L’ ipotesi Gaia è una teoria formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in “Gaia. A New Look at Life on Earth“.
GAIA, IL PIANETA VIVENTE
Nella sua prima formulazione l’ ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente (derivato da quello dell’ omonima divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’ assunto che gli oceani, i mari, l’ atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento degli organismi viventi.
Ad esempio la temperatura, lo stato d’ossidazione, l’ acidità, la salinità e altri parametri chimicofisici fondamentali per la presenza della vita sulla terra presentano valori costanti. Questa omeostasi è l ‘effetto dei processi di feedback attivo svolto in maniera autonoma e inconsapevole dal biota. Inoltre tutte queste variabili non mantengono un equilibrio costante nel tempo ma evolvono in sincronia con il biota. Quindi i fenomeni evoluzionistici non riguardano solo gli organismi o l’ ambiente naturale, ma l’ intera Gaia.
Favorire la pratica di turismo sociale tra giovani, anziani, disabili e scuole contribuendo non solo alla crescita socio economica delle popolazioni locali ma soprattutto alla fruizione turistica sostenibile dei parchi. Nasce con questi obiettivi Parchicard, la prima carta dei servizi destinata a promuovere la fruizione dei 22 parchi italiani attraverso sconti ed agevolazioni che il possessore avrà su un ampio numero di esercizi e servizi presenti all’ interno delle aree protette.
Il trasporto marittimo internazionale “contribuisce per il 2,7% sul totale delle emissioni globali di CO2“. Nei 12 anni ormai trascorsi da quando il protocollo di Kyoto è stato varato dall’ Onu, l’ Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) “non è riuscita a realizzare nemmeno una misura per la riduzione delle emissioni di gas serra” che, dal 1997 ad oggi, sono “cresciute del 100%” e attualmente “ammontano a 870 milioni di tonnellate l’ anno“, pari al “2,7% del totale delle emissioni globali di CO2“.
Rientrano nella definizione di agricoltura naturale anche altre due esperienze: la permacultura e il natural farming. Vediamo più da vicino la permacultura…
Il natural farming è l’ insieme di tecniche ideate nella prima metà del Novecento dall’ agronomo giapponese Masanobu Fukukoa. Prevede un intervento minimo dell’ uomo nella vita dei campi, che deve procedere secondo le leggi naturali. Soltanto seminare e raccogliere, senza potature o concimazioni: il resto deve accadere secondo natura…