
Meduse: difficile pensarle come voraci predatori dell’oceano anziché fastidiosi esserini gelatinosi che possono lasciare dolorosi ricordini sulla pelle… eppure un recente studio del Virginia Institute of Marine Science ha approfondito il ruolo della medusa nel suo ambiente naturale, tracciandone un ritratto a molti inedito, dovuto al suo ruolo nella catena alimentare oceanica. Lo studio, pubblicato sulla rivista Pnas, mostra come la medusa sia in grado – se in branchi particolarmente numerosi – di distruggere la catena alimentare in cui si inserisce.
Redazione
La Regina Elisabetta contro la Tav: spaventa i cavalli

L’ecologia ha molte facce, e non sempre riflette le più ferme convinzioni ambientali, ma a volte anche il motivo “futile” produce buoni risultati…
Sembra essere così per la Regina Elisabetta, che si è recentemente pronunciata contro la Tav Londra-Birmingham (il progetto prevede di poter collegare le due capitali con un tempo di percorrenza di soli 49 minuti). Le preoccupazioni reali non vanno tanto sull’impatto ambientale della traccia ad alta velocità, quanto piuttosto su una cosa a lei tanto cara: le esibizioni equestri della British Equestrian Federation, che si trova dentro alla splendida oasi del Stoneleigh Park, nel Warwickshire. Qui ogni anno si tiene il Royal Show con i cavalli della rinomata scuderia reale, oltre a più di 200 eventi equestri che attirano turisti e mantengono il prestigio della tradizione equestre della famiglia reale britannica.
Federmobilità: nasce il fondo europeo per la mobilità sostenibile
Un fondo europeo per la mobilità sostenibile a livello europeo: la proposta arriva da Federmobilità, associazione che riunisce gli assessorati ai Trasporti e l’Aiccre (un’associazione di enti locali per la promozione dell’unità europea). L’idea nasce dal fatto che le singole realtà locali non hanno le risorse per promuovere una vera rivoluzione in tema di mobilità sostenibile e così, per effettuare politiche effettive e lungimiranti, la soluzione sembra essere una sola: unirsi a livello non solo nazionale, ma europeo, per sviluppare un piano di mobilità sostenibile nel lungo periodo.
Obiettivo? Eliminare le fonti “tradizionali” di mobilità entro il 2050.
Contaminazioni e intossicazioni, il nuovo spettro ambientale si fa invisibile

Contaminazioni e intossicazioni, pericoli invisibili che arrivano e derivano dall’inquinamento ambientale ma di fronte al quale ci troviamo completamente inermi e impreparati, proprio perché intangibili. Sira Sebastianelli, psicologa attenta alle tematiche ambientali, spiega così nel suo blog www.thirdlife.it, le paure degli italiani riguardo l’ambiente. Radiazioni, batteri, cibi transgenici… l’uomo ha paura di tutto ciò di cui non può avere il controllo.
Energia marina: in Italia potrebbe produrre come 6 centrali nucleari

Energia elettrica dal mare? In Italia se sfruttata potrebbe produrre come sei centrali nucleari. L’Italia, infatti, dispone di 8 mila chilometri di coste e con le correnti marine che attraversano lo stretto di Messina si potrebbe produrre tanta energia elettrica da soddisfare i consumi di una città di due milioni di abitanti. E la cosa migliore è che non si dovrebbe neanche investire troppo in infrastrutture: utilizzando i ponti, i porti, le dighe e i frangiflutti già presenti, si potrebbe già equiparare la produzione di una centrale nucleare EPR da 1600 Megawatt. A sostenerlo è un pool di scienziati ed esperti di settori in un workshop dell’Enea, che riunito a Roma si è concentrato sulle “Prospettive di sviluppo dell’energia dal mare per la produzione elettrica in Italia”.
Aria di casa? Più inquinata di quella esterna

In effetti una notizia del genere è stata resa nota anche in passato ma mai come adesso, a seguito di uno studio in merito, è possibile trarre delle conclusioni poco felici. L’aria di casa sarebbe ancora più inquinata di quella esterna e il rischio per la salute umana non sarebbe indifferente pure per chi per esigenze personali non esce spesso. L’allarme è stato lanciato di recente proprio a termine di una precisa osservazione dall’Ente americano per la protezione dell’ambiente. A produrlo sarebbero gli stessi nostri complementi d’arredo, dai mobili, ai tappeti, persino ai giornali. Qual è a questo punto la soluzione?
Ambiente: arriva il bikini fotovoltaico

Se vuoi rispettare l’ambiente comincia dal tuo abbigliamento: un vero e proprio motto che molte persone dovrebbero prendere molto sul serio e qualcuno, probabilmente, presto lo farà. Si perchè arriva il primo costume da bagno fotovoltaico, il cosiddetto “Solar Bikini”. E’ formato da una serie di pannelli che producono cinque volt di energia elettrica e quindi rispettano l’ambiente. Sembra una notizia bizzarra, probabilmente lo è ma in effetti se avessimo cura della natura intorno sin dalle piccole cose, forse non rischieremmo di ritrovarci con un mondo distrutto in modo irreversibile. Come sono realizzati nello specifico tali tipi di indumenti? Scopriamolo insieme.
Russia combattuta tra inquinamento e nucleare

I nuovi problemi della Russia sono l’inquinamento e il nucleare. Del resto non è bastato l’incidente alla centrale di Fukushima, solo per parlare dell’ultimo noto e più eclatante, a preoccupare le grandi potenze mondiali e il Paese intende comunque proseguire per questa strada.Addirittura ci suono uomini come Sergei Kiriyenko, il capo del colosso russo Rosatom, che ne prendono le difese definendolo come la “locomotiva dello sviluppo”. Insomma servirebbe per rilanciare l’economia e permettere un futuro migliore. L’affermazione, ovviamente, è opinabile e trova molte critiche in tutto il globo.
Inquinamento: Ue dice no ai fosfati nei detersivi

E’ lotta dura alle sostanze nocive per l’ambiente: come dire, meglio tardi che mai. Adesso arriva anche la decisione dell’Unione Europea di eliminare i fosfati dai detersivi perchè la tutela della natura deve essere al primo posto e di certo con i prodotti della casa, raramente si rispetta pienamente. Il prossimo futuro, se non quello immediato, dovrà interessare la risoluzione di tale problematica da parte di tutta l’Europa.
In Australia ad inquinare sono i cammelli

La notizia è curiosa quanto reale: in Australia ultimamente c’è una forma di inquinamento che è difficile da combattere ma che causa grandi problemi. Se pensate che si tratti di smog da traffico vi sbagliate, parliamo semplicemente dei cammelli. Cosa ci fa questo animale in tale tratto di mondo e, soprattutto come fa ad essere cos’ pericoloso per l’ambiente? La specie è stata importata nell’Ottocento dall’Africa e sin da subito è servita per trasportare le merci pesanti nel deserto. Oggi se ne trovano almeno un milione e se si calcola che ognuno di essi rilascia scariche di metano pari a una tonnellata di biossido di carbonio all’anno capiamo bene la portata del danno.Meglio ancorse specifichiamo che si tratta di un quarto dell’inquinamento prodotto da un’auto che ogni anno percorre 20 mila chilometri.
