Un milione di rane in padella ogni anno: il monito di Conservation Biology sul declino delle specie

di Redazione 529 views0

Da uno studio dall’ Università di Adelaide (Australia) e pubblicato su Conservation Biology, il commercio globale per le cosce di rana sta minacciando la loro estinzione. Sono circa un miliardo, infatti, le rane cucinate ogni anno, rane che vengono catturate in natura. Non si tratta, dunque, di animali da allevamento.
La stima è stata fatta sulla base di dati forniti dalle Nazioni Unite. Dallo studio risulta che Francia e Stati Uniti sono i maggiori importatori di rane. Per Corey Bradshaw, dell’ Universita’ di Adelaide, gli anfibi sono il gruppo di animali piu’ minacciato per malattie, perdita di habitat e clima e “il massiccio appetito dell’ uomo per le loro zampe di certo non aiuta“.

I dati
I ricercatori dicono che il modello globale di raccolta ed il declino delle popolazioni naturali di rane sembra seguire lo stesso percorso già in atto per lo sfruttamento dei mari, che sta causando il conseguente collasso della pesca dovuto alle reazioni a catena provocate in tutto il mondo.
I ricercatori hanno proposto di istituire una certificazione di raccolta delle rane per migliorare il monitoraggio ed aiutare metodi di caccia che possano essere sostenibili.
Infatti, secondo Corey Bradshaw, le zampe di rana non sarebbero solo una prelibatezza francese: “Le zampe di rana sono inserite nei menu delle mense scolastiche di tutta Europa, nei banchi di vendita dei mercati e supermercati, nelle trattorie asiatiche e nei ristoranti d’ alta classe di tutto il mondo“.

Il commercio annuale di rane è cresciuto spaventosamente negli ultimi 20 anni, da 200 milioni fino a oltre 1 miliardo di rane consumate ogni anno.
L’Indonesia risulta essere il più grande esportatore di rane sino ad ora ed il suo mercato interno va da 2 a 7 volte tanto.

Il mercato globale di zampe di rana è passato dalla raccolta stagionale per il consumo locale ad un commercio internazionale con richiesta nel corso di tutto l’anno – ha aggiunto Bradshaw – ma questo, come per i pesci, ha portato ad un iniziale collasso della specie in Europe e Nord America, seguito dal declino della popolazione delle rane in India, Bangladesh ed ora, potenzialmente, in Indonesia“.

Quando i biologi per la conservazione del pescespada mangiano il pescespada
E’ questo il titolo provocatorio dell’ editoriale di Giovanni Bearzi, del Tethys Research Institute di Milano, su Conservation Biology.
Vediamo specie declinare e scomparire ad un tasso sempre maggiore – scrive Bearzi -. I problemi ambientali sono diventati così diffusi e le emergenze così comuni che non vengono neanche più percepiti come drammi. Pochi articoli di giornale hanno il potere di afferrare la nostra attenzione e suscitare un senso di costernazione. Il gossip ci viene presentato accanto al disastro ecologico e le questioni delle derrate sul mercato competono con la minaccia nucleare e lo sterminio di persone innocenti. Quando scorriamo le notizie dopo un lungo giorno di lavoro potremmo essere attratti dal gossip e scegliere di ignorare il disastro. Non abbiamo causato il problema, siamo innocenti. Ma lo siamo?

L’ editoriale prosegue… e sarebbe bene che ciascuno di noi proseguisse questo discorso privatamente, a quattr’ occhi con la propria coscienza.

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