Israele, un cyber parco nel deserto: tecnologia vs limiti del territorio

di Maris Matteucci 349 views0

A Expo2015 Israele vanta un padiglione sicuramente all’avanguardia, dove la tecnologia riveste un ruolo importantissimo come strumento utile per oltrepassare i limiti di un territorio difficile da domare, per buona parte desertico e quindi, almeno sulla carta, poco incline ad essere sfruttato. Non stupisce allora l’ultima conquista in quel di Beersheva dove il territorio desertico è stato trasformato niente di meno che in un cyber parco.

Un risultato che, fino a qualche anno fa, sarebbe stato impensabile ma che è diventato concreto grazie al lavoro di un team di esperti che ha reso la città di Beersheva, in pieno deserto del Negev, una vasta area in cui tecnologia e rispetto dell’ambiente si mixano alla perfezione. Stato di Israele, del Comune di Beersheva, Ben Gurion University e il KUD International tutti uniti per la realizzazione di un progetto importante che punta ancora i riflettori sui passi avanti compiuti dalla tecnologia per lo sfruttamento di un territorio che sulla carta presenta evidenti lati oscuri. D’altrone Israele è leader nella lotta alla desertificazione, vero e proprio nemico da combattere per sopravvivere.

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E così, ecco la nascita di un cyber parco, un’area occupata dagli uffici di società di sicurezza informatica e di comunicazione di alto livello che può essere considerata come uno dei più innovativi ecosistemi di startup di Israele. La città di Beersheva, che fino a qualche anno fa si presentava solo come una vastissima area desertica, è oggi in in prima linea nel campo della cyber sicurezza.

Foto | Thinkstock

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