Consumo di carne insostenibile: per i tedeschi solo la domenica

 Forse non dovranno rinunciare ai wurstel ed agli schnitzel, ma i tedeschi sono stati gentilmente invitati dall’ UBA (l’ agenzia governativa che si occupa dell’ ambiente) a mangiare meno carne. Possibilmente solo la domenica e alle feste comandate. L’ invito a cambiare abitudini alimentari è arrivato dopo alcuni studi di settore, che hanno mostrato come l’ allevamento in Germania è da solo il responsabile del 15% delle emissioni di gas serra ed è il settore del comparto agricolo che richiede più energia. Niente conversioni vegetariane, dunque, ma la semplice presa di coscienza che l’attuale consumo di carne è insostenibile. La notizia è apparsa sul quotidiano britannico The Guardian.

Il mistero delle sliding rocks di Racetrack Playa

 I geologi cercano da tempo la soluzione del mistero, ma fino ad ora vi si sono arrovellati senza successo. Le sliding rocks di Racetrack Playa sembrano essere un vero rompicapo scientifico. Si trovano nel parco nazionale della Death Valley, sui fondi piatti di antichi laghi oggi completamente prosciugati e aridi. Queste rocce si possono trovare a terra, sul fondo pianeggiante, con lunghe tracce dietro di sé. In qualche modo queste rocce attraversano il fondo secco del lago, lasciando dei solchi lungo il loro percorso. Alcune di queste rocce pesano diverse centinaia di chili. Da qui la domanda sorge spontanea: come si muovono?
Nessuno lo sa, anche se qualche persona ha provato ad avanzare alcune spiegazioni. Il vero problema è che ciascuna di esse è impossibile da provare: nessuno ha mai realmente visto queste pietre in movimento.

Oceani: avanzano le zone morte per pesci, crostacei e molluschi

 Dalle pagine della rivista scientifica Nature Geoscience un appello per rallentare drasticamente l’ utilizzo dei combustibili fossili. Da uno studio condotto da un gruppo di ricerca danese, capitanato da Gary Shaffer all’ università di Copenhagen, i nostri oceani si stanno impoverendo rapidamente di ossigeno e di vita a causa dei cambiamenti climatici. Il gruppo ha condotto una simulazione sul lungo periodo ed ha concluso che se il consumo di combustibili fossili resterà immutato nelle prossime generazioni, si rischia di decuplicare l’ estensione delle cosiddette “zone morte”, aree nelle quali la presenza di inquinanti rende impossibile la sopravvivenza di pesci, crostacei e molluschi.

Un milione di rane in padella ogni anno: il monito di Conservation Biology sul declino delle specie

 Da uno studio dall’ Università di Adelaide (Australia) e pubblicato su Conservation Biology, il commercio globale per le cosce di rana sta minacciando la loro estinzione. Sono circa un miliardo, infatti, le rane cucinate ogni anno, rane che vengono catturate in natura. Non si tratta, dunque, di animali da allevamento.
La stima è stata fatta sulla base di dati forniti dalle Nazioni Unite. Dallo studio risulta che Francia e Stati Uniti sono i maggiori importatori di rane. Per Corey Bradshaw, dell’ Universita’ di Adelaide, gli anfibi sono il gruppo di animali piu’ minacciato per malattie, perdita di habitat e clima e “il massiccio appetito dell’ uomo per le loro zampe di certo non aiuta“.

Obama: clima ed energia in USA, Nobel e satelliti per la rincorsa al Sol levante

 Qualche giorno fa il lancio del satellite giapponese per misurare lo smog terrestre dallo spazio, fra pochi giorni – a febbraio – il lancio di un nuovo satellite della Nasa tutto made in USA.
Barack Obama si è appena insediato alla Casa Bianca, e ha subito lanciato un chiaro segnale al mondo: gli Stati Uniti vogliono recuperare il tempo perso in materia ambientale e, per farlo, ricorre a una squadra che annovera anche un premio Nobel. Gli americani sono in visibilio, ma non tanto per l’ ambiente: la politica ambientale di Obama già promette di riempire le tasche di chi entrerà in prima linea nel green business e nel suo indotto, e già c’è chi teme che il green tech diverrà la bolla spculativa di un futuro neanche tanto lontano.

