luglio, 2009

Storia dell’ ecologia: l’ ipotesi Gaia di James Lovelock

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/storia-dell-ecologia-l-ipotesi-gaia-di-james-lovelock.jpgL’ ipotesi Gaia è una teoria formulata per la prima volta dallo scienziato inglese James Lovelock nel 1979 in “Gaia. A New Look at Life on Earth“.

GAIA, IL PIANETA VIVENTE
Nella sua prima formulazione l’ ipotesi Gaia, che altro non è che il nome del pianeta vivente (derivato da quello dell’ omonima divinità femminile greca, nota anche col nome di Gea), si basa sull’ assunto che gli oceani, i mari, l’ atmosfera, la crosta terrestre e tutte le altre componenti geofisiche del pianeta terra si mantengano in condizioni idonee alla presenza della vita proprio grazie al comportamento degli organismi viventi.

Ad esempio la temperatura, lo stato d’ossidazione, l’ acidità, la salinità e altri parametri chimicofisici fondamentali per la presenza della vita sulla terra presentano valori costanti. Questa omeostasi è l ‘effetto dei processi di feedback attivo svolto in maniera autonoma e inconsapevole dal biota. Inoltre tutte queste variabili non mantengono un equilibrio costante nel tempo ma evolvono in sincronia con il biota. Quindi i fenomeni evoluzionistici non riguardano solo gli organismi o l’ ambiente naturale, ma l’ intera Gaia.
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Ricette vegetariane: risotto alle cinque verdure

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/ricette-vegetariane-risotto-alle-cinque-verdure.jpgUn classico della tavola, con un pizzico di fantasia e di colore in più.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE
* 350 grammi di riso
* 450 grammi di pomodori perini o pomodori pelati biologici con un pizzico di zucchero per ridurne l’ acidità
* 150 grammi di piselli freschi sgranati
* 250 grammi di zucchine
* 150 grammi di punte di asparagi
* 1 cipolla
* 100 grammi di formaggio grattuggiato
* qualche cucchiaino di estratto di lievito
* olio extravergine di oliva
* sale q.b.

Soffriggete la cipolla con un po’ d’ olio. Quando avrà preso colore, aggiungetevi le zucchine tagliate a rondelle, i piselli, le punte degli asparagi, l’ estratto di lievito, un pizzico di sale e un po’ d’ acqua. Lasciate cuocere per 15 minuti circa, poi incorporatevi i pomodori, precedentemente setacciati.

Dopo altri 10 minuti unite il riso e continuate la cottura aggiungendo qualche mestolo d’ acqua. Servite con formaggio grattuggiato.

Buon appetito!


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Parchicard, la carta per il turismo sostenibile nei parchi

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/parchicard-la-carta-per-il-turismo-sostenibile-nei-parchi.jpgFavorire la pratica di turismo sociale tra giovani, anziani, disabili e scuole contribuendo non solo alla crescita socio economica delle popolazioni locali ma soprattutto alla fruizione turistica sostenibile dei parchi. Nasce con questi obiettivi Parchicard, la prima carta dei servizi destinata a promuovere la fruizione dei 22 parchi italiani attraverso sconti ed agevolazioni che il possessore avrà su un ampio numero di esercizi e servizi presenti all’ interno delle aree protette.

PARCHICARD
Realizzato dal Centro Turistico Studentesco in collaborazione con l’ Associazione Carta Giovani e con il supporto di Federparchi e Federculture, Parchicard è un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Secondo una recente indagine del Cts, il 50% del campione intervistato ha sostenuto di aver visitato poche volte un parco nazionale e il 34% sostiene di non avere informazioni sufficienti su cosa visitare e sui servizi disponibili. E con Parchicard l’ obiettivo è anche dare maggiori informazioni a chi vuole andare nei parchi italiani.
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Raccoglitori spontanei: Istituto ecologico Edelweiss, Talamona

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/raccoglitori-spontanei-istituto-ecologico-edelweiss-talamona.jpgSempre per restare in tema di raccoglitori spontanei, a Talamona, in provincia di Sondrio, c’ è l’ Istituto ecologico Edelweiss (www.edelweiss.it).
Si raccolgono l’ achillea, l’ alchimilla, il mirtillo, l’ ortica per ricavarne prodotti per la cosmesi. Il titolare è Mario Petrelli, racconta che tutto nacque all’ inizio degli anni Ottanta, quando suo padre aveva la passione della montagna ma non tollerava l’ idea che la Val Tartano si spopolasse per mancanza di lavoro. Così inventò l’ attività del raccoglitore spontaneo per chi fuggiva dalla montagna.

