Promuovere gli investimenti in tecnologie piu’ strutturali, che consentano cioe’ risparmi nelle bollette per molti anni, sostenere nel settore dei servizi energetici integrati modelli di business piu’ efficienti e prevenire comportamenti speculativi nel mercato dei certificati bianchi. Sono questi i principali obiettivi delle proposte dell’Autorita’ per l’energia, che in due documenti di consultazione ha anche proposto nuove semplificazioni per l’accesso agli incentivi da parte di un ampio insieme di tecnologie (interventi sugli edifici per ridurre i consumi per riscaldamento e condizionamento, modem a basso consumo, illuminazione efficiente delle gallerie e delle strade, gruppi di continuita’ efficienti per il settore terziario).
Redazione
Solenodonte di Hispaniola -parte seconda-
Il solenodonte è onnivoro, si nutre principalmente di insetti e ragni, che scova nel terreno frugando con la proboscide e scavando con le unghie, ma anche di vermi, piccole lucertole, radici, frutta e foglie.
I due sessi del solenodonte sono simili, i maschi hanno il pene non visibile e i testicoli nascosti in profondità delle cavità addominali. Le femmine vanno in calore in modo irregolare e apparentemente non correlato al cambio di stagione e possono avere due cucciolate da uno a tre piccoli per anno. Di solito sopravvivono solo due dei nuovi nati, che pesano da 40 a 55 grammi, perché la femmina ha solo due mammelle che si trovano vicino alle natiche dell’animale. I piccoli vengono svezzati dopo 75 giorni e, in alcuni casi, il giovane può rimanere con i genitori mentre nascono e vengono allevati altri piccoli successivi, aumentando il nucleo familiare fino ad un massimo di 8 individui per tana. In cattività possono raggiungere età superiore agli undici anni.
Il solenodonte si muove lentamente e non aveva predatori naturali, finché non sono stati introdotti da parte dei coloni europei cani, gatti e manguste come deterrente e mezzo di controllo per i topi che infestavano le piantagioni di canna da zucchero.
Solenodonte di Hispaniola -parte prima-
Il Solenodonte di Hispaniola o Agouta (Solenodon paradoxus Brandt, 1833) è un mammifero della famiglia dei Solenodontidi, a cui appartiene un’altra sola specie vivente, il Solenodonte di Cuba (Solenodon cubanus).
Come la specie cubana, il Solenodonte di Hispaniola ha l’aspetto di un grande toporagno, del peso di circa un 1 kg. Il corpo, lungo mediamente 35 cm esclusa la grande coda squamosa che può misurare fino a 25 cm, è ricoperto da una pelliccia grossolana bruno-rossastra, più chiara nelle parti inferiori e negli arti, che terminano con 5 dita. La testa del Solenodonte di Hispaniola appare molto più grande rispetto al corpo ed è caratterizzata da occhi piccolissimi, segno di una vista sottosviluppata, e da orecchie di grandi dimensioni. Il muso si prolunga con una lunga proboscide sorretta da una bacchetta cartilaginea, nuda all’estremità e dalla cui base si dipartono numerose vibrisse. La bocca del Solenodonte di Hispaniola porta 40 denti ed è munita di una lunga lingua ovale. Il secondo incisivo inferiore è dotato di una stretta scanalatura attraverso cui viene iniettata sulla preda una saliva velenosa secreta dalle ghiandole sottomascellari. Oltre al morso velenoso il solenodonte ha delle ghiandole sotto le ascelle e all’inguine che secernono un odore tipo di capra.
Arriva la “Baufana” al Canile della Muratella di Roma
In occasione della festa della Befana il Canile della Muratella di Roma effettuerà un’apertura straordinaria. Tutti i bambini di Roma sono invitati Giovedì 6 gennaio 2011, dalle ore 10 alle ore 20, al Canile Comunale di Roma Muratella (via della Magliana 856, di fronte alla Fermata Muratella del trenino che porta a Fiumicino) per una “Baufana” veramente speciale: tante adozioni, giochi, regali e soprattutto la Cagnolata-Tombolata dell’Epifania, la tombola dei canili comunali di Roma.
E’ un’iniziativa dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese (giunta alla sua seconda edizione) per sponsorizzare le adozioni nei canili comunali di Roma: una giornata al Canile della Muratella dove, dalle ore 10 alle ore 17, non solo si potrà visitare il canile/gattile ed adottare un cane o un gatto, ma si potrà anche giocare ad una tombola speciale, la “Cagnolata” appunto, dove invece dei numeri verranno chiamati i nomi le foto e le storie di 90 cani in cerca di adozione. Il tutto in compagnia di tanti nuovi amici, a due e a quattro zampe. Seduti ai tavoli, infatti, a partire dalle ore 15.30 e fino alle ore 20.00, anche una nutrita rappresentanza dei 1300 animali in cerca di adozione ospitati nelle quattro strutture comunali e banditori speciali, animalisti storici, esperti, giornalisti, testimonial e politici, che chiameranno a turno i nomi di questa tombolata così particolare.
Echidna -parte seconda-
Le femmine delle echidna, ventidue giorni dopo l’accoppiamento, depongono un solo uovo dal guscio morbido e lo inseriscono direttamente nel marsupio. L’uovo si schiude dopo dieci giorni. Il piccolo echidna si nutre con il latte che fuoriesce dai pori di due sacche di latte, dato che i monotremi non hanno capezzoli, e rimane nel marsupio per 45, 55 giorni, finché non sviluppa gli aculei. La madre scava una tana nel terreno dove deposita il cucciolo di echidna che ha messo gli aculei e torna ogni cinque giorni ad allattarlo finché non raggiunge l’età di sette mesi e sarà svezzato. L’echidna vive in media sedici anni.
