Posidonia Oceanica -parte prima-

 La Posidonia oceanica (L., Delile, 1813), è una pianta acquatica endemica del Mar Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Posidoniaceae, delle Angiosperme Monocotiledoni.
La Posidonia oceanica non è un’alga, è in tutto e per tutto un pianta ed ha caratteristiche in comune con le piante terrestri, ha radici, un fusto rizomatosoe foglie nastriformi che possono raggiungere la lunghezza di un metro unite in ciuffi di sei o sette. La Posidonia oceanica fiorisce in autunno e in primavera produce i frutti che galleggiano sull’acqua sono simili ad una drupa e vengono chiamati “olive di mare”.
La Posidonia oceanica forma delle praterie sottomarine che hanno una notevole importanza ecologica dato che formano la comunità vegetale più importante del mar Mediterraneo ed esercitano una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. All’interno delle praterie di Posidonia oceanica vivono molti organismi animali e vegetali che nella prateria trovano nutrimento e protezione.
Le antenate della posidonia erano un tempo piante terrestri che si sono spostate a vivere nel mare intorno a 120 milioni di anni fa.
La presenza di praterie di Posidonia oceanica in salute è considerata un buon bioindicatore delle acque marine costiere.

Esperimenti sugli animali: il topo geneticamente modificato cinguetta anziché squittire

Cinguetta invece che squittire il topo Ogm creato in un laboratorio giapponese. Il roditore ‘canterino’ è stato creato per caso, ma – sostengono loro – ora potrà aiutare gli scienziati a scoprire come si evolve il linguaggio e spiegarne anche le basi genetiche. Ne sono convinti gli scienziati dell’università di Osaka che hanno ottenuto questo risultato all’interno dell”Evolved Mouse Project‘.
Un progetto realizzato dall’equipe guidata da Arikuni Uchimura che ha lavorato su alcune generazioni di topi geneticamente modificate, sottoposti a incroci multipli per capire cosa accadeva.

Il bue muschiato

 Il bue muschiato è un mammifero artico sopravvissuto agli sconvolgimenti climatici dell’Era Glaciale ed oggi deve affrontare un nuovo ostacolo, quello del riscaldamento globale. Nel 2006 Joel Berger di Conservation Trust ha ricevuto un fondo di ricerca della National Geographic Society per scoprire come il bue muschiato sta affrontando i cambiamenti del suo habitat, l’Artide.
In passato il bue muschiato è sopravvissuto a cambiamenti climatici, caccia, scarsità di cibo e sfruttamento da parte dell’uomo, ma la sua scomparsa dall’Asia e dell’Europa indica che, come per molte altre specie, vi sono molti fattori in grado di influenzare la sua capacità di sopravvivere e accrescere la loro popolazione nel corso del tempo.
Il bue muschiato (Ovibos moschatus, Zimmermann 1780) è un mammifero artico appartenente alla famiglia Bovidae, noto per il suo folto manto che arriva quasi a terra e il caratteristico odore del muschio. Appartiene alla sottofamiglia Caprinae e pertanto è più imparentato con la capra domestica (Capra hircus) che non con il bue (Bos taurus).
In entrambi i sessi sono presenti lunghe corna curve. L’altezza al garrese è di circa 1 m, la lunghezza di 2 m. Il bue muschiato ha un manto il cui colore varia tra il bruno, il grigio e il giallastro.

Stop Vivisezione

 Lo sperimentatore che per primo dimostrò che un topo premendo un tasto, riesce ad interrompere una scarica elettrica che lo strazia, ha portato la riprova di quanto l’umanità già sapeva da millenni: che il topo è un animale molto intelligente e l’uomo un animale molto crudele.
Gli sperimentatori che ripetono questo genere di esperimenti con infinite varianti, dimostrano la verità di un vecchio adagio: che la differenza tra l’intelligenza e la stupidità sta nel fatto che l’intelligenza ha i suoi limiti.
” dice Hans Ruesch, morto il 27 agosto 2007, l’autore del libro sempre attuale “Imperatrice Nuda” che illustra l’inutilità della vivisezione ai fini della ricerca scientifica per trovare una soluzione alle malattie che affliggono l’essere umano.
Nonostante la sua inutilità scientifica la vivisezione è ancora praticata in tutto il mondo mascherata dal nome di sperimentazione animale. Un gruppo di cittadini europei indipendenti e volontari è deciso a presentare una petizione al Parlamento Europeo per abolire la vivisezione ed ha creato un sito informativo dove si può anche firmare la petizione.

Il cucciolo di cane mette i denti

 Tra i tre e i sei mesi il cucciolo di cane mette i denti ed in questo periodo ha bisogno di mordere, masticare e rosicchiare qualcosa. Il cucciolo di cane non sa cosa può e cosa non può masticare e non si rende conto se addenta qualcosa di “proibito” tipo le vostre pantofole, una vostra borsa, le scarpe, un mobile o altri oggetti che vi appartengono o oggetti che possono farlo star male. Per evitare che distrugga i vostri oggetti cari o di valore o che si imbatta in oggetti pericolosi o velenosi da masticare, fornitegli degli oggetti adatti allo scopo, tipo della palle di gomma abbastanza morbida ma resistente e tanto grande da non essere ingoiata o un osso di gomma robusta o un oggetto, sempre di gomma abbastanza resistente da non essere sminuzzata. Evitate di dargli na scarpa o una pantofola vecchia, perché il cucciolo di cane associerà tute le scarpe e le pantofole agli oggetti che può tranquillamente mordere. Non dategli ossi veri sia cotti che crudi perché si potrebero scheggiare e potrebero ferirlo in bocca e la scheggia potrebbe essere ingoiata e finire per soffocare il cucciolo di cane.

