Il 28 marzo 2009, alle 20.30, il mondo si spegnerà. 60 minuti senza illuminazione, 60 minuti per far respirare il pianeta: è il 60 Earth Hour 2009, un’ iniziativa partita dall’Australia nel 2007 e che è diventata un fenomeno globale, promosso dal WWF.
Lo scorso anno avevano aderito all’ Earth Hour solo Roma e Venezia: si spensero il Colosseo e Ca’ Farsetti. Ma quest’ anno la pattuglia di città italiane sarà molto più numerosa: sempre guidata da Venezia, città simbolo per i cambiamenti climatici, le si affiancheranno anche Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo, Trento e centinaia di comuni medi e piccoli. Tra i monumenti che si spegneranno simbolicamente per l’ Ora della Terra vi sarà anche il Quirinale. L’ obiettivo? Un crescente numero di sostenitori tra i comuni cittadini, un sempre maggiore coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli, l’ attivazione di numerose aziende. Lo scopo di WWF Italia è, infatti, richiamare l’attenzione del Governo sulle azioni da intraprendere per contrastare i cambiamenti climatici, in vista del G8 che sarà ospitato in Italia e del fitto calendario di incontri internazionali sul clima che il nostro Paese si prepara ad affrontare da oggi fino alla Conferenza di Copenaghen 09. Per questo il WWF ha deciso di partire dal territorio, di coinvolgere le comunità locali, i comuni e le regioni, invitandole a far sentire la propria voce ai leader della Terra.
Qui sotto è possibile guardare il video di Earth Hour 2009. All’ interno, il video del sindaco di Venezia Cacciari.
Forse non dovranno rinunciare ai wurstel ed agli schnitzel, ma i tedeschi sono stati gentilmente invitati dall’ UBA (l’ agenzia governativa che si occupa dell’ ambiente) a mangiare meno carne. Possibilmente solo la domenica e alle feste comandate. L’ invito a cambiare abitudini alimentari è arrivato dopo alcuni studi di settore, che hanno mostrato come l’ allevamento in Germania è da solo il responsabile del 15% delle emissioni di gas serra ed è il settore del comparto agricolo che richiede più energia. Niente conversioni vegetariane, dunque, ma la semplice presa di coscienza che l’attuale consumo di carne è insostenibile. La notizia è apparsa sul quotidiano britannico The Guardian.
I geologi cercano da tempo la soluzione del mistero, ma fino ad ora vi si sono arrovellati senza successo. Le sliding rocks di Racetrack Playa sembrano essere un vero rompicapo scientifico. Si trovano nel parco nazionale della Death Valley, sui fondi piatti di antichi laghi oggi completamente prosciugati e aridi. Queste rocce si possono trovare a terra, sul fondo pianeggiante, con lunghe tracce dietro di sé. In qualche modo queste rocce attraversano il fondo secco del lago, lasciando dei solchi lungo il loro percorso. Alcune di queste rocce pesano diverse centinaia di chili. Da qui la domanda sorge spontanea: come si muovono?
Dalle pagine della rivista scientifica Nature Geoscience un appello per rallentare drasticamente l’ utilizzo dei combustibili fossili. Da uno studio condotto da un gruppo di ricerca danese, capitanato da Gary Shaffer all’ università di Copenhagen, i nostri oceani si stanno impoverendo rapidamente di ossigeno e di vita a causa dei cambiamenti climatici. Il gruppo ha condotto una simulazione sul lungo periodo ed ha concluso che se il consumo di combustibili fossili resterà immutato nelle prossime generazioni, si rischia di decuplicare l’ estensione delle cosiddette “zone morte”, aree nelle quali la presenza di inquinanti rende impossibile la sopravvivenza di pesci, crostacei e molluschi.
Da uno studio dall’ Università di Adelaide (Australia) e pubblicato su Conservation Biology, il commercio globale per le cosce di rana sta minacciando la loro estinzione. Sono circa un miliardo, infatti, le rane cucinate ogni anno, rane che vengono catturate in natura. Non si tratta, dunque, di animali da allevamento.
Qualche giorno fa il lancio del satellite giapponese per misurare lo smog terrestre dallo spazio, fra pochi giorni – a febbraio – il lancio di un nuovo satellite della Nasa tutto made in USA.
La notizia non è dell’ ultim’ ora, ma fa riflettere sull’ attenzione che la Francia da sempre volge nei confronti dei progetti dedicati alle energie rinnovabili ed alle aree verdi urbane, seppure con l’ eccentricità tipica dei parigini. Nel 2013, infatti, la halle Pajol, un quartiere del diciottesimo arrondissement di Parigi, accoglierà una centrale fotovoltaica da 350kWc. Raro esempio di integrazione tra centro cittadino e produzione energetica, si tratta di un’ installazione di dimensioni senza precedenti per un impianto fotovoltaico urbano, che permetterà la riqualificazione del quartiere e fornirà l’ esempio per altre realtà più piccole.
Se pensate che le auto elettriche siano roba per sfigati, forse questo articolo potrebbe farvi ricredere. Non sono solo utilitarie o piccole berline ad implementare la tecnologia elettrica: la casa automobilistica californiana Tesla ha messo a punto Roadster, un vero e proprio bolide di lusso, al 100% elettrico. La biposto (che vedete nella foto) sarà disponibile anche in Europa nella versione Signature, un’ edizione limitata che ha apportato le modifiche necessarie per la normativa Europea. Ma per avere la versione europea “di serie” bisognerà aspettare il 2010. Le caratteristiche? Da 0 a 100km/h in 3,9 secondi, 14.000 giri, velocità massima di 200km/h, autonomia di 365km e ciclo di batteria pari a 160.000km. In più, dotazione interna di lusso. Il prezzo? 99.000 euro, Iva e tasse incluse.
Il 2009 è l’ Anno Internazionale delle fibre naturali. Inaugurato il 22 gennaio nella sede Fao di Roma, questo 2009 celebrerà l’ importanza delle materie prime naturali come il cotone, il lino, la canapa, la juta, la lana, l’ alpaca, l’ angora, il cachemir e tutte le altre fibre naturali che aiutano a vestire l’ uomo.
Il Cimento invernale, la tradizionale gara di nuoto nei Navigli di Milano, è tornata dopo quasi mezzo secolo. Ieri, nelle acque del Naviglio grande, si sono tuffati cento temerari (tra i quali anche una ventina di donne) per la manifestazione organizzata dalla Nuova Canottieri Olona. La tradizione era stata abbandonata a causa dell’ inquinamento delle acque del naviglio: la situazione sembra invece ora migliorata e le acque del canale artificiale – il primo in Europa – sono tornate ad essere balneabili.