Il sottobosco delle foreste dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano è popolato da numerose specie botaniche che ne caratterizzano la biodiversità, tra le quali ricordiamo felci, rovi, rose canine, ciclamini, funghi eduli e velenosi. Sui pendii esposti al sole crescono i perastri, i melastri, i biancospini attorniati da cespugli di lentisco, ginepro, timo, rovi, fichi d’India ed il particolare “albero dei diavolo”, il carrubo.
Nella zona pedemontana dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano la vegetazione cambia radicalmente e così la sua biodiversità, predomina la steppa, ricca di fichi d’India, asfodeli, ferule, euforbie, iris; qui cresce un fungo molto particolare il Pleurotus eryngii. Il tutto è interrotto qua e là da oliveti, mandorleti, vigneti e campi di grano.
Parco Nazionale del Gargano -3-
Le zone umide dell’area protetta del Parco Nazionale del GarganoGargano e della Capitanata da sempre hanno suscitato un notevole interesse negli studiosi e negli appassionati, ponendosi fra le più importanti d’Italia oltre che per la biodiversità, per la varietà di ambienti anche per la posizione strategica sulle rotte migratorie degli uccelli acquatici tra l’Africa e l’Europa centro-orientale. Già nel Tredicesimo secolo l’Imperatore Federico II di Svevia rimase affascinato da questi ambienti palustri che gli ispirarono il famoso trattato “De arte venandi cum avibus”. L’area protetta del Parco Nazionale del Gargano ricopre un’estensione di circa 121.118 ettari, al cui interno ritroviamo una serie di habitat unici nel loro genere che conservano la loro specifica biodiversità.
Animali in vacanza: non solo Fido in spiagge ed hotel
Dai conigli ai furetti, dai criceti agli ermellini, dai coloratissimi pappagalli alle scimmie, dagli struzzi alle iguane, fino a tartarughe, porcellini d’India, salamandre e serpenti. Sono solo alcuni tra gli animali più inconsueti ospitati nelle strutture alberghiere italiane. E’ quanto emerge dal sondaggio condotto da ‘lastminute.com’, leader online nella prenotazione di viaggi e idee per il tempo libero, che ha intervistato oltre 1.000 albergatori italiani sulle abitudini e le stranezze dei clienti che soggiornano in compagnia di piccoli amici.
Gli hotel pet friendly
Il 70% degli hotel intervistati si è dichiarato pet friendly: le strutture ricettive – di ogni categoria, comprese quelle a quatto e cinque stelle – che accettano gli amici a quattro zampe sono dunque in forte aumento rispetto agli anni passati. Gli albergatori sono sempre più sensibili nei confronti dei turisti che viaggiano in compagnia di piccoli amici domestici, e per questo si stanno attrezzando per offrire servizi dedicati proprio a loro.
Città intelligenti e sostenibili: il decalogo di iniziazione alla rivoluzione verde
Sono 10 le azioni per vivere in città più intelligenti. Un vero e proprio decalogo, che le amministrazioni locali devono seguire per completare la rivoluzione ecologica e digitale. A presentarlo è l’Associazione Clorofilla che, a Roma, ha organizzato un convegno che ha messo a confronto alcune delle più interessanti esperienze, nel settore pubblico come nel privato, con l’obiettivo di evidenziare come la tanto auspicata rivoluzione digitale offre un contributo sostanziale alle politiche per la sostenibilità ambientale nelle città.
Reti veloci e informazione
Per prima cosa: ‘reti più veloci’. La banda larga è la grande opera di cui ha bisogno l’Italia. Idee, dati e notizie devono correre veloci verso chi ne ha bisogno Una rete lenta equivale ad una crescita lenta. Seguono, ‘reti più libere’. Nei luoghi pubblichi il wi-fi deve essere libero e gratuito: le amministrazioni locali devono capire che l’accesso alla rete è una precondizione della crescita.
Il terzo punto riguarda ‘viaggiare (davvero) informati’. Fornendo ai cittadini notizie in tempo reale circa le condizioni di traffico, orari e tempi di percorrenza dei trasporti pubblici, eventi critici, deviazioni etc. è possibile ottimizzare i flussi di traffico, consigliando i percorsi migliori. La geo-localizzazione permette all’utente d’essere destinatario e fonte dell’informazione.
Energie rinnovabili: la Puglia adotta il modello tedesco dal 2012
Nessun limite di potenza per il solare sui tetti, salvaguardia degli investimenti avviati, adozione del modello tedesco già dal 2012. Sono questi i tre temi portanti degli emendamenti che la Regione Puglia presenterà nei prossimi giorni al governo per correggere lo schema di decreto sull’energia rinnovabile. Gli emendamenti sono stati definiti dalla vicepresidente della giunta e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone in collaborazione con le associazioni del settore e il parternariato, nel corso di una lunga riunione convocata dalla stessa vicepresidente in seguito alla Conferenza delle Regioni.
