Nucleare: Italia e Stati Uniti firmano un accordo per gli usi civili. Le multinazionali festeggiano

 Di fronte a certe notizie viene da chiedersi dove stia la green economy… Italia e Stati Uniti firmano infatti un accordo sulla cooperazione nucleare. L’ obiettivo dell ‘intesa, che è stata firmata a Washington dal ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, e dal segretario Usa all’ Energia, Steven Chu, é quello di istituire un quadro per la collaborazione fra le Parti sulla ricerca e lo sviluppo per migliorare i costi, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti e la resistenza alla proliferazione dei sistemi per l’ energia nucleare per usi civili. Le attività di cooperazione svolte nell’ ambito dell’ accordo riguardano esclusivamente gli impieghi pacifici dell’ energia nucleare. Anche le tecnologie nucleari sensibili, come ad esempio l’ arricchimento dell’uranio, sono specificamente escluse dall’ oggetto della cooperazione.E meno male…

VERSO UNA “MIGLIORE” PROLIFERAZIONE NUCLEARE
Le aree tecniche di cooperazione includono, ma non sono limitate, alla progettazione di reattori di nuova generazione con maggior efficienza, minori costi, migliore sicurezza e resistenza alla proliferazione; combustibili avanzati; ricerca nucleare di base; tecnologie per il trattamento rifiuti, lo stoccaggio e il deposito finale; analisi della sicurezza nucleare, standard e criteri.

Piemonte: ambiente naturale ed aree protette

 Il Piemonte è una regione dalla scarsa sismicità (salvo che nel Pinerolese, dove però non si sono mai verificati eventi di portata catastrofica). Dotata di montagne poco franose, composte in gran parte da rocce cristalline, il Piemonte è molto esposto, invece, al rischio delle alluvioni. La presenza di versanti ripidi e impermeabili, il diboscamento montano, la rapidità del deflusso (dovuta alla discreta presenza di fiumi) e infine il forte carico umano che si addensa lungo gli alvei fluviali sono la causa di frequenti e rovinose inindazioni. Non di rado queste inondazioni causano danni ingenti e vittime umane, come fu il caso dell’ inondazione del 1994, dovuta allo straripamento della Bormida e del Tanaro, che devastò Alessandria.

DEGRADO AMBIENTALE IN PIEMONTE

Al di là degli eventi occasionali, il degrado ambientale stabile di questa regione presenta una doppia valenza. Da un lato, nelle valli montane e in alcune zone di alta collina, il deterioramento dell’ abiente è dovuto allo spopolamento, con conseguente rovina degli edifici, rinselvatichimento della vegetazione e impraticabilità dei sentieri. Dall’ altro, nelle aree urbane della pianura sono l’ eccessivo carico umano e il grande sviluppo delle attività industriali e commerciali a provocare problemi di congestione edilizia, traffico caotico, inquinamento dell’ aria e dell’ acqua, smaltimento dei rifiuti.

COMUNITA’ MONTANE E PRESIDIO TERRITORIALE
Un’ efficacie opera di presidio del territorio svolgono le comunità montane che, in una regione alpina come il Piemonte, sono naturalmente molto numerose. Importante è il ruolo di alcune di esse anche per la tutela e la valorizzazione delle minoranze linguistiche.

E-mobility Italy: da settembre 2010 150 punti di ricarica per auto elettriche a Roma

 Parte da Roma il sogno dell’ auto elettrica in Italia, il progetto ‘E-mobility Italy’, grazie al protocollo d’ intesa firmato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e dall’ amministratore delegato e direttore generale di Enel, Fulvio Conti. Un accordo che consentirà alla Capitale di realizzare, per prima in Italia, una rete di ricarica elettrica intelligente: 150 punti dislocati in tutta la Città, di cui almeno 100 saranno a disposizione di tutti i cittadini in luoghi pubblici, mentre i restanti 50 saranno a uso privato.
Un prezioso apporto per migliorare la qualità della vita nella Capitale – che soffre enormemente i problemi del traffico e dell’ inquinamento – e perché Roma possa dare un ulteriore e valido contributo per abbattere l’ inquinamento atmosferico e acustico. In base a stime Enel, se almeno il 15% delle auto circolanti nella Città fossero elettriche, si risparmierebbero più di 260mila tonnellate di CO2 l’ anno, il gas serra ritenuto il principale responsabile del cambiamento climatico, e si avrebbe una forte riduzione anche delle sostanze inquinanti.

