L’Ilva e il fiume rosso: “Rimosse oltre cento tonnellate d’acqua in eccesso”

di GianniPug Commenta

Il maltempo a Taranto ha scatenato una nuova polemica contro l’Ilva. Questa volta lo stabilimento siderurgico, il più grande d’Europa, è finito nel mirino a causa della foto di un fiume rosso vicino all’acciaieria. Come si sa, nei giorni scorsi le accuse contro l’Ilva a causa del cosiddetto “Wind day” non erano mancate, tanto da convincere azienda e Governo ad accelerare i tempi per avviare i lavori della copertura dei parchi minerari.
Questa volta non è il vento ma la pioggia a scatenare le critiche dei tarantini e ad aizzare gli utenti sui social network. La foto pubblicata dalla pagina Facebook “Solo a Taranto” è stata infatti una delle più cliccate e condivise della giornata, tanto da meritare spazio in alcuni siti web di informazione. In tanti hanno accusato l’Ilva, sostenendo che il colore rosso dell’acqua fosse determinato dai minerali dell’acciaieria che hanno contaminato l’acqua.
L’azienda, dal canto suo, poco poteva fare, esattamente come tutto il resto della città, a fronte delle eccessive precipitazioni che hanno reso impossibile aspirare tutta l’acqua in eccesso. Tuttavia, fonti vicine all’Ilva fanno sapere che l’area in cui si è verificato il fenomeno è completamente impermeabilizzata e circoscritta da appositi cordoli che hanno la funzione di prevenire potenziali sversamenti di materiale residuo che può depositarsi durante le operazioni di carico-scarico. A causa dei fenomeni atmosferici particolarmente intensi che hanno insistito su Taranto negli ultimi giorni, l’acqua si è accumulata in quantità straordinaria.
Per quanto riguarda l’aspirazione dell’acqua in eccesso, già nel fine settimana, l’azienda si è attivata tempestivamente richiedendo l’intervento di una ditta autorizzata per aspirare l’acqua in eccesso. Nella sola giornata di oggi ne sono state rimosse circa 100 tonnellate. L’attività di rimozione e monitoraggio sta continuando e proseguirà anche nelle prossime ore.
Cento tonnellate, evidentemente, ancora non sono bastate a spegnere le polemiche.

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