Presentato il rapporto ecomafie di Legambiente

di roberto bosio 30 views0

Ieri è stato presentato da Legambiente a Roma il Rapporto Ecomafie 2012, l’indagine annuale dell’associazione ambientalista sui reati ambientali compiuti nel nostro paese.

Un settore che non conosce crisi, visto che ha registrato un fatturato – ovviamente si tratta di stime – di 16,6 miliardi di euro nel 2011 – e complessivamente di 300 miliardi negli ultimi venti anni.

Durante lo scorso anno, in Italia sono venuti alla luce 33.817 reati ambientali – una media di 93 al giorno -, con un +9,7% rispetto al 2010. La regione più colpita dal fenomeno è ancora una volta la Campania. Strano a dirsi ma la provincia più colpita è quella di Salerno – e non Napoli.

Nel 2011 sono cresciuti gli incendi boschivi, che hanno devastato più di 60.000 ettari di verde, e i reati contro la fauna – come i combattimenti tra cani o il commercio di pelli pregiate – più 28% rispetto all’anno passato.

Come afferma Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania

In Campania si sta uccidendo lentamente senza sparare. Qui tra cemento e rifiuti si è saldata l’alleanza strategica tra la camorra ed i colletti bianchi. Sembra un campo di battaglia, il nostro Paese. Dov’è in gioco la bellezza dei nostri territori, la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, la stessa possibilità di uscire dalla crisi valorizzando, anche dal punto di vista economico, le risorse di cui disponiamo.

E continua

Ma se la magistratura continua a fare il suo dovere, le forze dell’ordine quotidianamente sono impegnati nella lotta ai criminali, la politica continua ad essere assente.

In effetti le forze dell’ordine stanno facendo il possibile per arginare il fenomeno, visto che nel solo 2011 hanno effettuato 8.765 sequestri, 305 arresti – più 48,8% rispetto all’anno precedente -, e 27.969 persone denunciate – più 7,8%. Sforzi concentrati nel salernitano – 2.075 illeciti denunciati -, seguito dalle denunce nella provincia di Napoli – 1695.

Legambiente chiede dei segnali concreti alla Confindustria Campania

chi smaltisce in modo illegale per abbattere i costi, siano esse piccole o grandi aziende, vengono sospese quando indagate ed una volta condannate sbattute fuori.

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