Sistri: le falle del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

Sistri-le-falle-del-nuovo-sistema-di-tracciabilità-dei-rifiutiIl Sistri è “poco efficace e troppo oneroso. Non a caso il settore è in allarme e non certo per timore di lasciar venire alla luce irregolarità, quanto per gli alti costi che esso comporta, senza il vantaggio di avere realmente arginato il fenomeno delle ecomafie“. Claudio Rispoli, chimico ed esperto di gestione rifiuti, opera da 23 anni nel settore (in particolare in quello dei rifiuti pericolosi) ed è a diretto contatto con gli operatori i quali, racconta all’ADNKRONOS, sono “molto preoccupati” per una serie di aspetti relativi al nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Le criticità sono molte e la prima “appare persino banale, ma è cruciale: al di là delle valutazioni di merito sul disegno complessivo, resta il fatto che chi vuole continuare a smaltire illegalmente i rifiuti potrà continuare a farlo perché ovviamente non si iscriverà al Sistri. Ecco, quindi, perché tale sistema è di fatto un’arma spuntata contro le ecomafie“.

TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI?
Non solo. “Per le aziende che gestiscono rifiuti i costi saliranno e questo in un momento di crisi economica come quello attuale non è certo un fattore irrilevante. Tali incrementi di costi potrebbero, in alcuni casi, essere causa di diminuzione di organici o, per i trasportatori, di vendita di veicoli. Lungo la catena gli oneri ci sono per tutti: produttori, trasportatori e destinatari finali. Quanto ai primi – osserva Rispoli – esistono migliaia di piccole aziende che producono rifiuti e che non hanno né la capacità informatica, né le disponibilità tecnologiche per mettere in atto il nuovo sisitema (che richiede iscrizione e dotazione di chiavetta token Usb con i relativi costi). Senza contare che ci sono zone dove non c’e’ neppure la necessaria copertura Adsl“. Per i trasportatori, fa notare, “i costi sono anche piu’ alti visto che sono tenuti a dotarsi di sistemi satellitari per consentire il controllo dell’automezzo durante il percorso“.

IL SISTRI
Ci sono poi degli aspetti normativi ancora non definiti“, rimarca l’esperto. Il Sistri, per fare un esempio, sostituisce gli attuali documenti di gestione rifiuti (registri, Mud, formulari) ma il decreto ministeriale che lo istituisce nulla dice a proposito delle sanzioni attualmente vigenti per la omessa o incompleta compilazione di questi documenti. Apparentemente, quindi, restano comunque in piedi, allo stato attuale delle norme, le sanzioni previste dal decreto legislativo 152 del 2006, il cosidetto Testo Unico Ambientale. Previsioni sanzionatorie in virtu’ delle quali gli operatori per il momento devono continuare a produrre registri, Mud, formulari, oltre che quanto previsto dal Sistri.

I RIFIUTI PERICOLOSI
Il Sistri – fa notare Rispoli – è nato sulla scia del sistema di controllo adottato in Campania durante l’emergenza, il cosiddetto Sitra, che ha mostrato evidenti lacune e problematiche di funzionamento“. C’è poi da dire, prosegue, che “il nuovo sistema non fa chiarezza anche su altre questioni: il 50% dei rifiuti italiani, soprattutto quelli pericolosi, è destinato ad impianti di smaltimento finale all’estero (Francia, Germania, Austria). Come verrà gestito dal Sistri il tratto italiano percorso dai trasportatori stranieri?“.
C’è dell’altro. “Aprendo il sito del Sistri – dice – si legge che, in caso di gravi difficoltà applicative del sistema, un pronto intervento è garantito entro 72 ore, ma e’ un tempo infinito per chi è sul campo e sta caricando o scaricando rifiuti“. L’assitenza, insomma, “deve essere garantita in tempo reale”.

TEORIA E PRATICA
Insomma, rileva Rispoli, “nessuno si oppone all’adozione dei sistemi informatici e di implementazione di controllo, ma è la modalità del Sistri che non funziona. Si potevano e si potrebbero sviluppare sistemi meno vessatori e più efficaci. Questo decreto ministeriale - conclude – si basa su un concetto di tracciabilità dei rifiuti parziale e superficiale essendo la realtà molto più complessa. Il Sistri, infatti, non è in grado di colmare lacune preesistenti che spesso invalidano la tracciabilità. Mi riferisco in particolare al sistema delle autorizzazioni con cui operano gli impianti di smaltimento o di recupero. Un sistema fortemente disomogeneo sul territorio a volte anche fra province adiacenti. Tale disomogeneità crea notevoli difficoltà non solo agli operatori ma anche agli enti di controllo. Se, infatti, i quadri prescrittivi su cui si basano le autorizzazioni cambiano così fortemente sul territorio, i rifiuti con piu’ facilita’ si ‘perdono’“. In altre parole “il Sistri riesce a tracciare i viaggi compiuti dai rifiuti, ma non sana storiche inefficienze relative a quel che succede dentro gli impianti autorizzati sia di smatimento che di recupero. Inefficienze che inficiano alla radice la tracciabilità, nonostante il Sistri“.


