Milano, torna il cimento. Tuffo nei navigli di nuovo balneabili

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 Il Cimento invernale, la tradizionale gara di nuoto nei Navigli di Milano, è tornata dopo quasi mezzo secolo. Ieri, nelle acque del Naviglio grande, si sono tuffati cento temerari (tra i quali anche una ventina di donne) per la manifestazione organizzata dalla Nuova Canottieri Olona. La tradizione era stata abbandonata a causa dell’ inquinamento delle acque del naviglio: la situazione sembra invece ora migliorata e le acque del canale artificiale – il primo in Europa – sono tornate ad essere balneabili.

Le origini del Cimento
Le origini del Cimento invernale risalgono al lontano 1895, quando sette persone si cimentarono in una gara, incuranti delle temperature di stagione: era il 27 gennaio.
Da allora in poi, dall’ iniziale carattere di goliardata, il cimento era divenuto una vera e propria tradizione, una gara non competitiva aperta a tutti coloro che avessero il coraggio di fare un tuffo nelle acque gelide del naviglio.
L’ ultima edizione prima di questa era stata fatta nel 1962.

L’ inquinamento del Naviglio grande
L’ ultimo appello per la salvaguardia delle acque del Naviglio grande era stato fatto – ancora una volta – da Legambiente, che, in una lettera di Claudio Spreafico (del coordinamento “Salviamo il Ticino”) del novembre 2007, scriveva:

Dall’ aprile del 2002, il Ticino riceve i liquami neri e maleodoranti provenienti dal depuratore di S. Antonino Ticino di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, e le acque del torrente Arno cariche di arsenicati. Fino a qualche tempo fa, questi scarichi finivano nel torrente Arno che a sua volta spagliava le sue acque luride in una vasta zona compresa tra i comuni di Lonate Pozzolo, Vanzaghello, Castano Primo e Nosate, provocando un gravissimo degrado ambientale.
Oggi, lo spagliamento non c’ è più, ma le stesse acque dopo essere state “mal” trattate dal depuratore di S. Antonino, attraverso un canale sotterraneo ed un sistema inefficiente di vasche di drenaggio, finiscono nel Ticino diffondendo l’ inquinamento nei territori rivieraschi a valle. Ma non è tutto! Infatti, attraverso appositi condotti previsti dal progetto, le acque inquinate finiscono anche nel canale Villoresi e nel Canale Industriale e, quindi, nel Naviglio Grande
“.

Tornando indietro nel tempo, il coordinamento “Salviamo il Ticino” insieme al CODACONS, il 23 luglio 2003 aveva presentato denuncia alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio, a cui era seguita una manifestazione per raccogliere le firme che chiedevano la cessazione degli scarichi inquinanti ed il ripristino dei luoghi degradati.
Per lo stesso motivo Legambiente Lombardia, il 10 maggio 2004, aveva inviato una diffida alla Regione Lombardia.

Nonostante la messa in campo di tante iniziative di mobilitazione e partecipazione sul territorio, oltre a quelle legali, sinora non è cambiato nulla, anzi, la situazione sembra essere peggiorata in quanto, dal settembre 2006, gli scarichi inquinanti carichi di coliformi fecali, ammoniaca, tensioattivi e idrocarburi finiscono nel Canale Industriale, poi Naviglio Grande, provocando, per chilometri, un’ abbondante presenza di schiume sulle acque del Fiume Azzurro” si legge di nuovo nella stessa lettera.

Da allora varie iniziative erano state messe in campo da alcune associazioni: sempre nel 2007 il Naviglio grande, insieme agli altri navigli milanesi, erano stati puliti dai bambini in quattro giornate ecologiche di educazione ambientale. In quell’ occasione, più di mille bambini delle scuole del capoluogo e dell’ hinterland, accompagnati dagli operatori delle associazioni «Ambiente acqua» e di «Amici della Terra Lombardia», avevano estratto dal letto dei navigli più di un quintale di spazzatura in un giorno. Tra i rifiuti v’ erano frigoriferi, vecchi computer e televisori.

Sembra insomma un miracolo che ieri si sia potuta tenere una manifestazione come il cimento e che le acque del Naviglio (e di conseguenza quelle del Ticino) si siano in così poco tempo depurate da un’ annosa tradizione inquinamento industriale. La speranza è che il cimento possa essere ripetuto di nuovo di anno in anno, con un costante servizio di monitoraggio delle acque da parte dell’ amministrazione per garantire che il canale si mantenga balneabile.

Commenti (3)

  1. A Roma pure si fanno i tuffi…

  2. A Genova a capodanno facciamo sempre il bagno

  3. Domenica 31 gennaio si cimenteranno nella fredda impresa anche le ragazze dell’Associazione NavigliLive, partecipando alla gara dei 150 metri.

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