Parchi ed energia si danno la mano: nel 2013 una centrale fotovoltaica nel cuore di Parigi

 La notizia non è dell’ ultim’ ora, ma fa riflettere sull’ attenzione che la Francia da sempre volge nei confronti dei progetti dedicati alle energie rinnovabili ed alle aree verdi urbane, seppure con l’ eccentricità tipica dei parigini. Nel 2013, infatti, la halle Pajol, un quartiere del diciottesimo arrondissement di Parigi, accoglierà una centrale fotovoltaica da 350kWc. Raro esempio di integrazione tra centro cittadino e produzione energetica, si tratta di un’ installazione di dimensioni senza precedenti per un impianto fotovoltaico urbano, che permetterà la riqualificazione del quartiere e fornirà l’ esempio per altre realtà più piccole.
Del resto, la capitale francese vanta una tra le più bizzarre progettazioni delle aree verdi urbane in Europa: basti pensare ai tre parchi simbolo de La villette, Citroen e Bercy.

Tesla Roadster, dal 2009 il bolide elettrico della California arriva anche in Europa

 Se pensate che le auto elettriche siano roba per sfigati, forse questo articolo potrebbe farvi ricredere. Non sono solo utilitarie o piccole berline ad implementare la tecnologia elettrica: la casa automobilistica californiana Tesla ha messo a punto Roadster, un vero e proprio bolide di lusso, al 100% elettrico. La biposto (che vedete nella foto) sarà disponibile anche in Europa nella versione Signature, un’ edizione limitata che ha apportato le modifiche necessarie per la normativa Europea. Ma per avere la versione europea “di serie” bisognerà aspettare il 2010. Le caratteristiche? Da 0 a 100km/h in 3,9 secondi, 14.000 giri, velocità massima di 200km/h, autonomia di 365km e ciclo di batteria pari a 160.000km. In più, dotazione interna di lusso. Il prezzo? 99.000 euro, Iva e tasse incluse.

Inaugurato l’ Anno Internazionale delle fibre naturali, più valore alla convenzione di Kyoto

 Il 2009 è l’ Anno Internazionale delle fibre naturali. Inaugurato il 22 gennaio nella sede Fao di Roma, questo 2009 celebrerà l’ importanza delle materie prime naturali come il cotone, il lino, la canapa, la juta, la lana, l’ alpaca, l’ angora, il cachemir e tutte le altre fibre naturali che aiutano a vestire l’ uomo.

Dopo il 2008, anno della patata, l’ Assemblea generale dell’ ONU ha deciso di cercare di sensibilizzare l’ opinione pubblica sul ruolo delle risorse pù familiari, ma anche le più importanti, che ci offre la natura. Risorse che troppo spesso vengono date per scontate.

Il ruolo nell’ economia
La produzione di fibre naturali e vegetali rappresenta uno dei settori più rilevanti per gli agricoltori di tutto il mondo: Hafez Ghanem, vice direttore del Dipartimento Economico e Sociale della FAO, ha stimato che il volume d’ affari di questo settore sia nell’ ordine dei 40 miliardi di dollari l’ anno. Anzi, in alcuni casi le fibre rappresentano il 50% delle esportazioni in alcuni Paesi in via di sviluppo.

Milano, torna il cimento. Tuffo nei navigli di nuovo balneabili

 Il Cimento invernale, la tradizionale gara di nuoto nei Navigli di Milano, è tornata dopo quasi mezzo secolo. Ieri, nelle acque del Naviglio grande, si sono tuffati cento temerari (tra i quali anche una ventina di donne) per la manifestazione organizzata dalla Nuova Canottieri Olona. La tradizione era stata abbandonata a causa dell’ inquinamento delle acque del naviglio: la situazione sembra invece ora migliorata e le acque del canale artificiale – il primo in Europa – sono tornate ad essere balneabili.

UE, via libera agli OGM e alla coltivazione di nuovi organismi geneticamente modificati

 La Commissione europea spinge sull’acceleratore le procedure di autorizzazione per l’utilizzo degli OGM in Europa e apre la porta per la prima volta alla possibilità di coltivare nuovi organismi geneticamente modificati, con tutte le conseguenze ambientali, economiche e sociali che questo comporta. La notizia è stata diffusa dall’Ansa venerdì.
Nonostante l’ opposizione – praticamente isolata – di Stavros Dimas, che aveva chiesto ai colleghi di rifiutare le autorizzazioni di Ogm per le semine, la Commissione europea ha proposto di autorizzare nell’ UE due mais biotech per la coltivazione: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il Bt1507 della Pioneer.

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