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11 commenti:

  1. Andrea, 18. gennaio 2010, 19:32

    Ho letto il decreto e penso che siamo arrivati alla follia. Ma questi nostri legislatori sanno di cosa stiamo parlando? sanno qual’è la realtà delle piccole aziende del settore? lo dico io: no, non lo sanno. Vogliamo paralizzare il settore? bene, ci state riuscendo. Sono adempimenti che dire allucinanti è fargli un complimento…. bravi, così si combatte l’ecomafia! sigh!

     
  2. claudio, 22. gennaio 2010, 15:53

    Del SISTRI non se ne parla, fatelo sapere alle testate giornalistiche! il sistema è assolutamente inapplicabile per moltissime realtà, non risolve dubbi in merito al corretto smaltimento che ci portiamo dietro da anni, i tempi di adeguamento e i costi sono a dir poco allucinanti (e ricadranno tutti sui produttori onesti in un modo o nell’altro)
    Una riforma seria e informatizzata del settore è assolutamente necessaria ma dovrà essere fatta dopo una revisione generale condivisa in merito ed una seria sperimentazione.
    Oltretutto questo DM è stato pensato all’oscuro di tutti i soggetti interessati senza condivisione.
    Per carità non facciamolo partire ! aggiunge caos al caos con il risultato di favorire ancora di più gli illegali e le ecomafie

     
  3. Paolo, 22. gennaio 2010, 22:07

    Sono inorridito!!!
    Faccio parte di una delle maggiori associazioni d’impresa d’Italia e mi occupo di salute, sicurezza e ambiente.

    Il SISTRI checché ne dicano i nostri rappresentanti confederali è un’oscenità!!!!!!
    Per le piccole imprese è insostenibile! Sia in termini di costo che di logistica.

    Vi garantisco che chi vuole fare il furbo continuerà a farlo e molto più di prima, mentre i poveri cristi che tacciono e si adeguano si beccheranno una mazzata come al solito!!
    Se fossi un imprenditore straccerei immediatamente la tessera dell’associazione a cui appartengo, perché il SISTRI non ha bisogno di piccoli aggiustamenti come vogliono farci credere, deve essere assolutamente abolito per i piccoli imprenditori che potrebbero benissimo continuare a seguire l’iter tradizionale rispettando ampiamente le leggi!!! Per colpa di una marmaglia mafiosa, sconsiderata e senza vergogna adesso a pagare saranno anche quelli che fino a ieri si sono svenati per adeguarsi!
    Parlo di aziende che per smaltire correttamente 100 kg d’olio all’anno hanno sempre speso una fortuna in abbonamenti, spese di trasporto ed esami!!!!!!
    Ed ora a queste spese che non diminuiranno, anzi lieviteranno visto che questi costi li devono sostenere anche i gestori/trasportatori, si andranno ad aggiungere l’acquisto di sistemi informatici, connessioni adsl e chi più ne ha più ne metta!

    Che i controlli siano fatti ai gestori dei rifiuti che smaltiscono impropriamente e illecitamente tonnellate di rifiuti tossici all’anno, che fermino tutti i camion che entrano ed escono dalle aziende del settore rifiuti! Che controllino i formulari!

    Le PMI saranno come sempre quelle che se la prenderanno in saccoccia!!!
    E i nostri rappresentanti quando si incontrano al Ministero fanno buon viso a cattivo gioco!!
    Sperano nel business invece di tutelare le imprese!!!!!!! Questo lo dovete sapere!!! Ve lo dice uno che ci lavora e che parla faccia a faccia con gli imprenditori!!!
    E ora ho il terrore di raccontare agli imprenditori cosa NON abbiamo fatto per contrastarlo!!
    Questa cosa era da bloccare sul nascere, le aziende dovevano essere esortate a scendere nelle piazze…invece adesso come al solito ci toccherà far digerire l’amaro boccone a migliaia di imprese che hanno sempre operato correttamente e che tirano a campare soprattutto in un periodo di crisi come questo!

    Scusate lo sfogo ma dopo tanti anni di questo lavoro mi stupisco di come possa un sindacato datoriale, non pensare realmente al bene dei propri associati, ma solo a fare bella figura con i governanti e sperare sempre in un introito.

    Diffondete questa verità! Se siete imprenditori andate a tirare per la giacchetta i vostri rappresentanti…e se avete amici imprenditori esortateli a farlo!
    E che il Governo trovi un altro sistema per combattere la mafia dei rifiuti!
    Ora basta, la campagna elettorale dell’ “Abbiamo risolto il problema rifiuti ” deve finire.

