mirati in materia – in particolare nelle nuove costruzioni – si potrebbe arrivare a ridurre le emissioni del comparto civile di un terzo – circa.

Un discorso analogo viene sostenuto dalla Commissione europea – parliamo del Piano di Azione per l’Efficienza Energetica -: si potrebbe risparmiare il 27% dei consumi energetici nel settore residenziale ed il 30 per quello che riguarda il terziario-commerciale.

In quest’ottica deve essere considerata la direttiva europea che dovrebbe imporre dopo il 2020 per le nuove costruzioni il principio denomianto nearly zero buildings – ovvero dovranno produrre tanta energia quanto consumano. Il limite temporale per le nuove costruzioni nel settore pubblico dovrebbe essere anticipato di due anni – ovvero al 2018.

Come capita spesso in campo ambientale, la situazione italiana lascia molto a desiderare: in media un’abitazione del nostro paese consuma 20 litri di petrolio a metro quadro all’anno. Siamo nella media europea, ma i climi della maggior parte dei paesi dell’UE hanno climi molto più rigidi – come la Germania o la Svezia.

Per agire nel senso di una maggiore sostenibilità occorre rafforzare questa cultura, sia negli interventi di manutenzione e recupero delle abitazioni esistenti, sia nelle nuove costruzioni, producendo una significativa riduzione dei consumi energetici legati al settore civile.

C’è poi da considerare anche il tema del consumo di suolo. L’antropizzazione del verde determina un aumento delle emissioni di gas climalterante – non più assorbite. Anche per questo è importante che la politica favorisca l’edilizia del recupero e della ricostruzione.

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