Idee ecologiche per la casa: come preparare le candele fai-da-te

 Da qualche anno si sta sempre più diffondendo la moda di utilizzare le candele, di tutte le forme e colori, come ornamenti. In ffetti, spente donano alla casa un’aria raffinata, elegante, mentre accese creano un’atmosfera calda e avvolgente.

Ma non tutte le candele sono uguali e solo quelle naturali sono prive di spiacevoli inconvenienti come sostanze tossiche o fumo eccessivamente nero che può attentare alle vostre pareti. Ecco allora una piccola guida a puntate su come prepararvi le candele in casa, con tanti piccoli consigli su come decorarle e aromatizzarle in modo completamente naturale…

LA TECNICA BASE PER PREPARARE LE CANDELE
Cosa serve
* panetto di cera (paraffina), stearina, stoppino di cotone
* pentole, forbici, stampo, spatola
* paglietta di ferro sottile, mestolo, pennello
* olio, spiedino di legno

Guida al giardinaggio: la Miseria

 Sono molte le varietà e le specie di Miseria coltivate in appartamento: la Tradescantia albiflora “Albo-vittata” dai fusti rampicanti e dalle foglie ovali, di colore verde raggiante di bianco; La Tradescantia blossfelidana, dai fusti vellutati e dalle foglie molto grandi, sopra verdi e sotto violecee, raggiate di beige nella varietà “Variegata”. Ma la più diffusa sembra essere la Tradescantia fluminensis “Variegata” dai fusti proni o ricadenti, caratterizzata da foglie tinte di viola inferiormente, mentre sono raggiate di bianco e verde nella parte superiore. Sono tutti soggetti ideali per essere sospesi, ma anche come tappezzanti di grandi vasi. In estate possono fiorire, ma la loro fioritura bianca o rosa è abbastanza insignificante.

LA POSIZIONE
Per garantire l’ottimale colorazione del fogliame è necessario assicurare alla pianta una luce intensa, mentre le specie a tinta uniforme tollerano bene anche posizioni in ombra. Non richiedono molto calore e vivono bene anche con 8-10°C.

Rifiuti: dal 26 settembre nuove regole per il riciclo delle batterie usate di auto e vetture

 Scatteranno il 26 settembre le nuove norme per la raccolta delle batterie, quelle portatili montate sui veicoli e vetture industriali, che dovranno seguire un percorso di raccolta e smaltimento dedicato. E, in vista della scadenza post estiva, il consorzio Ecolight, impegnato nella gestione di tutti i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), ha dato il via libera alla nuova divisione “Pile ed Accumulatori”. Si tratta di una nuova sezione dedicata alla raccolta e allo smaltimento delle pile e degli accumulatori e nasce -spiega il Consorzio – per dare una risposta efficace ed efficiente agli obblighi che la nuova normativa prevede per i produttori, gli importatori e i distributori.

IL RECUPERO DI PILE, BATTERIE E ACCUMULATORI

Obiettivo dichiarato delle nuove norme per i prossimi tre anni è recuperare una pila ogni quattro, traguardo destinato a raddoppiare tra sette anni. “Già dallo scorso dicembre è vietata l’immissione sul mercato di tutte le pile e gli accumulatori altamente inquinanti” spiega Fabio Pedrazzi, consigliere di amministrazione di Ecolight e delegato per la nuova divisione Pile ed Accumulatori.

Solar skin, la pelle fotovoltaica per i vecchi edifici e le case di città

 Costruire nuovi edifici con pannelli fotovoltaici è la nuova tendenza della bio architettura ma rendere sostenibili quelli già esistenti è stato, finora, più complicato. Lo Studio Formwork di San Francisco ha così cercato di trovare una soluzione realizzando una struttura modulare dal nome Solar Skin costituito da pannelli fotovoltaici gonfiabili che possono produrre e utilizzare energia solare per qualsiasi edificio senza l’applicazione di costose installazioni e ristrutturazioni.
Infatti ogni unità di Solar Skin è strutturata in modo tale che con una sottostante rete metallica possa soddisfare ogni esigenza architettonica.

UN MODO PER TRASFORMARE ANCHE I VECCHI EDIFICI
Il concetto del Solar Skin nasce dalla constatazione che ogni studio di architettura facilmente immagina nuovi edifici in grado di produrre energia per se stessi, con un tetto o magari una facciata dove sono applicate celle solari per produrre energia. Ma per la maggior parte delle metropoli già trasformate in una giungla di cemento era necessario trovare un modo per rendere i grattacieli esistenti più sostenibili.

Gli indiani d’ America investono sul biodiesel dalle alghe

 Gli Ute meridionali, una delle più ricche comunità di indiani d’America del sud del Colorado, cercano l’oro verde dalla coltivazione delle alghe per produrre biodiesel. Questa tribù, una delle più ricche comunità di nativi americani, ha deciso di cofinanziare, insieme all’Università di Stato del Colorado (Cus), un impianto pilota, battezzato Coyote Gulch, per ricavare combustibile da alghe fotosintetiche riducendo al contempo le emissioni di gas-serra.

ATTENZIONE ALLA CATENA ALIMENTARE
Si tratta, per il momento, di tre bacini d’acqua nella loro riserva dove sono stati piantate le alghe. L’investimento vale oltre un milione di dollari in apparecchiature e finanzia per un terzo il capitale da 20 milioni di dollari della Solix Biofuels. Sempre fedeli alle loro antiche usanze gli Ute si erano finora rifiutati di ricavare biodiesel da alimenti quali il mais, la colza o la soia per non sottrarli alla catena alimentare umana.

Randagismo: dal ministero una normativa per i cani senza casa

 Continua la lotta al randagismo con un’ordinanza del Ministero del Welfare, Che Allinea il nostro Paese alle Misure internazionali PREVISTE Dalla Convenzione Europea per la Protezione degli animali da compagnia, Approvata uno Strasburgo il 13 novembre 1987 e firmata anche dall’Italia, sancisce Che Che l’Unione Europea e gli Stati Membri debbano Tenere Conto delle Esigenze in materia di benessere degli animali.

ORDINANZA COSA DICE L ‘
Che L’ordinanza prescrive l’affidamento del servizio di Mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi posti sotto la Loro Responsabilita ‘secondo le Norme vigenti, tener DEVE della Natura Conto di esseri senzienti degli animali. A questo fine spetta ai COMPETENTI Soggetti, in questo caso i Comuni, Assicurare La microchippatura dei cani e la Contestuale iscrizione nell’anagrafe canina UNO nome del Comune di ritrovamento e la sterilizzazione entro il Termine di Sessanta giorni E, comunque, sempre prima dell’eventuale Trasferimento in altro Comune avvalendosi del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente per territorio o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati.

Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.