Incentivi senza limiti per il fotovoltaico
La prima richiesta riguarda il solare sui tetti, detto anche solare strutturale. La Regione Puglia che sta promuovendo questo tipo di produzione anche per l’autoconsumo di aziende e famiglie, chiederà che l’incentivo per il solare sui tetti non abbia limiti legati alla potenza elettrica installata. Nel secondo emendamento si chiede che, per gli impianti già terminati, la scadenza degli incentivi secondo l’attuale ‘conto energia’ sia prorogata di 6 mesi, cioè dal 31 maggio 2011 (limite temporale previsto dal decreto), al 31 dicembre 2011.
Parco Nazionale del Gargano -2-
La Foresta Umbra costituisce l’ambiente più rappresentativo delle aree interne dell’area protetta del Parco Nazionale del Gargano, è un residuo della primigenia e millenaria selva del promontorio.
A dispetto delle devastazioni e dei dissennati disboscamenti degli ultimi tre secoli che hanno reso spoglie del manto forestale le pendici collinari e montane del Gargano, la Foresta ha conservato quasi intatto il suo maestoso e imponente rigoglio vegetativo con ricca varietà di specie e forme alborie e arbustive e la sua biodiversità. Le attribuzioni del nome alla Foresta Umbra si perdono nella notte dei tempi e tutte, se pur accettabili, sono insufficientemente comprovabili e non forniscono una chiara lettura della denominazione.
Camaleonte -3-
Alcune specie di camaleonti, ma non tutte, possono mutare il colore della pelle. A differenza delle credenze popolari, però, il fine del mutamento di tonalità non è la mimetizzazione, ma la manifestazione di determinate condizioni fisiche o fisiologiche, o di stati emozionali come la paura. Ad esempio durante i combattimenti questi animali assumono, in genere, tonalità più vivaci, come forma di minaccia nei confronti dell’avversario. Infine, influiscono sulla colorazione anche la temperatura e le condizioni di luce.
Il cambiamento di colore di questi rettili è dovuto da alcuni strati di cellule specializzate che si trovano sotto la pelle trasparente dell’animale. Le cellule poste nello strato superiore contengono pigmenti gialli e verdi.
Camaleonte -2-
La maggior parte delle specie di camaleonti si trovano in Africa, due terzi nel solo Madagascar, e in altre regioni tropicali, sebbene vi siano camaleonti anche in alcune zone dell’Europa meridionale (Andalusia, Sicilia e Grecia), nello Sri Lanka, in India e Asia Minore. Nelle Hawaii, in California e in Florida sono state introdotte dall’uomo popolazioni di Camaleonti di Jackson.
Questi rettili sono specie principalmente arboree, ma possono anche vivere nei cespugli o, per le specie più piccole, nell’erba. Diverse specie di camaleonti si sono adattate a diversi habitat, dalla foresta pluviale e tropicale alla savana fino alle zone semi-desertiche e steppose.
Tutte le specie di questi rettili sono diurne, e principalmente attive al mattino e nel tardo pomeriggio. I camaleonti sono molto lenti nei movimenti, e accompagnano i loro passi con un caratteristico ondeggiamento avanti e indietro.
Salvo il giovane cervo finito nel Naviglio di Corsico a Milano
Ci sono volute 3 squadre dei vigili del fuoco, aiutati dagli operatori dell’Enpa, per recuperare un cervo finito, nella tarda serata di martedì sera del 19 aprile, nel Naviglio Grande di Corsico, vicino Milano. L’animale, un esemplare maschio di 120 kg, è stato tratto in salvo dopo ore di lavoro.
Una volta riportato a riva, dopo essere stato con grandi difficoltà imbragato, il cervo, tenuto al caldo sotto coperte termiche a bordo strada, ha dovuto aspettare quasi 5 ore, affinché si trovasse un mezzo adatto per il trasporto. «E’ incredibile come si evidenzi ancora una volta la totale assenza di un impegno reale per garantire l’incolumità in casi di soccorso agli animali come in queste occasioni» ha dichiarato Ermanno Giudici, presidente dell’Enpa di Milano e capo nucleo delle Guardie Zoofile dell’Enpa.
Auto a metano: ecco quanto si risparmia
Spostarsi con un’auto a metano conviene e i risparmi per le tasche degli italiani sono evidenti. Un esempio per tutti: il tragitto andata e ritorno Torino – Catania è di circa 3100 chilometri. Secondo dati dell’Osservatorio Metanauto, con un’auto a benzina la spesa per il carburante è di 480 euro, mentre con il metano se ne spendono solo 183, per un risparmio netto di 297 euro.
Se, poi, si volesse andare da Roma a Venezia (circa 1.200 chilometri sempre ritorno compreso), con un’auto a benzina si spenderebbero 186 euro, mentre con un’auto a metano la spesa sarebbe di 71 euro, con un risparmio di 115 euro a favore del metano. E per la città, la Fiat informa che con meno di 10 euro puoi fare un pieno di metano alla Panda Climbing Natural Power e percorrere, nel ciclo combinato, fino a 270 km. Con la stessa auto e 10 euro di benzina, arrivi a percorrere circa 105 km. Meno della metà.