Agricoltura biologica: la soluzione al riscaldamento globale?

di roberto bosio 99 views0

Secondo la definizione di Wikipedia – a cui mi sono permesso di fare qualche modifica – l’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del suolo favorendola con interventi che escludono l’utilizzo di prodotti di sintesi e di organismi geneticamente modificati

Secondo un gruppo di ricercatori internazionali, questo tipo di agricoltura

permette di fissare importanti quantità di carbonio nel terreno e contribuisce a frenare il riscaldamento climatico.

I ricercatori sono arrivati a questa conclusione dopo aver analizzato 74 studi che confrontavano l’impatto dell’agricoltura biologica e di quella tradizionale. Da questi lavori risulta che nell’humus – ovvero nello strato superficiale del terreno – coltivato con metodi biologici sono stati misurati 3,5 tonnellate di depositi di carbonio per ettaro in più rispetto ai terreni su cui sono stati sparsi concimi artificiali.

Lo studio non si è fermato qui, perché ha rilevato che i terreni coltivati biologicamente sarebbero in grado di immagazzinare fino a 450 kg in più di Co2 presente nell’aria. Questi risultati strardinari permetterebero, se i metodi dell’agricoltura biologica fossero applicati massicciamente, di ridurre le emissioni di CO2 di percentuali superiori al 20%, e addirittura di per il 13% – più o meno – al raggiungimento degli obiettivi climatici per il 2030.

Come sottolinea Paolo Carnemolla – è il Presidente di FederBio, una Federazione di organizzazioni operanti in tutta la filiera dell’agricoltura biologica e biodinamica -:

Il metodo di coltivazione biologico, oltre a tutelare la biodiversità, il paesaggio e le acque, contribuisce a frenare il riscaldamento climatico. Ciò dimostra che l’agricoltura biologica è l’unica via praticabile per tutelare l’uomo e garantire benessere e l’ambiente nel lungo periodo.

E conclude:

La Federazione, che partecipa al Tavolo italiano su Agricoltura Biologica e Cambiamenti Climatici, è attiva in questo senso avendo già realizzato, in collaborazione con Banca Etica e Coop Italia uno studio riguardante la carbon footprint in agricoltura biologica, che ha fornito risultati molto interessanti e in linea con gli esiti della ricerca del FIBL.

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