Sistri: le falle del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti

Sistri-le-falle-del-nuovo-sistema-di-tracciabilità-dei-rifiutiIl Sistri è “poco efficace e troppo oneroso. Non a caso il settore è in allarme e non certo per timore di lasciar venire alla luce irregolarità, quanto per gli alti costi che esso comporta, senza il vantaggio di avere realmente arginato il fenomeno delle ecomafie“. Claudio Rispoli, chimico ed esperto di gestione rifiuti, opera da 23 anni nel settore (in particolare in quello dei rifiuti pericolosi) ed è a diretto contatto con gli operatori i quali, racconta all’ADNKRONOS, sono “molto preoccupati” per una serie di aspetti relativi al nuovo sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Le criticità sono molte e la prima “appare persino banale, ma è cruciale: al di là delle valutazioni di merito sul disegno complessivo, resta il fatto che chi vuole continuare a smaltire illegalmente i rifiuti potrà continuare a farlo perché ovviamente non si iscriverà al Sistri. Ecco, quindi, perché tale sistema è di fatto un’arma spuntata contro le ecomafie“.

TRACCIABILITA’ DEI RIFIUTI?
Non solo. “Per le aziende che gestiscono rifiuti i costi saliranno e questo in un momento di crisi economica come quello attuale non è certo un fattore irrilevante. Tali incrementi di costi potrebbero, in alcuni casi, essere causa di diminuzione di organici o, per i trasportatori, di vendita di veicoli. Lungo la catena gli oneri ci sono per tutti: produttori, trasportatori e destinatari finali. Quanto ai primi – osserva Rispoli – esistono migliaia di piccole aziende che producono rifiuti e che non hanno né la capacità informatica, né le disponibilità tecnologiche per mettere in atto il nuovo sisitema (che richiede iscrizione e dotazione di chiavetta token Usb con i relativi costi). Senza contare che ci sono zone dove non c’e’ neppure la necessaria copertura Adsl“. Per i trasportatori, fa notare, “i costi sono anche piu’ alti visto che sono tenuti a dotarsi di sistemi satellitari per consentire il controllo dell’automezzo durante il percorso“.

IL SISTRI
Ci sono poi degli aspetti normativi ancora non definiti“, rimarca l’esperto. Il Sistri, per fare un esempio, sostituisce gli attuali documenti di gestione rifiuti (registri, Mud, formulari) ma il decreto ministeriale che lo istituisce nulla dice a proposito delle sanzioni attualmente vigenti per la omessa o incompleta compilazione di questi documenti. Apparentemente, quindi, restano comunque in piedi, allo stato attuale delle norme, le sanzioni previste dal decreto legislativo 152 del 2006, il cosidetto Testo Unico Ambientale. Previsioni sanzionatorie in virtu’ delle quali gli operatori per il momento devono continuare a produrre registri, Mud, formulari, oltre che quanto previsto dal Sistri.

I RIFIUTI PERICOLOSI
Il Sistri – fa notare Rispoli – è nato sulla scia del sistema di controllo adottato in Campania durante l’emergenza, il cosiddetto Sitra, che ha mostrato evidenti lacune e problematiche di funzionamento“. C’è poi da dire, prosegue, che “il nuovo sistema non fa chiarezza anche su altre questioni: il 50% dei rifiuti italiani, soprattutto quelli pericolosi, è destinato ad impianti di smaltimento finale all’estero (Francia, Germania, Austria). Come verrà gestito dal Sistri il tratto italiano percorso dai trasportatori stranieri?“.
C’è dell’altro. “Aprendo il sito del Sistri – dice – si legge che, in caso di gravi difficoltà applicative del sistema, un pronto intervento è garantito entro 72 ore, ma e’ un tempo infinito per chi è sul campo e sta caricando o scaricando rifiuti“. L’assitenza, insomma, “deve essere garantita in tempo reale”.

TEORIA E PRATICA
Insomma, rileva Rispoli, “nessuno si oppone all’adozione dei sistemi informatici e di implementazione di controllo, ma è la modalità del Sistri che non funziona. Si potevano e si potrebbero sviluppare sistemi meno vessatori e più efficaci. Questo decreto ministeriale - conclude – si basa su un concetto di tracciabilità dei rifiuti parziale e superficiale essendo la realtà molto più complessa. Il Sistri, infatti, non è in grado di colmare lacune preesistenti che spesso invalidano la tracciabilità. Mi riferisco in particolare al sistema delle autorizzazioni con cui operano gli impianti di smaltimento o di recupero. Un sistema fortemente disomogeneo sul territorio a volte anche fra province adiacenti. Tale disomogeneità crea notevoli difficoltà non solo agli operatori ma anche agli enti di controllo. Se, infatti, i quadri prescrittivi su cui si basano le autorizzazioni cambiano così fortemente sul territorio, i rifiuti con piu’ facilita’ si ‘perdono’“. In altre parole “il Sistri riesce a tracciare i viaggi compiuti dai rifiuti, ma non sana storiche inefficienze relative a quel che succede dentro gli impianti autorizzati sia di smatimento che di recupero. Inefficienze che inficiano alla radice la tracciabilità, nonostante il Sistri“.


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28 commenti:

  1. Andrea, 18. gennaio 2010, 19:32

    Ho letto il decreto e penso che siamo arrivati alla follia. Ma questi nostri legislatori sanno di cosa stiamo parlando? sanno qual’è la realtà delle piccole aziende del settore? lo dico io: no, non lo sanno. Vogliamo paralizzare il settore? bene, ci state riuscendo. Sono adempimenti che dire allucinanti è fargli un complimento…. bravi, così si combatte l’ecomafia! sigh!

