Curiosità feline legate alla razza: c’ è gatto e gatto

 Ecco una piccola rassegna di curiosità sui nostri amici felini… ogni razza di gatto ha la propria, non solo dal punto di vista estetico, ma soprattutto caratteriale. Perché c’è gatto e gatto…

IL GATTO D’ ANGORA TURCO
Come tutti i gatti bianchi, specie se con gli occhi blu, anche gli angora turchi possono essere affetti da sordità.Nel caso di occhi impari, possono presentare sordità dall’ orecchio che si trova nella stessa parte dell’ occhio blu.
Oggi, grazie ad un’ attenta selezione, questa eventualità è sempre più rara. Nel 2000 è partita nella sola Germania un’ efficacie campagna antisordità, tuttora in vigore, che proibisce accoppiamenti tra soggetti bianchi.

Gatti a pelo lungo, che passione!

 Oggi è normale vedere gatti a pelo lungo di diverse razze, anche se molte in realtà appartengono alla categoria definita a pelo “semilungo”. Persiano, Somalo, Norvegese, Siberiano e Angora sono razze ricercate, più o meno diffuse, ben note al grande pubblico degli amanti dei gatti.
Quello che forse tutti non sanno è che questi preziosi mici ci tengono compagnia solo da quattro secoli o poco più… Sono infatti arrivati in Europa, forse dall’ Oriente, nella prima metà del XVII secolo. Non che prima non esistessero gatti a pelo lungo, ma si trattava di casi dovuti a mutazioni genetiche casuali che davano vita a colonie dal pelo poco più lungo di quello raso.

IL VIAGGIO DI PIETRO DELLA VALLE
Se oggi possiamo annoverare un discreto numero di razze a pelo semilungo e lungo lo dobbiamo al viaggiatore Pietro Della Valle. Nobile romano, a soli 28 anni, a seguito d’ una delusione d’ amore, nel 1614 decise di intraprendere un lungo viaggio verso l’ Oriente. In undici anni e otto mesi attraversò l’ Egitto, la Turchia, la Persia… per arrivare sino in India. Testimonianza di quell’ avventura sono rimasti i suoi diari e le lettere che inviava regolarmente all’ amico Mario Schipano.

Guida al giardinaggio: Schefflera

 I soggetti più sviluppati di Schefflera (Brassaia actinophylla, fam. Arialiacee) sono molto più decorativi di quelli giovani in cui le grandi foglie appaiono sproporzionate rispetto all’ insieme. Se non viene cimata, la pianta sviluppa un unico fusto decorato da foglie composte da cinque grandi foglioline oblunghe di colore verde scuro più o meno lucide. Esistono anche varietà dal fogliame macchiettato di crema, che si mostrano però più esigenti in fatto di luce.

DOVE METTERE LA SCHEFFLERA
La pianta mostra di apprezzare una buona luminosità ma tollera anche di essere posizionata in un angolo in ombra, anche se la sua crescita risult in questo caso più lenta. La temperatura ambientale più favorevole deve essere, in inverno, non inferiore a 12°C; quando la temperatura è invece alta, è necessario aumentare l’ umidità dell’ aria.

Educazione del cane: cosa non fare

 Quando si educa un cane, sbagliare è facile perchè entrare nella sua testolina… è difficile. Ecco una piccola guida delle cose da evitare di fare, per evitare così una serie di errori classici.

1 – Non lasciamo mai, neppure quando è cucciolo, che giochi morsicandoci. Quando sarà adulto continuerà a farlo e sarà molto difficile fargli capire che il gioco si è fatto doloroso e pericoloso. Ricordiamo di non sottovalutare mai un cane che non ci ascolta: potrebbe avere un problema fisico o psicologico.

2 – Sgridare il cane se non torna non serve a niente, anzi è controproducente: più siamo minacciosi e meno lo invogliamo ad ascoltarci perché la cosa più bella e gratificante.

3 – Cibo e giocattoli sono strumenti molto importanti per l’ educazione. Se il cane li ha sempre a portata di… zampa, perderanno il loro valore. Se è proprio necessario, lasciamogli a disposizione solo i giocattoli meno significativi, ricordandoci che i cani giocano pochissimo da soli.

Educazione del cane: come insegnare a Fido le buone maniere

 Perché il cane diventi un amico sincero e un compagno affidabile per tutta la famiglia, è necessario che partecipi alla nostra vita a pieno titolo. Casa, gioco, passeggiate, vacanze e vita quotidiana devono essere condivise con lui il più possibile. Altrimenti, dal suo punto di vista, lo escludiamo dal branco e, lentamente, lo allontaniamo da noi. Inutile poi pretendere che ci obbedisca e si comporti nel migliore dei modi. Se non condividiamo con lui i momenti più importanti della sua vita non ci riconoscerà mai come capo del branco.

