La gomma da masticare con il nuovo polimero non si attacca più

di Redazione 131 views0

Un chewingum si decompone nell’arco di cinque, lunghi anni ed ogni anno per strada vengono gettate circa 23mila tonnellate di gomme da masticare che, oltre a danneggiare l’ambiente, richiedono costi molto elevati ai comuni per la loro rimozione.

E’ un problema culturale e sociale quello di non gettare i rifiuti negli appositi contenitori. La brutta abitudine di gettare le gomme da masticare a terra danneggia l’ambiente, ma ogni anno richiede milioni per far sì che vengano rimosse dalle strade o addirittura dai monumenti. Tutta questa inciviltà richiede una soluzione e a quanto pare non bastano i cestini.

Così la Vinavil ha dato vita ad un nuovo polimero che non rende più “appiccicose” le gomme da masticare, come spiega il direttore Ivan Fuso Nerini:

Le cicche sono difficili da rimuovere da supporti come strade e tessuti proprio per le loro proprietà intrinseche. Per questo abbiamo studiato un polimero nuovo. In cui abbiamo sostituito i leganti della formulazione base della gomma. Questa proprietà è molto interessante perché dalle formulazioni vengono eliminati anche molti additivi, come le cere che servono per non far attaccare le gomme ai denti. Con questo prodotto non gridiamo al miracolo, pensando che il problema sarà risolto una volta per tutte. Ma, utilizzare il polimero in quantità non inferiore al 40% nelle gomme base, sarà senz’altro un grande passo avanti.

Con questo nuovo polimero, le gomme perdono adesività, ma il progetto di Nerini non è sufficiente, bisogna prendere altre precauzioni. In Italia, però, non è ancora affermata la cultura della raccolta differenziata, sebbene abbia ottenuto vasti consensi anche in Parlamento. Insieme al chewingum, il mozzicone della sigaretta è un altro dei grandi nemici dell’ambiente, che richiede moltissimi anni per lo smaltimento, ma che riempie le strade in gran quantità. E se in America si creano i filtri per sigarette e le gomme da masticare biodegradabili, in Italia ancora si pensa ai cestini della differenziata e a metodi di pulizia più ecologici, che non richiedano l’utilizzo di prodotti chimici, anch’essi dannosi per l’ambiente.

Photo Credits | Thinkstock

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