LA RACCOLTA DI PIANTE AROMATICHE OFFICINALI
La raccolta di piante aromatiche officinali avviene sulle Alpi orobie Valtellinesi, a oltre 1500 metri di altitudine. La purezza delle erbe raccolte è garantita dalla particolare conformazione della Valtellina, che si estende da est a ovest ed è protetta a nord dalle Alpi centrali che superano i 4000 metri. Qui non arrivano le correnti dalle città, che portano con sé lo smog, ma si crea invece un microclima che favorisce la nascita di specie arboree pregiate.

Le erbe raccolte vengono fatte essiccare all’ ombra, all’ interno di baite. L’ estrazione è a base di acqua bidistillata, alcol etilico biologico e olio di germe di grano.


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Una silenziosa invasione: il trasporto marittino e le emissioni di CO2

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/una-silenziosa-invasione-il-trasporto-marittino-e-le-emissioni-di-co2.jpgIl trasporto marittimo internazionale “contribuisce per il 2,7% sul totale delle emissioni globali di CO2“. Nei 12 anni ormai trascorsi da quando il protocollo di Kyoto è stato varato dall’ Onu, l’ Organizzazione Marittima Internazionale (Imo) “non è riuscita a realizzare nemmeno una misura per la riduzione delle emissioni di gas serra” che, dal 1997 ad oggi, sono “cresciute del 100%” e attualmente “ammontano a 870 milioni di tonnellate l’ anno“, pari al “2,7% del totale delle emissioni globali di CO2“.

IL SETTORE MARITTIMO E L’ INQUINAMENTO
A denunciarlo sono le associazioni ambientaliste Amici della Terra Italia, MareVivo e Wwf Italia che hanno tracciato un bilancio dell’ impatto delle attività climalteranti del settore del trasporto marittimo internazionale. Secondo gli ambientalisti, “questo settore è l’ unico grande settore ad essere rimasto escluso dalle normative di controllo delle emissioni di CO2 varate dall’ Unione Europea e dai principali paesi industrializzati. Anche l’a viazione nazionale e internazionale è stata di recente inclusa nello Schema Comunitario di commercio delle emissioni (Ets)“.
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Raccoglitori spontanei: Pierluigi Brusadelli, Appiano Gentile

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/raccoglitori-spontanei-pierluigi-brusadelli-appiano-gentile.jpgIn Lombardia ci sono due sole aziende di agricoltura biologica che l’ elenco regionale cataloga come raccoglitori spontanei. Uno di questi si trova ad Appiano Gentile, in provincia di Como, il cui titolare è Pierluigi Brusadelli.

La sua è una piccola azienda agricola con apicoltura all’ interno del parco naturale della Pineta. Circa 3500 ettari di bosco ed essenze naturali, querce e pini silvestri percorsi a rapidi passi dagli scoiattoli rossi e in mezzo ai quali è possibile scorgere in volo il falco pecchiaiolo, l’ astore e la cincia dal ciuffo.
In mezzo a questa foresta di pianura, dove è possibile trovare ancora ai piedi delle querce l’ orchidea dei prati e il dente di cane dai fiori viola tenue, Brusadelli raccoglie il biancospino, la malva, la rosa canina per ricavarne tisane, sciroppi, preparati e confetture. Brusadelli ha un diploma in erboristeria, ma il suo punto di forza è la sperimentazione e la cultura formatasi leggendo moltissimi libri.

E’ possibile contattarlo all’ indirizzo di posta elettronica bpl42@tiscali.it.


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La biodiversità nell’ agricoltura biologica

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/la-biodiversita-nell-agricoltura-biologica.jpgUna delle battaglie combattute dall’ agricoltura naturale e condivisa da tutto il mondo del consumo critico è quella che ecologisti e agronomi chiamano “biodiversità”. Qualcuno l’ ha definita una specie di assicurazione sulla sopravvivenza del pianeta.

I DANNI DELL’ AGRICOLTURA INDUSTRIALE
L’ applicazione del metodo industriale all’ agricoltura e all’ allevamento, invece, ha portato alla richiesta di prodotti perfetti e soprattutto sempre uguali. Le specie che avevano caratteristiche meno utili alla produzione su scala industriale sono state le prime a essere eliminate. Abbiamo del tutto rimosso nomi come gelso, corbezzoli, corniolo, mele rosa, pera volpina, prugnola e cotogno.

LA BIODIVERSITA’ IN ITALIA

Soltanto prima della Seconda guerra mondiale, in Italia venivano coltivate 400 diverse varietà di grano, 40 tipi di verdure crucifere (cavoli, senape) mentre nei pascoli potevi imbatterti in 30 esemplari di bovini, ciascuno di una razza diversa.

