Rifiuti elettronici, Philips cede alle richieste di Greenpeace, ma in Italia ancora ritardi sullo smaltimento

di Redazione 78 views2

E’ ancora fresca la notizia della vittoria di Greenpeace sullo smaltimento dei rifiuti hi-tech per la campagna contro il colosso Philips: dopo diverse azioni e 47.000 firme raccolte in tutto il mondo, la multinazionale ha accettato le richieste degli ambientalisti e si è impegnata ad offrire ai propri clienti dei servizi globali di ritiro e riciclo dei propri prodotti a fine vita.
Ma Greenpeace non si ferma e continua la propria battaglia per lo smaltimento dei rifiuti elettronici in Italia, puntando il dito contro il Ministro dell’ Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Il Ministro “fa La Bella addormentata” dicono dall’ associazione, riferendosi al ritardo per l’ attuazione della normativa sui rifiuti elettronici.

L’ ACCORDO CON PHILIPS
Dopo la campagna condotta da Greenpeace, Philips ha confermato che i costi di riciclo dei propri prodotti non saranno più pagati direttamente dal consumatore – attraverso una tassa addizionale – ma saranno parte integrante del prezzo finale del prodotto. In questo modo, le aziende saranno anche incentivate a produrre beni più puliti e facili da riciclare, proprio perché dovranno riassorbire nel processo di produzione anche i costi di riciclo del prodotto a fine vita.
Solo in Italia 5.000 persone hanno partecipato alla cyberazione su Philips, contribuendo ad aumentare la pressione sull’ azienda.

IL NUOVO OBIETTIVO: IL DECRETO SEMPLIFICAZIONI
Sul nuovo sito dell’ associazione “Elettronica verde” Greenpeace chiede ai propri sostenitori sul web di firmare la petizione on-line contro l’ On. Prestigiacomo per far partire definitivamente il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech in Italia.
Secondo l’ associazione, il Governo dovrebbe emanare subito il “Decreto Semplificazioni” (in attuazione della legge D.Lgs 151/2005), che impone il ritiro dei vecchi computer, televisori e altri prodotti hi-tech da parte del distributore di tali prodotti al momento dell’ acquisto. Il 28 febbraio 2009 ha infatti segnato un anno di ritardo nell’ emanazione del Decreto.

UN INVITO A FOTOGRAFARE I COMPORTAMENTI SCORRETTI
Il Decreto Semplificazioni – rende noto Greenpeace – è un elemento importante nell’ organizzazione e nel controllo del flusso dei rifiuti elettronici, oltre che incentivo per i consumatori a conferire il prodotto in disuso nella giusta maniera, invece che lasciarlo in casa o abbandonarlo per strada. Per rafforzare la richiesta avanzata al ministro, invitiamo anche a fotografare rifiuti elettronici sparsi ovunque sul nostro territorio.

Commenti (2)

  1. .. ciao,
    vi chiedo un consiglio.

    Qualche giorno fa mi si è rotta accidentalmente una lampada a risparmio energetico. Era un po’ che l’avevo in casa e sinceramente non mi ricordo più dove l’ho acquistata… a volte le prendo dai supermercati, ma non ho un commerciante o un punto vendita di fiducia… come faccio? A chi la porto?

    Se la porto ad un negoziante che non me l’ha venduta va bene uguale? Senò?? La porto in discarica separata dagli altri rifiuti? Devo pagare qualcosa per lo smaltimento?

    Mino

  2. come privato puoi portarla in discarica o nelle isole ecologiche e te la ritirano gratis

    i negozianti di solito la ritirano se ne acquisti un altra .

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