MOBILITA’ SOSTENIBILE A ROMA
Per questo il Comune di Roma ha deciso di promuovere soluzioni e sistemi per la mobilità sostenibile e, in particolare, per la mobilità elettrica. Un settore, quest’ ultimo, che offre la possibilità di numerose applicazioni a livello cittadino: mobilità privata su 2 e 4 ruote, trasporto pubblico, logistica e gestione delle flotte.

Ambiente: voler bene a se stessi per voler bene al pianeta

 Non riusciamo a rispettare l’ambiente, “nostra casa naturale”, perchè non riusciamo ad “investire sul futuro. Oggi, infatti, l’ umanità assiste ad un progressivo declino della qualità della vita” e “vive come se ogni giorno fosse l’ ultimo“. Per invertire la tendenza servono progetti scolastici idonei a formare le generazioni più giovani. Negli adulti, invece, la formazione di un pensiero ecologico richiede molto di più: “un lavoro corale” che coinvolge istituzioni, mass media e naturalmente ogni singolo individuo, attraverso il quale passare dalla catarsi alla trasformazione.

AVERE INNANZITUTTO CURA DI SE’
In altre parole, noi adulti di oggi dovremmo resettare e riconfigurare il nostro modo di percepire le cose, partendo da una maggiore capacità di avere cura di sè, della propria ‘casa interna’ per poi percepire più profondamente la propria ‘casa esterna’ e così averne naturalmente cura. Questa l’ opinione che la psicologa e psicoterapeuta Sira Sebastianelli ha manifestato in un’ intervista all’ agenzia stampa ADNkronos. Così la psicologa spiega perché sia ancora così poco diffusa la sensibilità ambientale, nonostante gli allarmi di tanti e autorevoli organismi internazionali.

UNA SPIEGAZIONE PSICOLOGICA
Il mondo della natura – spiega la Sebastianelli – è paragonabile al mondo dell’inconscio umano dove si abbandonano, utilizzando un meccanismo di difesa chiamato rimozione, resti psichici che non possono abitare la coscienza. Un inconscio impermeabile e permeabile come il mondo, dove ciò che vi si deposita a volte penetra nella profondità e a volte rimane in superficie. Tutto il materiale tangibile o intangibile, però, lascia traccia di sé e sedimenta stratificandosi dalla profondità alla superficie, da dove spesso è complesso e difficile far riaffiorare contenuti che devono farsi strada tra strati calcarei contaminanti che ne modificano la struttura originaria. Quando si gettano pezzi di carta o cicche di sigaretta per strada, dove cadono? Nel mondo cosciente o nel mondo inconscio?“.

Valle d’ Aosta: ambiente naturale ed aree protette

 “Né cismontani né oltremontani, ma intramontani”: così nei secoli passati i valdostani rivendicavano orgogliosamente l’ equidistanza della Valle dai due versanti alpini. Ecologicamente parlando, mentre l’ alta montagna valdostana viene raggiunta solo da alpinisti ed escursionisti appassionati e conserva ancora il suo aspetto antico, più in basso l’ installazione di impianti sciistici e idroelettrici e l’ espansione edilizia hanno talvolta alterato l’ ambiente originario: oggi in tutti i centri turistici della Valle d’ Aosta, a cominciare da Cervinia, sono ormai presenti condomini in stile urbano, che hanno rotto l’ unitarietà dell’ architettura tradizionale.

INQUINAMENTO IN VAL D’ AOSTA
La situazione ambientale è comunque, nel complesso, abbastanza buona, dato lo scarso carico umano e l’ attenzione a essa rivolta dall’ amministrazione regionale e dalle comunità montane (che coprono tutta l’ estensione del territorio): solo la valle centrale, percorsa da migliaia di autocarri, soffre di problemi di inquinamento e di congestione del traffico, problemi che sono emersi drammaticamente all’ attenzione con il tragico incendio del 24 marzo 1999 nella galleria del Monte Bianco.

Roma, lo stadio Franco Sensi ad emissioni zero. Così lo sport si fa verde

 Lo stadio ‘Franco Sensi’, destinato a diventare la nuova casa della Roma, sarà un impianto unico, tecnologico e ad emissioni zero. Il progetto presentato ieri a Trigoria punta molto sulla sostenibilità, sui materiali, sulla sua unicità… finalmente un progetto sostenibile sotto gli occhi di tutti!

