Nucleare: entro il 2020 il primo Kwh di energia nucleare, parola di Scajola. E l’ ambiente?

 Alla fine di questa legislatura metteremo la prima pietra del nucleare per arrivare entro il 2018/2020 ad avere il primo chilowattora prodotto con energia nucleare nel nostro Paese“. Lo ha annunciato qualche giorno fa il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola intervenendo a La telefonata su Canale5.
Il ministro ha ribadito che questo avviene “nell’ interesse dei cittadini e delle imprese italiane. Nonostante le difficoltà e i trabocchetti che ogni giorno troviamo, noi – ha detto – paghiamo l’energia il 30% in più degli altri paesi. Abbiamo bisogno di difendere l’ ambiente. Dobbiamo rientrare nel nucleare in tempi veloci. Lo facciamo tutti i giorni con grande impegno per rispettare la tabella di marcia”.

Ma da Legambiente parte il contrattacco: “Basta con i proclami, il Governo dica esattamente dove vorrebbe costruire le centrali“.

Marche: uno sportello per progettare e costruire in modo sostenibile

 Un punto di riferimento per tutti gli operatori della filiera per progettare e costruire in maniera sostenibile. E’ la funzione dello Sportello informativo sull’ edilizia sostenibile istituito dalla Regione Marche. L’ iniziativa, proposta dall’ assessore regionale all’ Ambiente, Marco Amagliani, è volta a garantire l’ adeguata attuazione del sistema di certificazione energetico ambientale basato sul protocollo Itaca-Marche.

UN ALBO REGIONALE DEI CERTIFICATORI
La Giunta regionale ha inoltre istituito l’ albo regionale dei certificatori della sostenibilità energetico ambientale a cui accedere attraverso una domanda di accreditamento da presentare al “Servizio Ambiente e Paesaggio, Posizione di Funzione Aree protette Protocollo di Kyoto, Riqualificazione urbana, via Tiziano 44, Ancona”. Per l’ organizzazione di un corso di perfezionamento per tecnici competenti in materia di acustica ambientale verrà siglata una convenzione tra Regione e Università Politecnica delle Marche di Ancona.

Rischio idrogeologico: 5500 comuni italiani sono a rischio calamità naturali

 Se ne era parlato in occasione del terremoto in Abruzzo solo pochi mesi fa, eppure sono ancora 5.500 i comuni italiani a rischio calamità naturali. Un rischio che aumenta in modo vertiginoso nel sud e in Campania in particolare, dove almeno 82 comuni sono costretti a rivedere subito i loro piani regolatori.
A denunciare lo stato di pericolosità di queste aree è Antonio Coviello, docente nella Seconda Università di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT), all’ indomani della tragedia che ha colpito il messinese.

IL RISCHIO DI CINQUE TIPI DI CALAMITA’ NATURALI
In una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, aggiunge il ricercatore, Guido Bertolaso ha tracciato “i rischi di cinque possibili calamità naturali a cui l’ Italia potrebbe andare incontro, tra cui un’ eventuale eruzione del Vesuvio“.

Posta Pronta: le raccomandate A/R ora si mandano per e-mail

 Semplificare la vita dei cittadini e il lavoro delle aziende. Ma anche risparmiare tempo, carta, toner delle stampanti, petrolio e anidride carbonica eliminando la necessità di spostarsi, fare file, perdere ore per risolvere pratiche burocratiche alle poste. Sono queste le parole d’ ordine della partnership tra Legambiente e Posta Pronta, un nuovo servizio che permette di inviare la posta prioritaria, le raccomandate e le raccomandate A-R direttamente dal computer, razionalizzando così i trasporti ma garantendo, contemporaneamente, la consegna della corrispondenza al destinatario da parte di Poste Italiane, con le sue caratteristiche di sicurezza e affidabilità.

IL SERVIZIO POSTA PRONTA
L’ innovazione tecnologica è stata presentata ieri a Roma, nella sede di Legambiente, da Luigi Caruso, amministratore di Service One, la capogruppo della holding che ha creato il servizio Posta Pronta, Raffaele Bernardinello, amministratore di Posta Jet, Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente, Mario Tozzi, giornalista ecologista e divulgatore televisivo, Mario Di Carlo, assessore Politiche per la casa della Regione Lazio e Andrea Seminara, direttore marketing Azzero CO2. Nel corso dell’ incontro è stata anche presentata l’ indagine condotta da AzzeroCO2 sull’ impatto della gestione tradizionale della corrispondenza postale e il risparmio, in termini di emissioni inquinanti, determinato dal progetto Posta Pronta.

