L’ ambiente in casa paga un prezzo amaro: riscaldamento, elettrodomestici, aria condizionata. E così il 40% di energia in Europa se ne va pur non muovendosi di casa. Gli edifici, infatti, sono fra le principali fonti di emissioni di CO2. E gernerano costi altissimi.
Negli ultimi due anni, le bollette non hanno smesso di aumentare. In media in Europa il prezzo dell’ elettricità è cresciuto del 15%, del 21% il gasolio e del 28% il gas naturale. Se si considera che ci sono oltre 160 milioni di edifici in Europa, che in tutto assorbono il 40% dell’ energia primaria, è facile dedurre che le nostre case sono responsabili di una buona parte delle emissioni di CO2, e contribuiscono massicciamente alla nostra dipendenza energetica.
Accordi: un ponte energetico tra Italia e Tunisia con fonti rinnovabili
Il direttore generale del Ministero dell’ Ambiente italiano Corrado Clini,
Con un sopralluogo aereo del ministro per le politiche europee Andrea Ronchi e un incontro sullo stato dei lavori, il progetto Mose per la salvaguardia di Venezia ha virtualmente voltato pagina dopo l’ archiviazione della procedura d ‘infrazione della direttiva comunitaria “habitat rete natura 2000” sulla tutela degli uccelli.
Tra poco meno di venti giorni entreranno in vigore le nuove disposizioni per la gestione dei rifiuti contenenti inquinanti organici persistenti derivati dai processi di produzione termici e metallurgici. Il nuovo regolamento che detta le nuove disposizioni, modifica la normativa vigente che risale al 2004 sugli inquinanti organici persistenti adeguandola ai progressi scientifici e tecnici. Applica agli impianti di trattamento termici e metallurgici i valori limite di emissione per le dibenzo-p-diossine policlorurate (Pcdd) e i dibenzofurani policlorurati (Pcdf) previsti dalla direttiva europea sull’ incenerimento.
Sono circa 40 i progetti europei che condivideranno un cofinanziamento di 28 milioni di euro fornito dalla Ue, per progetti che riguardano beni, procedure e servizi amici dell’ ambiente. Le proposte eco-innovative sono state selezionate da un primo bando nell’ ambito del programma competitività e innovazione della Ue.
Cinque nodi ancora da sciogliere sul clima, ma questa volta i Governi li hanno messi nero su bianco anche se mancano target specifici. E il Brasile propone una petrol-tax del 10% sui proventi dell’ industria del petrolio da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici. Mentre sulla natura arriva la “Carta di Siracusa” contro lo scippo della natura. E per la prima volta un appello per la salute dei bambini.
“Due esplosioni, una dietro l’ altra, la notte del 26 aprile 1986 al reattore della quarta unità di Cernobyl. 11 miliardi di miliardi di Bequerel la radioattività rilasciata dalle esplosioni, un valore 30 miliardi di volte superiore alla dose massima utilizzata per terapie radiologiche di tumori, con 6 pompieri, 24 dipendenti e 31 liquidatori morti quasi subito per effetto delle radiazioni immediate e un numero difficilmente quantificabile di vittime per gli effetti a lungo termine di quelle assorbite“. Comincia così il ricordo che Legambiente fa della catastrofe più grave della storia del nucleare civile all’ approssimarsi del suo 23/mo anniversario.