DOVE SORGERA’ LO STADIO A EMISSIONI ZERO
L’ area prescelta, da un lato contigua alla Centralità Urbana di Massimina, è situata in posizione strategica nel quadrante Ovest della città, subito all’ esterno del Grande Raccordo Anulare, tra le due direttrici di Via Aurelia (a sud) e di Via di Boccea (a nord). L’ ampia area, ai limiti della città compatta, risulta idonea sia sotto il profilo ambientale, che può essere rispettato e valorizzato, sia sotto quello insediativo.

Una nuova centrale fotovoltaica da 15MW a Fiumicino

 E’ nata una nuova partnership fra Fotowatio e Solesa Green Power per attività comuni nel settore fotovoltaico da sviluppare in Italia. Tra le linee dell’ accordo vi è anche una centrale fotovoltaica, di circa 15 MW, che sorgerà a Fiumicino, alle porte di Roma. Fotowatio Italia, succursale italiana del gruppo Fotowatio, e Solesa Green Power, societa’ 100% italiana nata dalla joint venture tra Fly Energy Group e Solesa, hanno infatti reso noto di aver siglato un accordo di partnership per sviluppare insieme iniziative nel settore fotovoltaico in Italia.

UNA CENTRALE FOTOVOLTAICA A FIUMICINO
Il primo importante frutto della partnership tra le due societa’ e’ lo sviluppo di una centrale fotovoltaica di circa 15 MW a Fiumicino, alle porte di Roma, un progetto in fase di strutturazione finanziaria e di negoziazione del contratto di appalto per la costruzione e messa in esercizio.
L’impianto, che si avvarrà delle migliori tecnologie e componentistiche disponibili sul mercato, una volta completato – spiega Fotowatio – potrà soddisfare il fabbisogno energetico di circa 5.500 famiglie, con una produzione di energia elettrica pari a 21.899 MWh/anno, con significativi benefici ambientali“.

Ravenna 2009. Rifiuti, acqua, energia. Da oggi al 2 ottobre il festival per la sostenibilità ambientale

 Sostenibilità e innovazione in campo ambientale. Sono questi i temi che riguarderanno la seconda edizione di ‘Ravenna 2009. Rifiuti, acqua, energia’, festival nazionale di tre giorni in programma nel capoluogo emiliano da oggi 30 settembre e fino al 2 ottobre.
Diversi i percorsi di approfondimento coerenti con gli obiettivi della manifestazione (trasparenza all’ interno dei settori per una migliore conoscenza delle tematiche a tutti i livelli; trasferibilità, di idee, esperienze, buone pratiche; trasversalità fra i saperi e culture dei singoli settori rifiuti, acqua, energia; tracciabilità come monitoraggio dei sistemi organizzativi e certificazione dei processi gestionali).

IL FESTIVAL PER LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
La manifestazione si svolgerà interamente nel Centro Storico pedonale all’ interno di 12 Sale attrezzate, in un Teatro Tenda in Piazza del Popolo e al Mar per una manifestazione a km zero declinata in tecnica, cinema, musica e arte.

Greenpeace, la classifica dei peggiori inquinatori della Terra

 Silvio Berlusconi ha cercato di trattare con l’Unione Europea per ottenere maggiori quote di Co2“. E questo “per difendere gli interessi di gruppi industriali che non hanno alcuna intenzione ad avviare una rivoluzione energetica pulita“. All’indomani della presa di posizione di Bruxelles sui tetti nazionali alle emissioni di CO2 ”non più negoziabili”, Greepeace “fa i nomi di chi c’è dietro questa mossa” e pubblica in esclusiva la classifica 2009 delle emissioni di gas serra dei maggiori gruppi industriali in Italia soggetti alla direttiva europea sull’Emission Trading, il sistema europeo di scambio della CO2. La classifica dell’associazione ambientalista “mostra chiaramente chi rispetta le regole e chi no. Per il terzo anno consecutivo, l’Enel guadagna il primo posto tra i ‘grandi inquinatori“.

INDUTRIE ITALIANE E INQUINAMENTO
Complessivamente le industrie italiane hanno superato i permessi di emissione per nove milioni di tonnellate di CO2, ma bisogna fare dei distinguo – spiega Francesco Tedesco, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace – Lo sforamento si deve solamente ai settori del termoelettrico e della raffinazione. Altri settori, invece, hanno rispettato i tetti”. Enel, rimarca l’organizzazione, “si conferma il primo ‘grande inquinatore’ con oltre 44 milioni di tonnellate di CO2. Circa un terzo delle emissioni del gruppo – entra nel dettaglio – si deve all’impianto di Brindisi, la più grande centrale a carbone in Italia nonché primo impianto per emissioni di gas serra, con 14,9 milioni di tonnellate“.

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