Quando si parla di piante da interno, si dovrebbe innanzitutto considerare come queste altro non siano che piante da esterno obbligate a vivere in un clima diverso e all’ interno di un vaso. Questa semplice riflessione basta a spiegare la loro difficoltà di adattamento in casa, in una veranda o su un terrazzo e può essere sufficiente per creare, in base alla loro origine, le condizioni climatiche più consone alla specie. Posizione, temperatura, quantità d’ acqua e umidità sono gli aspetti a cui porre la massima attenzione: le cure, poi, vanno di conseguenza.
COME SCEGLIERE LE PIANTE ADATTE
La stragrande maggioranza delle piante da interno sono originarie delle regioni tropicali e subtropicali, zone climatiche talvolta molto diverse tra loro. Queste piante, coltivate nei climi temperati, hanno in comune una scarsa rusticità, sono cioé sensibili al gelo. Possiamo perciò coltivarle in interno purché garantiamo loro le condizioni più prossime alla loro necessità.
Oltre alle questione burocratiche legate all’ iter di autorizzazione, le fonti di energia rinnovabile avrebbero ora anche un altro problema ad osteggiarne la diffusione: dover pagare l’ Ici. La tassa che abitualmente si paga sugli immobili riguarderebbe soprattutto gli impianti eolici e fotovoltaici, considerati alla stregua di opifici in categoria D1.
L’ Information Technology, il settore industriale più innovativo, non sta utilizzando tutto il suo enorme potenziale per ridurre le emissioni mondiali di gas serra. È quanto risulta dalla classifica “Cool It challenge”, diffusa da Greenpeace in tutto il mondo.
Si prolungherà fino al 25 giugno a Roma a Villa Borghese, presso il parco dei daini, la grande kermesse organizzata dall’ Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) che vedrà convegni, manifestazioni, iniziative culturali e l’ esposizione di un generatore eolico per fare una corretta informazione sulle tematiche energetiche e ambientali basate su dati scientifici.
Quando parliamo di esseri viventi, spesso dividiamo in due categorie le forme di vita, quella animale e quella vegetale, attribuendo a quest’ ultima un ruolo secondo noi esclusivamente passivo, escludendo a queste creature ogni forma di interazione con il mondo che le circonda. Invece esistono vegetali che “vivono” attivamente, passando dal ruolo di prede a quello di “cacciatrici”. Ed è proprio il caso delle piante carnivore.
L’ ex Ministro dell’ Ambiente ecuadoregno Yolanda Kakabadse è stata nominata nuovo Presidente del WWF Internazionale. Sostituisce Emeka Anyaoku che lascerà l’ incarico alla fine dell’anno dopo otto anni di mandato. L’ annuncio arriva alla conclusione della conferenza annuale del WWF che si è tenuta a Copenaghen.
Altra estate, altra invasione di meduse. E sarà così anche per i prossimi anni. Per avere la mappa della loro presenza, parte dall’ Italia la prima rete di osservazione “occhio alla medusa” che coinvolgerà vacanzieri, stabilimenti balneari, ricercatori, e il popolo del web.