I cicli all’ interno dei cicli: coltivazione chimica e coltivazione biologica

 In un tipico ciclo alimentare, le piante sono mangiate dagli animali, che a loro volta sono mangiati da altri animali, e così le sostanze nutritive delle piante vengono fatte circolare nella rete alimentare, mentre l’ energia è dispersa sotto forma di calore attraverso la respirazione e come scarto attraverso gli escrementi. I rifiuti, così come gli animali e le piante morte, di decompongono grazie a insetti e batteri, organismi preposti alla decomposizione, che li riducono a sostanze nutritive di base, per essere assorbite nuovamente dalle piante verdi.

I CICLI ALL’ INTERNO DEI CICLI
Nell’ orto integriamo i cicli alimentari naturali nei nostri cicli di semina, crescita, raccolta, compostaggio e riciclaggio. Attraverso questa pratica impariamo anche che l’ insieme dell’ orto è inserito in sistemi più ampi, i quali a loro volta sono reti viventi dotate di cicli propri. I cicli alimentari intersecano questi cicli più grandi – il ciclo dell’ acqua, il ciclo delle stagioni e così via – i quali sono tutti dei collegamenti alla rete planetaria della vita.

LA RETE DELLA VITA
Attraverso la coltivazione di un orto diventiamo anche consapevoli di come noi stessi facciamo parte della rete della vita. Per citare il discorso attribuito al Capo Seattle: “L’ uomo non ha tessuto la trama della vita; in essa è solamente un filo. Qualsiasi cosa egli faccia alla trama, la fa a se stesso“.

Imparare i cicli ecologici nell’ orto: la fotosintesi e la magia della trasformazione

 Se vi state chiedendo cos’ altro si può apprendere con la coltivazione di un orto, sappiate che nell’ ecoalfabeto Fritjof Capra non è che all’ inizio. Scopriamo qualcosa in più dalla sua conferenza “Un orto in ogni scuola: coltivare un senso della stagione e del luogo” tenutasi il 15 marzo 1997 nella Marthin Luther King Middle School di Berkeley, California.

LA FOTOSINTESI
Nell’ orto impariamo che le piante verdi hanno un ruolo cruciale nel flusso di energia attraverso tutti i cicli ecologici. Le loro radici assorbono acqua e sali minerali dalla terra, e i succhi che ne risultano salgono verso le foglie, dove si combinano con l’ anidride carbonica (CO2) nell’ aria per formare zuccheri e altri composti organici. In questo straordinario processo, noto come fotosintesi, l’ energia solare viene trasformata in energia chimica e incorporata alle sostanze organiche, mentre l’ ossigeno viene liberato nell’ aria per essere utilizzato di nuovo da altre piante, e dagli animali nella respirazione.

Antica saggezza ed ecologia nell’ era della produzione industriale

 Torniamo all’ ecoalfabeto di Fritjof Capra: la Bibbia ricorda che la consapevolezza dei cicli della natura fa parte dell’ antica saggezza umana. Purtroppo abbiamo perso parte di questa saggezza durante il recente e relativamente breve periodo dell’ era industriale. Oggi assistiamo a un forte conflitto tra l’ ecologia e i sistemi economici del mondo industriale. Esso nasce dal fatto che la natura è ciclica, mentre i nostri sistemi industriali sono lineari.

MODELLI CICLICI E MODELLI LINEARI
Le nostre aziende assimilano le risorse, le trasformano in prodotti + rifiuti e vendono i prodotti ai consumatori, che si sbarazzano di ulteriori rifiuti dopo aver consumato i prodotti. I modelli sostenibili di produzione e consumo devono essere ciclici, invece, a imitazione dei processi ciclici in natura. Per raggiungere configurazioni cicliche simili, dobbiamo essenzialmente riprogettare le nostre attività commerciali e la nostra economia.

LA CRESCITA ECONOMICA SENZA LIMITI
Alla radice di questo problema sta la nostra ossessione per una crescita economica senza limiti. La crescita è un aspetto fondamentale di tutte le cose viventi, ma su un pianeta limitato non tutte le cose possono crescere simultaneamente. Ogni cosa alla sua stagione. Mentre alcune cose crescono, altre devono diminuire. Come la decomposizione delle foglie cadute l’ anno scorso fornisce sostanze nutritive per la nuova crescita di questa primavera, così – secondo la teoria di Capra – certe istituzioni devono essere lasciate al loro declino e decadimento di modo che il loro capitale e i loro talenti umani possano essere liberati e riciclati per creare nuove organizzazioni.

Gira, gira, gira: comprendere i cicli della natura secondo Fritjof Capra

 Nell’ ecoalfabeto di Fritjof Capra viene presentata la trascrizione dell’ intervento ad una conferenza organizzata da un gruppo di persone convinte che coltivare un orto ricolleghi i bambini alle basi del cibo, integrando e animando praticamente ogni attività svolta in una scuola. In realtà, Capra aggiunge che un orto ricongiunge i bambini non solo alle basi del cibo, ma alle basi stesse della vita.

