
Cosa hanno in comune l’Automobile Club d’Italia e Legambiente? Le due organizzazioni hanno lanciato insieme tredici proposte sulla mobilità in un documento che hanno indirizzato ai comuni.

Cosa hanno in comune l’Automobile Club d’Italia e Legambiente? Le due organizzazioni hanno lanciato insieme tredici proposte sulla mobilità in un documento che hanno indirizzato ai comuni.

CLAMER è l’acronimo di Climate Change Impacts on the Marine Environment – ovvero impatti del cambiamento climatico sull’ambiente marino -, e si tratta di un progetto europeo promosso da diciassette istituti oceanografici provenienti da una decina di paesi diversi.
In occasione del suo quarantesimo compleanno, Greenpeace ha dato, nello scorso week-end a Vancouver, delle lezioni di disobbedienza civile a dei potenziali militanti futuri: hanno imparato ad attaccarsi delle catene attorno al collo, a erigere delle dighe umane o a zoppicare in caso d’arresto.
Gattini fluorescenti, geneticamente modificati per compiere nuovi passi nel campo della ricerca. Il problema dell’AIDS rimane ancora privo di una soluzione concreta e definitiva, dopo gli esperimenti sui cani, gli

695 zanne d’elefante. Dissimulate in un due contenitori che avrebbero dovuto contenere della plastica riciclata. Sono state trovate dai doganieri del maggiore porto della Malesia – si chiama Klang. Il valore sul mercato nero di tanto avorio sfiora il milione di dollari.
In Europa è vietata la vendita di miele contaminato da OGM, lo sostiene la Corte di Giustizia Europea, dopo una controversia sorta tra un apicoltore amatoriale tedesco e il proprietario
Continuano ad arrivare curiosità dal mondo animale, sempre per quanto riguarda la ricerca di nuove fonti energetiche. Abbiamo già parlato dell’utilità degli escrementi di panda come carburante biologico, ma sembra
L’estate è senz’altro la stagione più gradita dell’anno, ma porta con sé pro e contro e all’ultima categoria appartengono le zanzare. I fastidiosi insetti talvolta diventano un incubo, tanto che
L’allarme arriva direttamente dall’ONU, che ha rivelato dei dati piuttosto preoccupanti per gli anni a venire, per quanto riguarda le risorse idriche del nostro Pianeta. Per il 2050, infatti,