Il biologico arriva nelle mense degli ospedali siciliani

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Avviare il percorso per convertire al biologico le mense di tutti gli ospedali siciliani, o almeno quelle delle strutture private convenzionate. E’ l’obiettivo del protocollo di intesa firmato questa mattina a Palermo dall’Associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab) e dall’Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) Sicilia, nato per promuovere l’uso di alimenti biologici certificati prodotti in Sicilia nelle mense delle strutture sanitarie isolane associate all’Aiop. A scrivere l’accordo nero su bianco, e a mettere la loro firma, sono stati Andrea Ferrante, presidente nazionale Aiab, Barbara Cittadini, presidente Aiop Sicilia, e Francesco Crimaldi, consigliere regionale dell’Associazione italiana ospedalità privata.

L’accordo tra Aiab e Aiop
Con questo protocollo d’intesa le due associazioni si impegnano reciprocamente: l’Aiab, tramite la sua struttura territoriale, assisterà tutti gli associati Aiop che vorranno convertirsi al biologico ed adottare un modello di mensa sostenibile, mentre l’Aiop sosterrà le biodomeniche, la più importante campagna di Aiab Sicilia per la valorizzazione dell’agricoltura biologica.
La ristorazione pubblica sostenibile e il Green Public Procurement (Gpp) – spiega Andrea Ferrante – non fanno bene solo al gusto, alla salute e all’educazione alimentare, ma anche all’economia locale, al recupero dei prodotti tradizionali, alla corretta gestione del territorio e all’ambiente. Per questo è strategico adottare politiche che supportino e promuovano l’adozione di prodotti biologiche nelle mense pubbliche e negli acquisti delle derrate alimentari da parte delle Pubbliche amministrazioni. E a dirlo non solo l’Aiab, ma le tante esperienze virtuose che in giro per l’Italia hanno dimostrato i tanti risvolti buoni e positivi dell’uso di cibi bio nelle mense, indifferentemente dal fatto che si tratti di scuole, ospedali, università, ministeri, o caserme“.

Le aziende biologiche in Sicilia
Per convincersi delle potenzialità dell’indotto del protocollo d’intesa per le oltre 7 mila aziende biologiche siciliane, basta guardare ai recentissimi dati di BioBank, secondo i quali proprio la ristorazione collettiva pubblica e le mense sono uno dei fattori di traino del biologico. Negli ultimi due anni hanno fatto registrare una crescita del 10%, contribuendo alla vitalità di un settore, quello dell’agricoltura biologica italiana, in marcata controtendenza rispetto al resto dellagroalimentare. Passando dal nazionale al regionale, il mercato della ristorazione collettiva sanitaria che si apre al biologico siciliano ha una solida base nei 20.459 posti letto complessivi degli ospedali siciliani, di cui 17.000 per le degenze ordinaria e 3.000 per day hospital (regime per cui si eroga un solo pasto al giorno).

Un giro d’affari da 40 milioni di euro
Secondo una recente ricerca elaborata su dati degli assessorati regionali alla Sanità e alla Pubblica Istruzione riferiti al 2008, infatti, le 72 mense degli ospedali isolani hanno erogato complessivamente 20,7 milioni di pasti, la metà dei quali suddivisi tra le provincie di Palermo e Catania. Considerando che il costo medio per la materia prima di ogni pasto erogato nelle mense di 1,6 euro, al biologico siciliano si apre un mercato potenziale di 33,12 milioni di euro. Se a quelle ospedaliere si aggiungono anche le mense universitarie (35) e quelle scolastiche (252), il totale dei pasti erogati dalla ristorazione collettiva pubblica siciliana sfiora quota 25 milioni. E sempre considerando il costo della materia prima alimentare del singolo pasto, il giro daffari del settore si pu stimare in 40 milioni di euro.

Modelli improntati alla sostenibilità
Ancora una volta, la Sicilia si propone come laboratorio, per dibattere temi di grande attualità ed implementare modelli che possano garantire un futuro diverso ad una terra con grandi potenzialità, ma afflitta, da tempo immemorabile, da una complessità che invece di essere risorsa è divenuta limite – afferma Barbara Cittadini, presidente di Aiop Sicilia –. Una Sicilia che sta cambiando e che propone modelli improntati ai principi della responsabilità, della trasparenza e dell’efficienza, testimonia il diverso approccio di una cultura d’impresa che punta ad uno sviluppo sostenibile e moderno. Il modello della sanità sostenibile, infatti – prosegue – è un modello culturale ed etico, che riguarda un diverso modo di fare impresa“.

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