LA VISIONE SISTEMICA DELLA VITA NELLA SCIENZA
Negli ultimi vent’ anni un nuovo concetto di vita, una nuova visione sistemica della vita, è emersa all’ avanguardia della scienza. L’ idea centrale è che esista una configurazione basilare della vita comune a tutti i sistemi viventi, ecosistemi o sistemi sociali. La configurazione di base è quella della rete. Esiste cioè una ragnatela di relazioni tra tutti i componenti di un organismo vivente, così come in un ecosistema esiste una rete di relazioni tra le piante, gli animali e i microorganismi, o tra le persone in una comunità umana.

Storia dell’ ecologia: l’ ecoalfabeto di Fritjof Capra

 Fritjof Capra (Vienna, 1º febbraio 1939) è un fisico e saggista austriaco. Fisico e teorico dei sistemi, autore di fama internazionale, è diventato inizialmente noto con Il Tao della fisica, del 1975, tradotto in italiano nel 1982 (Adelphi) e divenuto famoso con la ristampa del 1989. Si è occupato anche di sviluppo sostenibile, ecologia e teoria della complessità.

MODELLO OCCIDENTALE E NATURA

Già nel libro Il Tao della fisica (Adelphi), che ha avuto grande successo ed è stato ristampato in varie lingue, l’ autore critica il modello di scientificità (di derivazione cartesiana) prevalente nel mondo moderno occidentale, in quanto contrassegnato da un’ impostazione meccanicistica, quantitativa e riduzionistica, che non corrisponde alla complessità del reale. Il suo successo sarebbe dovuto non alla portata teoretica, bensì ai risvolti pratici, in quanto tale paradigma scientifico avrebbe facilitato e potenziato il predominio dell’ uomo sulla natura, così come auspicato da Cartesio, da F. Bacone e da altri “padri” della modernità.

LA CRISI AMBIENTALE E LA CULTURA ANTI-ECOLOGICA
Secondo Capra, vi è un intimo legame tra la gravissima crisi ambientale del nostro tempo e il tipo di cultura anti-ecologica affermatasi in Occidente negli ultimi secoli. Egli teorizza l’ avvento di un nuovo paradigma, ricavabile dagli sviluppi della “nuova fisica” (e di altri settori della scienza contemporanea), ma anche dal misticismo orientale (Taoismo in primo luogo) e da varie altre saggezze premoderne orientate ecologicamente.

La raccolta diretta nei campi biologici: pick your own

 Alcune aziende agricole consentono ai visitatori di raccogliere direttamente nel campo o sull’ albero i prodotti che verranno acquistati. Pick your own è il nome inglese della formula.
Ad inventarla, nei primi del Novecento, sono stati i contadini americani alle prese con grandinate o altri eventi disastrosi per il raccolto (come alcune improvvise accelerazioni delle stagioni). Con buon pragmatismo, i farmers Usa decidono di consentire ai passanti una fornitura fai-da-te dei prodotti a prezzi molto più modesti del mercato.

GLI OBIETTIVI DEL PICK YOUR OWN
Quando piantano lungo la strada il cartello “raccogli da te” i farmers hanno in mente due obiettivi: recuperare una parte del guadagno che rischia di essere perduto e ripulire il terreno dai frutti che altrimenti sarebbero destinati a marcire.
La formula ebbe successo, anche a prescindere dagli eventi meteo, tanto che ancora oggi è molto diffusa negli States così come in Germania, in Francia (dove si chiama cueilette à la ferme) e in Inghilterra.

Fare il compostaggio naturale… anche in appartamento!

 Fare il compostaggio naturale dei rifiuti organici sembra essere una cosa di lusso, solo per chi può permettersi una casa con giardino… niente di più falso. Se avete un giradino o anche solo un terrazzo o un ampio balcone, potete facilmente ricavare il vostro piccolo composter.

COME FARE UN COMPOSTER
Rete metallica, stecche di legno, contenitori di plastica grandi si prestano bene a costruire la gabbia dove depositare i vostri rifiuti “umidi” e gli sfalci del giardino.
Perché i microrganismi e gli insetti che si trovano naturalmente nell’ ambiente possano lavorare trasformando i nostri rifiuti in terriccio, è necessario che il composter, oltre a essere costruito in modo da garantire il passaggio dell’ aria all’ interno, abbia una parte aperta e a contatto diretto con la terra.

Guida alla pulizia ecologica della casa: bicarbonato di sodio

 Il bicarbionato di sodio (NaHCO3) si trova in natura sia combinato al carbonato di sodio, sia nei sedimenti delle acque ferme (laghi e pozzi sotterranei). Viene inoltre prodotto dall’ organismo umano, dove svolge funzioni di regolazione del Ph nel sangue, nella saliva – proteggendo i denti dagli attacchi degli acidi sviluppati dalla decomposizione della placca batterica – e sulle mucose dello stomaco, dove ammortizza l’ azione dei succhi gastrici; infine, a livello di apparato respiratorio, il bicarbonato assorbe il biossido di carbonio presente nei tessuti e lo trasferisce ai polmoni, dove viene espulso.

IL BICARBONATO PER LA CASA
In casa, le sue proprietà chimiche ne fanno il prodotto principe per la pulizia, l’ igiene e la lotta ai cattivi odori. Completamente solubile in acqua e gentile sulla pelle, il bicarbonato non lascia residui nocivi nell’ ambiente. Si dice anzi che favorisca lo sviluppo di microrganismi utili nelle acque di scarico e che la sua presenza nelle acque degli oceani contribuisca ad ammortizzare gli effetti del biossido di carbonio nell’ atmosfera.

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