Il 40% dei caprioli ucciso dal grande freddo

Chiariamolo subito. I numeri scritti in questo post sono solo delle stime di un’organizzazione di cacciatori: l’Urca, ovvero l’Unione Regionale Cacciatori Appennino. Comunque vale la pena riportarle: il grande freddo avrebbe ucciso tra il 35 e il 40% dei caprioli italiani – contro una mortalità che negli inverni normali sarebbe del 5% circa della popolazione.

Video: la storia di Navarre il lupo

Ogni tanto ci sono anche delle belle notizie. Il lupo Navarre – così lo hanno ribattezzato quelli che lo hanno salvato – è stato trovato semicongelato in un fiume – il Limentra, che si trova nell’Appennino bolognese -, con gli arti semiparalizzati. Sul corpo aveva ferite da arma da fuoco – oltre a 35 pallini di piombo rivelati dalle lastre. Per salvarlo hanno fatto di tutto, lo hanno portato in una casa vicina per scaldarlo, gli hanno fatto un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca perché il suo cuore si era fermato – oltre a delle flebo la risonanza magnetica che ha permesso di individuare esattamente l’infiammazione che lo aveva quasi immobilizzato. Non è stato inutile, visto che ora l’animale sta molto meglio.

Che cos’è la biopirateria?

La biopirateria, per chi non la conosce, è una pratica messa in atto da alcune multinazionali. Studiano per anni i principi alimentari e le produzioni medicinali utilizzate da alcune popolazioni a livello locale e le rendono disponibili in tutto il mondo. Pratica lodevole se non fosse che su di essi pongono un brevetto. Per cui tutti devono pagare per qualcosa che non hanno creato.

La liberalizzazione e le scorie nucleari

L’Italia forse è definitivamente uscita dal nucleare con i referendum del giugno scorso. Ma anche se molti non lo sanno noi continuiamo a vivere a contatto con il nucleare. Essenzialmente si tratta delle scorie radioattive che le centrali nucleari italiane hanno prodotto durante la loro breve vita e che ora lo Stato si trova sul groppone – e dovrà pagare il costo del loro immagazzinamento ancora per migliaia di anni.

Contro la vendita delle terre pubbliche

Non so quanti di voi lo sanno, ma in questo momento il Senato sta discutendo un decreto legge che vorrebbe decidere la vendita di ampie fette di terre agricole demaniale. L’obiettivo a prima vista sembra sacrosanto: dare la possibilità a giovani agricoltori di iniziare un’attività in proprio grazie all’acquisto di terreni pubblici.

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