Una eco-targa Emas campeggia ora su un’ ala dell’Europarlamento a certificarne la sostenibilità. Il progetto Emas (Sistema Comunitario di Ecogestione ed Audit) lanciato nel 2004 vede il Parlamento Europeo in prima fila nella lotta al cambiamento climatico grazie a un obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 dei propri edifici di un terzo entro il 2020.
E infatti la targa è simbolica dell’ impegno delle istituzioni europee a risparmiare le risorse non infinite della terra per le generazioni future.
I CONSUMI DEL PARLAMENTO EUROPEO
Il Parlamento impiega attualmente oltre 5000 funzionari nelle sue tre sedi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo. I suoi uffici occupano oltre 900.000 metri quadrati e utilizzano oltre 800 tonnellate di carta ogni anno.
Inoltre, la bolletta dell’ energia elettrica del Parlamento ammonta ogni anno a circa 6 milioni di euro.
Venticinque morti in breve tempo e altri 347 decessi innescati nel lungo periodo in seguito a malattie cardiovascolari, cerebrovascolari, tumori al polmone o per insufficienza respiratoria: è il numero di vittime fatte in media, all’ anno, a Firenze e nell’ hinterland dalle polveri sottili (Pm10) per i superamenti della soglia di 20 microgrammi al metro cubo al giorno, ovvero il limite posto dall’ Organizzazione mondiale della Sanità come massimo tollerabile per l’ organismo umano.
Le comunità locali svedesi hanno approvato un mega progetto eolico da realizzarsi sul sito di Markbygden, nella contea di Norrbotten, nell’ estremo nord del Paese. Al termine dei lavori, che potrebbero iniziare entro due anni e terminare entro i prossimi 12 anni, la centrale sarà la più grande d’ Europa e molto probabilmente anche del mondo.
L’ ambiente in casa paga un prezzo amaro: riscaldamento, elettrodomestici, aria condizionata. E così il 40% di energia in Europa se ne va pur non muovendosi di casa. Gli edifici, infatti, sono fra le principali fonti di emissioni di CO2. E gernerano costi altissimi.
Con un sopralluogo aereo del ministro per le politiche europee Andrea Ronchi e un incontro sullo stato dei lavori, il progetto Mose per la salvaguardia di Venezia ha virtualmente voltato pagina dopo l’ archiviazione della procedura d ‘infrazione della direttiva comunitaria “habitat rete natura 2000” sulla tutela degli uccelli.