L’echidna maschio ha un pene a quattro teste. Durante l’accoppiamento le teste da un lato si chiudono e le loro dimensioni non crescono, mentre le altre due rilasciano il seme nell’organo riproduttivo femminile che ha due terminazioni. Ad ogni accoppiamento le teste usate precedentemente vengono sostituite dalle altre due.
Le echidna sono classificate in tre generi: Zaglossi (Zaglossus), che hanno tre specie viventi e due solo fossili; Tachiglossi (Tachyglossus) e il genere Megalibgwilia che esiste solo allo stato fossile.
Energia solare: quali potenzialità per il fotovoltaico?
La sola energia fotovoltaica potrà rispondere nel 2020 al 12% della domanda di energia elettrica europea. Questo secondo le proiezioni presentate dall’industria di settore (Epia), facendo riferimento alla Conferenza Onu sui cambiamenti climatici che si è conclusa l’11 dicembre 2010 a Cancun, in Messico. La capacità installata raggiungerà i 390 Gw (Gigawatt), permettendo di risparmiare ogni anno 220 milioni di tonnellate di CO2. Il che equivale alle emissioni annuali di carbonio della Thailandia o a quelle di 98 milioni di automobili sulle strade. La lobby europea dell’energia fotovoltaica sottolinea anche come questa forma di energia sia di facile utilizzazione. Può essere prodotta su piccola o larga scala e soprattutto non deve necessariamente essere collegata alla rete. Anche in mancanza di infrastrutture il fotovoltaico è la sola energia, sostiene l’industria di settore, a poter diventare l’elemento catalizzatore dello sviluppo sostenibile fornendo servizi di base come l’illuminazione, l’acqua potabile, servizi sanitari ed educazione.
Nel 2011 l’umanità si appresta a raggiungere i 7 miliardi. Risorse per tutti?
Nell’autunno 2011 avverra’ il superamento della frontiera dei sette miliardi di uomini e donne che vivono sulla Terra, secondo la nuova serie di servizi dedicati al tema dalla rivista National Geographic Deutschland. In questo modo la popolazione mondiale sara’ esattamente il doppio rispetto al 1960. Oltre il 95% della crescita avviene nei Paesi in via di sviluppo, e particolarmente forte e’ l’aumento in India dove, se tutto continua secondo in trend attuale, nel 2030 ci saranno 1,6 miliardi di persone, superando cosi’ anche la Cina come numero di abitanti.
Cambiamenti climatici: uno studio sui fondali del Mar Morto per capirne le cause
Parte in Terra Santa il “maxi progetto” di misurazione geofisica del Mar Morto. L’indagine, svolta da un’equipe internazionale di ricerca dell’International continental scientific drilling program (Icdp), comprendenti sia israeliani sia palestinesi, fornirà informazioni importanti sui cambiamenti climatici e ambientali della zona, risalendo fino a mezzo milione di anni fa. Lo riferisce l’Istituto tedesco Helmholtz (Gfz), uno dei promotori dell’iniziativa. Gli scienziati, provenienti da otto nazioni diverse, hanno perforato il terreno sottostante il Mar Morto per riuscire a determinare l’attività sismica e i cambiamenti climatici nel corso dei secoli. Ciò dovrebbe servire tra l’altro a capire meglio i meccanismi che stanno ora provocando il riscaldamento del pianeta.
Echidna -parte prima-
L’echidna appartiene alla famiglia dei Tachiglossidi, è conosciuta anche con il nome di “formichiere spinoso”. I Tachiglossidi sono classificati come una famiglia di mammiferi ovipari inclusi, assieme agli Ornitorinchidi, nell’ordine dei Monotremi.
L’echidna è un piccolo mammifero oviparo coperto di peli ispidi e aculei, somiglia al porcospino e al formichiere del sudamerica. Il nome “echidna” deriva dal nome di un essere dell’antica Grecia, Echidna, figlia di Ceto e Forco, che ha le sembianze di donna con la parte inferiore del corpo a forma di serpente.
I Tachiglossidi vivono essenzialmente in Nuova Guinea (genere Zaglossus) ed in Australia e Tasmania (genere Tachyglossus). Si tratta di insettivori privi di denti e con il corpo ricoperto di peli e di aculei sul dorso. Le varie specie si differenziano principalmente per il colore del pelo e per la presenza di artigli. I due generi differiscono per la forma del cranio e per le dimensioni, 40 – 50 cm per i Tachiglossi e 55 – 78 cm per gli Zaglossi.
Innowattech: catturare energia dal transito dei veicoli
Una societa’ israeliana, la Innowattech, sta sperimento soluzioni alternative sul recupero dell’energia dal manto stradale e dal traffico ferroviario. Grazie alla progettazione e sperimentazione di piastre piezo-elettriche, denominate IPEG PAD,la Innowattech, le ha dapprima inserite sotto il manto stradale per catturare energia dal transito dei veicoli e poi depositate anche lungo i tratti ferroviari.
Nel caso dell’inserimento delle piastre piezo-elettriche inserite sotto il manto stradale per catturare energia dai veicoli in transito, il risultato non e’ stato esaltante anche se pare che un chilometro di una sola corsia di autostrada possa fornire fino a 100kW di energia elettrica, sufficiente a dare energia a circa 40 case. Il problema e’ quello che, per raccogliere un’elevata quantita’ di energia, ci sia bisogno di un traffico intenso e puo’ risultare problematico il posizionamento dei generatori sotto grandi tratti di strada.
Nel caso, invece, della ferrovia il progetto della Innowattech, avviato con la Technion University e l’Israel Railway Company, e’ possibile controllare maggiormente il traffico ferroviario, la frequenza delle sollecitazioni dovute al passaggio dei treni e valutare, cosi’, i tratti dove e’ piu’ opportuno catturare energia.