D: Il vaiolo non è stato debellato mediante la vaccinazione?
R: Al contrario. L’Inghilterra, che è stato il primo paese a introdurre l’obbligo della vaccinazione contro il vaiolo nel 19° secolo, è stato anche il primo paese a scoprirne il pericolo e ad abbandonarne l’obbligo già prima della fine dello stesso secolo. Come risultato, durante tutto il 20o secolo l’Inghilterra ha conosciuto meno casi di vaiolo che tutti gli altri paesi dove la vaccinazione era obbligatoria (vedi Imperatrice Nuda, capitolo “Vaccini, confusioni ecc.”).
D: È veramente impossibile stabilire con certezza se una inoculazione ha raggiunto il suo scopo?
R: Per una risposta scientificamente valida, si dovrebbe esporre un folto gruppo d’individui non vaccinati ad un’infezione virulenta e poi confrontarlo con un gruppo equivalente d’individui vaccinati, esposti alla medesima infezione. Evidentemente, non lo si è mai fatto.
Intervista a Hans Ruesch – parte sesta
D: Come la mettiamo con la chirurgia? Come si può
D: Quali sono i metodi di ricerca senza animali?
D: La situazione è così anche in Europa?
D: I test sugli animali non possono dirci, per esempio, se un nuovo farmaco causerà delle deformazioni al feto?
D: Preferireste che si facciano esperimenti sugli esseri umani piuttosto che sugli animali?
Anche quest’anno nelle case degli italiani entreranno circa 8 milioni di alberi ‘veri’ per una spesa di 150 milioni di euro. Lo segnala la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori sottolineando che pini e abeti veri ancora una volta supereranno abbondantemente quelli ‘artificiali’, poco piu’ di 5 milioni. Per oltre il 60% gli alberi ‘veri’ sono di produzione nazionale, mentre gli altri provengono dai Paesi del Nord Europa, in particolare dalla Danimarca.
Molte persone pensano che se danno molto da mangiare al loro gatto, questo lascerà in pace uccellini e piccoli animali selvatici, ma ciò non è affatto vero. Il motivo che spinge i gatti a cacciare non ha nulla a che vedere con la fame, è invece legato principalmente all’istinto di sopravvivenza.
I lemuri appartengono alla famiglia dei Lemuriformi, Gray 1821, il nome deriva dal latino “lemures” che significa “spiriti della notte”. Il nome gli è stato dato probabilmente basandosi sull’aspetto fisico e sul comportamento di questi animali selvatici: i grandi occhi riflettenti che consentono un’ottima visione notturna, le abitudini notturne di alcune specie e le vocalizzazioni che ricordano dei gemiti.