    Piccoli imprenditori italiani, colonna dell’economia nazionale! Vi prego, se ci siete battete un colpo!!!

     
  4. matteo, 28. gennaio 2010, 13:39

    il sistri, da parte mia è una pura forma di dittatura. E ki ne paga le conseguenze sono come al solito le microimprese. matteo

     
  5. Emanuele, 29. gennaio 2010, 15:41

    Lavoro in una piccola azienda di smaltimento rifiuti, e non sono affatto allarmato come voi dall’entrata in vigore di SISTRI, ho effettuato l’iscrizione online in 10 minuti, iscrivendo produttore, trasportatore, d15, d9, intermediario, l’operazione e semplicissima. i costi sono di circa 2300 € all’anno ma considerando che non dovrò più stampare formulari ne registri ne perdere mesi dietro al MUD l’effettivo peso economico si riduce. Inoltre la tracciabilità del rifiuto arriverà abbastanza efficacemente dal produttore fino al trattamento, evitando che i d15 facciano confusione. Questo è il principio di un processo di modernizzazione che non spaventa affatto chi lavora alla luce del sole, come tutti noi. Emanuele

     
  6. Paolo, 1. febbraio 2010, 13:19

    Bravo, ma voglio vederti quando arriverai con il tuo mezzo dai produttori, chi sarà iscritto e chi no, chi avrà la chiavetta o chi avrà delegato terzi, beh, tu hai fatto il tuo dovere correttamente…ma purtroppo il SISTRI non è solo l’iscrizione on-line….

     
  7. Gianfranco, 3. febbraio 2010, 10:52

    Ho trovato questa azienda che si occupa di software gestionali per i rifiuti, http://www.csgroup.it , non mi sembra che il sistri porti grandi problemi l’articolo che hanno messo è invece molto chiaro ed esauriente, dategli una letta.

     
  8. Andrea, 10. febbraio 2010, 9:31

    Caro Emanuele, come hai fatto a fare l’iscrizione in 10 minuti se il contenuto stesso dell’iscrizione è incerto? esempio: veicoli. Te hai inserito solo i veicoli a motore o anche i rimorchi? sul DM fa riferimento ai veicoli senza specificare senza o con motore, sulle sito SISTRI fa riferimento ai veicoli a motore. Piccolo particolare… che validità legale hai il sito per poter dare questa precisazione? piccolo particolare… il codice della strada include nei veicoli anche i rimorchi? e dunque? quello che si firma con l’iscrizione è un atto notorio perseguibile penalmente in caso di falso.

    Meditate gente…. meditate… questo DM è stato fatto con i PIEDI!!!!!!!

     
  9. Giancarlo, 24. febbraio 2010, 20:16

    Ho una ditta di autospurghi la quale ritiro i liquami da fosse settiche da abitazioni private(produttore) come mi devo comportare in tal caso.

     
  10. MARIO, 24. febbraio 2010, 22:56

    Cari colleghi sono un piccolo trasportatore di rifiuti per conto di terzi.
    A mio avviso tutto questo penalizza i soliti iscritti, autorizzati, dichiarati e onesti.
    Personalmente condivido il sistema informatizzato, ma come sempre il tutto viene studiato da personale che della realtà lavorativa in cui siamo costretti ad operare ne sà ben poco. E’ impensabile rispettare tempi di caricamento dati e organizzare trasporti quando il lavoro giornaliero comporta innumerevoli telefonate e problemi; figuriamoci quanto assurdo può essere il tutto nei brevi trasporti. Nel mio caso, ad esempio, si opera con container di piccole dimensioni (2,5 mc.) saltando da un cantiere all’altro (spesso gestiti da piccole imprese, artigiani e privati), figuratevi se è fattibile andare e venire dalla sede legale per caricare dati, rischiando magari che questi ultimi non coincidano con i rifiuti successivamente trovati nel container da scambiare. E a quel punto?
    Inevitabilmente tutto si inceppa!
    Rischiando di effettuare trasporti con dati errati, incompatibili con il carico, e l’inevitabile conseguenza di dover rientrare in sede legale per ricaricare la chiavetta ed in un secondo momento ritornare dal produttore per terminare il lavoro.

    Cosa volete che vi dica, mi sembra tutto così surreale…

     
  11. wanda, 4. marzo 2010, 18:01

    Scusate ma io che sono produttore di rifiuti, come faccio a fare il carico on-line 8 ore prima che venga ritirato se non sono in grado di pesarlo? il mio smaltitore attualmente pesa il rifiuto all’arrivo e mi comunica il peso calcolato a destinazione.
    Grazie.

     

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