GLI ESERCIZI DI BASE
“Seduto”, “Terra”, “Vieni” e camminare correttamente al guinzaglio sono gli esercizi di base, cioè indispensabili a garantirci il completo controllo del cane nelle diverse situazioni. Sono però anche le fondamenta di qualsiasi altro esercizio che vogliamo insegnare al nostro amico.
Perché il cane impari a rispondere correttamente a questi comandi, è necessario che capisca chiaramente il loro significato, che la loro esecuzione sia rapida, sicura ed entusiasta. Inoltre, devono essere insegnati in modo piacevole e il più possibile vicino ai suoi sistemi di apprendimento naturale.

Alcune buone ragioni per essere vegetariani sul sito Cambia Menù della Lav

 C’ è un nuovo sito, a cura della LAV (Lega Anti Vivisezione), animato e colorato… e anche buono. Buono perché fornisce non solo informazioni utili per un menù diverso, un menù vegetariano… ma anche informazioni che non tutti sanno sulla carne, il pesce e i prodotti animali che normalmente vengono consumati. Ecco un assaggio delle informazioni presenti sul sito…

GLI ANIMALI

Cominciamo dagli animali: se ogni italiano mangiasse vegetariano un giorno alla settimana per un anno, risparmieremmo la vita a 12 milioni di animali.
* Gli ovini
– 330 milioni sono i pulcini maschi uccisi ogni anno in Italia perché inutili alla produzione di uova.
– Sono 10-15 i polli in allevamento intensivo per metro quatro.
– 30 giorni su 40 sono il tempo che i polli passano immobili sui loro escrementi nella loro breve vita.
– 20 centimetri è la grandezza della gabbia delle galline ovaiole.
– 2 anni è la vita massima delle galline. Poi diventano carne di seconda scelta.
– Mezzo miliardo è il numero di polli e tacchini macellati nel 2008 in Italia.

Guida al giardinaggio: Pilea cadierei

 La Pilea cadierei, della famiglia delle urticacee, è una pianta cespugliosa, a ciuffo, che può raggiungere 40 o al massimo 50 centimetri di altezza, ma che guadagna ad essere regolarmente cimata perchè assume così un aspetto compatto. Ne esistono anche varietà meno alte che raggiungono 10 o 15 centimetri.
Le foglie ovali, molto grandi, sono segnate da fasce irregolari argentate. Ricercata per il suo fogliame decorativo, sta meglio se sistemata in gruppo, di una sola specie o con altre piante dal fogliame uniforme.

LA POSIZIONE
Tutte le posizioni, anche quelle in ombra o in pieno sole, sono tollerate da questa pianta robusta e facile da coltivare. La pilea si adatta anche a un’ ampia gamma di temperature mostrando di vivere bene tra un minimo di 10°C e un massimo di 22°C.

Scoperta la Bagheera kiplingi, il primo ragno vegetariano del mondo

 Nessuno ne sospettava l’ esistenza, ma esiste un ragno vegetariano. Tra le 40.000 specie di ragni finora note, quella appena scoperta e descritta sulla rivista Current Biology, è l’ unica a non tessere la sua tela per intrappolare altri insetti e nutrirsene.

BAGHEERA KIPLINGI, IL RAGNO VEGETARIANO
I ricercatori che l’ hanno scoperta, in Messico meridionale e Costa Rica, l’ hanno chiamata Bagheera kiplingi. E’ anche l’ unica specie nella quale è il maschio a prendersi cura delle uova e delle larve. Osservazioni sul campo e analisi sugli insetti hanno confermato che l’ unica fonte di cibo del ragno vegetariano sono delle strutture rossastre, ricche di proteine, che si trovano sulle foglie di acacia. Queste stesse strutture erano finora note perché le sostanza nutritive che contengono sono la ricompensa per gli eserciti di formiche-guardiano, annidate nelle cavità della pianta in cui si trovano le spine. Il loro compito è difendere le acacie dalle minacce di predatori erbivori.

Rischio idrogeologico: 5500 comuni italiani sono a rischio calamità naturali

 Se ne era parlato in occasione del terremoto in Abruzzo solo pochi mesi fa, eppure sono ancora 5.500 i comuni italiani a rischio calamità naturali. Un rischio che aumenta in modo vertiginoso nel sud e in Campania in particolare, dove almeno 82 comuni sono costretti a rivedere subito i loro piani regolatori.
A denunciare lo stato di pericolosità di queste aree è Antonio Coviello, docente nella Seconda Università di Napoli ed esperto del CNR-Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRAT), all’ indomani della tragedia che ha colpito il messinese.

IL RISCHIO DI CINQUE TIPI DI CALAMITA’ NATURALI
In una lettera indirizzata al presidente del consiglio Berlusconi, aggiunge il ricercatore, Guido Bertolaso ha tracciato “i rischi di cinque possibili calamità naturali a cui l’ Italia potrebbe andare incontro, tra cui un’ eventuale eruzione del Vesuvio“.

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