Addestrare un cucciolo di cane

 Il cucciolo di cane deve essere addestrato sin da piccolo per crescere in modo sano ed armonico e per sviluppare una buona socialità, proprio come un cucciolo di umano.
Per addestrare il cucciolo di cane bisogna imparare a comprendere il suo linguaggio. Quando il cane vuole essere portato fuori cammina in cerchio, si siede e guaisce davanti alla porta, vi fissa insistentemente o prende il guinzaglio e ve lo porta.
Per insegnare al nuovo cucciolo a fare i bisogni fuori casa dovete portarlo fuori, abituarlo a fare i suoi bisogni e appena ha terminato lodatelo e riportatelo a casa. Dovete fare in modo che il cucciolo di cane colleghi il fare i bisogni fuori casa con una lode, questo lo aiuterà a capire l’importanza di non sporcare in casa.
Bisogna portare il cane a fare i bisogni ad orari precisi per abituarlo ad un ritmo regolare. Si consiglia di portarlo fuori per fare i bisogni al mattino presto, poco dopo l’alba; immediatamente dopo i suoi momenti di riposo; quando rientrate a casa se lo avete lasciato solo; subito dopo i pasti e la sera prima di andare a letto.

L’alimentazione del cucciolo di cane

 Il cucciolo di cane, come tutti i cuccioli, deve essere nutrito in modo differente dsa un cane adulto a causa del fattore crescita. Il cucciolo di cane ha bisogno di un maggior apporto proteico e vitaminico di un cane adulto, bisogna quindi cercare di tenerne conto se si sceglie di alimentarlo seguendo una dieta “casalinga” piuttosto che una “commerciale”.
Il perioido dedicato al pasto è molto importante per il cane, proprio come lo è quello dedicato al riposo, bisogna quindi rispettare la sua tranquillità da subito, il cucciolo di cane non va disturbato mentre mangia. La ciotola dell’acqua e quella del cibo vanno posizionate in un angolo tranquillo dove il cucciolo di cane non potrà essere disturbato da nessuno, specialmente dai bambini rumorosi ed esuberanti. Dovete scegliere una ciotola solida che il cucciolo di cane non possa rovesciare quando mangia, anche se a volte scegliere un ciotola solida e stabile non serve a molto perchè molti cuccioli, specie quelli più esuberanti, possono divertirsi a lanciare la ciotola in aria o a trascinarle per tutta la stanza.

Roger Moore e PETA

 L’attore inglese Sir Roger Moore si è di nuove mobilitato assieme a PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) come narratore di un nuovo video che mette in risalto gli abusi sofferti dalle anatre e dalle oche nelle fattorie di produzione del patè di fegato d’oca (foie gras).
Il “foie gras” è un cibo prodotto costringendo gli animali ad essere sottoposti a crudeli abusi per ottenere un cibo ancora oggi considerato prelibato, nonostante sia un cibo grasso e poco indicato in una dieta sana e salutare.
Il “foie gras”, è un termine francese che sta per “fegato grasso d’oca”, è il fegato malato di un’oca o di un’anatra che è stata sovralimentata forzatamente, più volte al giorno, per mezzo di un tubo metallico, lungo 30 cm, infilato in gola e spinto con forza giù fino ad arrivare dentro allo stomaco. Per costringere il suo organismo a produrre il “foie gras”, l’animale deve ingerire un’enorme quantità di mais in pochi secondi. Questo comporta l’aumento delle dimensioni del fegato, di quasi dieci volte superiore rispetto a quelle normali e lo sviluppo di una malattia nell’animale: la steatosi epatica.

Heidi, l’opossum strabico

 Heidi è l’opossum dello zoo di Lipsia in Germania, è una femmina di due anni affetta da strabismo.
Heidi è diventata la star dello zoo con la sua aria simpatica dovuta allo strabismo.
Gli Opossum strabici sono animali molto rari in natura e Heidi è nello zoo di Lipsia dove tutti possono vederla. Heidi è stata trasferita allo zoo di Lipsia da uno zoo della Danimarca.
Il nome degli Opossum è Didelfidi (Didelphidae), sono conosciuti anche con il nome di Sariga. Gli Opossum sono dei mammiferi marsupiali americani e sono gli unici rappresentanti dell’ordine dei Didelfimorfi, sono una specie arboricola con coda prensile. Ne esistono 75 specie distribuite in 11 generi. Le più comuni sono l’Opossum Comune e l’Opossum della Virginia.
Gli Opossum sono animali molto esigenti se si decide di tenerli come animali domestici perché soffrono se tenuti in spazi angusti e hanno bisogno di stare in zone buie perché tollerano malissimo la luce.

Il terranova – parte terza –

 La razza di cani terranova che conosciamo oggi deriva da una selezione genetica del cane indigeno dell’isola di Terranova, il Terranova minore, conosciuto come il Cane di San Gioivanni. I caratteri del mastino derivano da un incrocio con i mastini portati nell’isola di Terranova dai portoghesi nel quindicesimo secolo. Ma si dice anche che i cani terranova discendano in parte dai grandi cani per la caccia all’orso portati dai Vichinghi nel 1001 Era Corrente.
I coloni inglesi e irlandesi che arrivarono nell’isola di Terranova nel 1880 descrivono due tipi di cane dal quale il terranova odierno deriva: un cane di taglia grande, pesante, dal pelo lungo, il terranova maggiore e un cane più piccolo, di taglia media, dal pelo più corto, attivo in acqua, il terranova minore o Cane di San Giovanni.
Il cane di San Giovanni divenne il cane fondatore delle razze moderne di cani da riporto (retriever), compreso il labrador retriever.

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