E’ boom per il fotovoltaico in Lombardia: + 488% in un anno

 La Lombardia sembra proprio essere la terra promessa del fotovoltaico italiano. Almeno secondo i numeri dell’ energia solare nella regione, che, alla fine dello scorso giugno, registrano oltre 6 mila impianti installati, una potenza complessiva che sfiora i 57 mila chilowatt, una crescita del 488% tra il 2007 e il 2008 e un fatturato di circa 300 milioni di euro. Sono i dati del primo rapporto di ricerca sull’energia fotovoltaica in Lombardia, realizzato dalla Camera di commercio di Milano e dal Politecnico di Milano – Energy & Strategy Group.

LOMBARDIA PRIMA REGIONE ITALIANA NEL FOTOVOLTAICO
In particolare nella regione sono 6.024 gli impianti installati a giugno, per una potenza che complessivamente sfiora i 57mila kW e che si stima quadruplicabile nel 2011. Numeri che rendono la regione prima in Italia per numero di impianti (15,6% del totale nazionale), seguita da Emilia Romagna (10,1%) e Veneto (9,3%), mentre è seconda per potenza prodotta: 11,6% del totale nazionale, dopo la Puglia (12,5%). Considerando però la potenza fotovoltaica pro-capite, la Lombardia diventa quattordicesima in Italia con 5,2 kW installati ogni mille abitanti, mentre sono prime in classifica Trentino (33,2), Umbria (22,3) e Marche (16,2).

Liguria: ambiente naturale ed aree protette

 La Liguria rimane una delle Regioni d’ Italia più interessanti e più belle dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, caratterizzata da una ricca varietà di ambienti che spaziano dai suggestivi panorami della costa, con spiagge, scogliere, baie e promontori, al rigoglioso entroterra, dove la catena delle Alpi si congiunge con quella degli Appennini.

I RISCHI DELL’ URBANIZZAZIONE IN LIGURIA
Il territorio ligure è storicamente soggetto a gravi eventi alluvionali a causa della particolare conformazione idrografica e dei processi di urbanizzazione avvenuta sul territorio, che determinano, in caso di precipitazioni di elevata intensità, l’ inondazione di vaste aree in ambiente urbano, specie in corrispondenza dei tratti più vicini alle foci dei corsi d’ acqua, i cui alvei sono stati molto spesso cementificati per ottenere spazio per l’ urbanizzazione.

Cambiamenti climatici e sviluppo: a pagare saranno i più poveri

 Surriscaldamento del pianeta e cambiamenti climatici costeranno ai paesi in via di sviluppo 475 miliardi di dollari all’ anno entro il 2030, contro i 10 miliardi di oggi. L’ allarme è stato lanciato dalla Banca Mondiale nel rapporto “Development and climate change“, presentato a Istanbul nel corso dei lavori per l’ assemblea annuale. Secondo le stime degli economisti di Washington, anche solo 2 gradi centigradi di surriscaldamento della terra potrebbero tradursi in una riduzione permanente del Pil tra il 4 e il 5% in Africa e Asia del Sud. Secondo le stime la Banca Mondiale, entro il 2030 i paesi in via di sviluppo dovranno così spendere 75 miliardi all’ anno per adattarsi ai cambiamenti climatici e altri 400 miliardi per mitigarne l’ impatto.

Nucleare: il 60% degli italiani è contrario e se la centrale è vicino casa i contrari diventano l’ 83 per cento

 Enel sbandiera i dati di un sondaggio tenutosi a un seminario in Francia, annunciando trionfante che il 40% degli italiani é favorevole alla costruzione di centrali nucleari (il 12% è molto favorevole, il 28% lo è abbastanza). Forse dimentica che se il 40% si dice favorevole, un 60% rimanente (la netta maggioranza) è per forza contrario…
Ma non è tutto… La percentuale dei sì scende al 17% se la risposta non é più in generale ma riguarda la “propensione ad accettare o rifiutare una centrale nucleare nei pressi di dove si abita“: in questo caso dice no l’ 83% degli italiani. Di questi, il 52% è sul fronte di una opposizione ancora più netta: “non lo accetterei e farei di tutto per impedirlo“, risponde.
Insomma, la centrale sì, ma a casa d’ altri… non sarà il sintomo che allora c’ è qualcosa che non va con l’ energia nucleare?

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