LA PERDITA DI BIODIVERSITA’
Passati poco più di 60 anni, le varietà di grano messe a coltura sono la metà, le crucifere non più di 5 e le mucche che popolano gli alpeggi non appartengono che a tre razze: la frisona, la bruna e l’ italiana. Altre otto rischiano invece l’ estinzione perché rappresentate nel mondo da meno di 350 esemplari.

METODO BIOLOGICO E BIODIVERSITA’
Alla fondazione Minoprio si possono scoprire quante varietà di mele e di pere esistono invece in natura. Appassionati agricoltori tentano di recuperare varietà di semi e frutti antichi, e molti fra loro abbinano la ricerca di questa biodiversità all’ applicazione del metodo biologico. Valore e metodo sono collegati, così come rientra in pieno nell’ agricoltura naturale il concetto di stagionalità.


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La permacultura

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/la-permacoltura.jpgRientrano nella definizione di agricoltura naturale anche altre due esperienze: la permacultura e il natural farming. Vediamo più da vicino la permacultura…

LA PERMACuLTURA
Permacultura è la sintesi dell’ inglese “permanent culture”, cioè coltura permanente. Concepita dall’ australiano Bill Mollison, è un approccio di vita che riguarda non soltanto l’ agricoltura, ma ogni ambito della vita. la permacultura insegna a progettare insediamenti umani che imitino il più possibile gli ecosistemi naturali. Tre i fondamenti etici:
* prendersi cura della terra
* avere rispetto delle persone
* limitare il nostroconsumo alle nostre necessità per condividere in maniera equa e solidale
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Il natural farming

http://www.mondoecoblog.com/wp-content/uploads/2009/07/il-natural-farming.jpgIl natural farming è l’ insieme di tecniche ideate nella prima metà del Novecento dall’ agronomo giapponese Masanobu Fukukoa. Prevede un intervento minimo dell’ uomo nella vita dei campi, che deve procedere secondo le leggi naturali. Soltanto seminare e raccogliere, senza potature o concimazioni: il resto deve accadere secondo natura…

MASANOBU FUKUKOA
Masanobu Fukuoka (1913 – 16 agosto 2008) è il pioniere della agricoltura naturale o del non fare ed autore di The One-Straw Revolution e The Natural Way Of Farming.

Istruitosi come microbiologo in Giappone, ha iniziato la sua carriera come scienziato del suolo, specializzandosi nelle patologie delle piante. A 25 anni cominciò a mettere in dubbio i preconcetti della scienza dell’ agricoltura. Quindi, lasciò il suo posto come ricercatore scientifico, tornò nella fattoria della sua famiglia nella isola di Shikoku, nel Giappone del Sud, per coltivare mandarini, iniziando a dedicare la sua vita allo sviluppo di un sistema di agricoltura biologica ed ecocompatibile.

L’ obiettivo della sua ricerca è stato minimizzare il più possibile gli interventi dell’ Uomo, che si limita ad accompagnare un processo largamente gestito dalla Natura, entrando in competizione con le tecniche agricole tradizionali e moderne.
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Agricoltura biologica: il metodo biodinamico

Se il biologico si diffonde in Europa a partire dal secondo dopo-guerra, il biodinamico nasce dagli studi che Rudolf Steiner, filosofo austriaco e pedagogo (a Milano esiste più di una scuola steineriana) svolse già a metà degli anni Venti.

L’ azienda agricola, nella visione dello studioso, è come un organismo vivente inserito in un contesto – la natura – governato da forze terrestri e cosmiche. Queste ultime causano la crescita delle piante e degli animali, sono determinanti per la fecondazione e la maturazione degli alberi da frutto.
Il buon agricoltore può solo cercare di governare queste dinamiche, senza contrastare quell’ equilibrio che governa l’ universo. La stessa concezione si ritrova in tutta l’ agricoltura naturale, e in particoalre in quella biologica.

IL BIODINAMICO
Il biodinamico, rispetto all’ agricoltura biologica, ha le sue peculiarità, di teoria e di metodo, come l’ impiego di sostanze naturali che non siano soltanto “fisiche” come il compost o il concime, ma anche di carattere “spirituale”.

IL PASSAGGIO AL BIODINAMICO
Anche per passare al biodinamico esiste un periodo di conversione, più breve se l’ azienda applica già il metodo biologico. In Lombardia sono meno di una decina le aziende certificate Demeter-Associazione Italia. Se trovate questo marchio su un prodotto (scritta bianca in campo arancione, sottolineata di verde= significa che arriva da un’ azienda di metodo steineriano.


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