     
  2. claudio, 22. gennaio 2010, 15:53

    Del SISTRI non se ne parla, fatelo sapere alle testate giornalistiche! il sistema è assolutamente inapplicabile per moltissime realtà, non risolve dubbi in merito al corretto smaltimento che ci portiamo dietro da anni, i tempi di adeguamento e i costi sono a dir poco allucinanti (e ricadranno tutti sui produttori onesti in un modo o nell’altro)
    Una riforma seria e informatizzata del settore è assolutamente necessaria ma dovrà essere fatta dopo una revisione generale condivisa in merito ed una seria sperimentazione.
    Oltretutto questo DM è stato pensato all’oscuro di tutti i soggetti interessati senza condivisione.
    Per carità non facciamolo partire ! aggiunge caos al caos con il risultato di favorire ancora di più gli illegali e le ecomafie

     
  3. Paolo, 22. gennaio 2010, 22:07

    Sono inorridito!!!
    Faccio parte di una delle maggiori associazioni d’impresa d’Italia e mi occupo di salute, sicurezza e ambiente.

    Il SISTRI checché ne dicano i nostri rappresentanti confederali è un’oscenità!!!!!!
    Per le piccole imprese è insostenibile! Sia in termini di costo che di logistica.

    Vi garantisco che chi vuole fare il furbo continuerà a farlo e molto più di prima, mentre i poveri cristi che tacciono e si adeguano si beccheranno una mazzata come al solito!!
    Se fossi un imprenditore straccerei immediatamente la tessera dell’associazione a cui appartengo, perché il SISTRI non ha bisogno di piccoli aggiustamenti come vogliono farci credere, deve essere assolutamente abolito per i piccoli imprenditori che potrebbero benissimo continuare a seguire l’iter tradizionale rispettando ampiamente le leggi!!! Per colpa di una marmaglia mafiosa, sconsiderata e senza vergogna adesso a pagare saranno anche quelli che fino a ieri si sono svenati per adeguarsi!
    Parlo di aziende che per smaltire correttamente 100 kg d’olio all’anno hanno sempre speso una fortuna in abbonamenti, spese di trasporto ed esami!!!!!!
    Ed ora a queste spese che non diminuiranno, anzi lieviteranno visto che questi costi li devono sostenere anche i gestori/trasportatori, si andranno ad aggiungere l’acquisto di sistemi informatici, connessioni adsl e chi più ne ha più ne metta!

    Che i controlli siano fatti ai gestori dei rifiuti che smaltiscono impropriamente e illecitamente tonnellate di rifiuti tossici all’anno, che fermino tutti i camion che entrano ed escono dalle aziende del settore rifiuti! Che controllino i formulari!

    Le PMI saranno come sempre quelle che se la prenderanno in saccoccia!!!
    E i nostri rappresentanti quando si incontrano al Ministero fanno buon viso a cattivo gioco!!
    Sperano nel business invece di tutelare le imprese!!!!!!! Questo lo dovete sapere!!! Ve lo dice uno che ci lavora e che parla faccia a faccia con gli imprenditori!!!
    E ora ho il terrore di raccontare agli imprenditori cosa NON abbiamo fatto per contrastarlo!!
    Questa cosa era da bloccare sul nascere, le aziende dovevano essere esortate a scendere nelle piazze…invece adesso come al solito ci toccherà far digerire l’amaro boccone a migliaia di imprese che hanno sempre operato correttamente e che tirano a campare soprattutto in un periodo di crisi come questo!

    Scusate lo sfogo ma dopo tanti anni di questo lavoro mi stupisco di come possa un sindacato datoriale, non pensare realmente al bene dei propri associati, ma solo a fare bella figura con i governanti e sperare sempre in un introito.

    Diffondete questa verità! Se siete imprenditori andate a tirare per la giacchetta i vostri rappresentanti…e se avete amici imprenditori esortateli a farlo!
    E che il Governo trovi un altro sistema per combattere la mafia dei rifiuti!
    Ora basta, la campagna elettorale dell’ “Abbiamo risolto il problema rifiuti ” deve finire.

    Piccoli imprenditori italiani, colonna dell’economia nazionale! Vi prego, se ci siete battete un colpo!!!

     
  4. matteo, 28. gennaio 2010, 13:39

    il sistri, da parte mia è una pura forma di dittatura. E ki ne paga le conseguenze sono come al solito le microimprese. matteo

     
  5. Emanuele, 29. gennaio 2010, 15:41

    Lavoro in una piccola azienda di smaltimento rifiuti, e non sono affatto allarmato come voi dall’entrata in vigore di SISTRI, ho effettuato l’iscrizione online in 10 minuti, iscrivendo produttore, trasportatore, d15, d9, intermediario, l’operazione e semplicissima. i costi sono di circa 2300 € all’anno ma considerando che non dovrò più stampare formulari ne registri ne perdere mesi dietro al MUD l’effettivo peso economico si riduce. Inoltre la tracciabilità del rifiuto arriverà abbastanza efficacemente dal produttore fino al trattamento, evitando che i d15 facciano confusione. Questo è il principio di un processo di modernizzazione che non spaventa affatto chi lavora alla luce del sole, come tutti noi. Emanuele

     
  6. Paolo, 1. febbraio 2010, 13:19

    Bravo, ma voglio vederti quando arriverai con il tuo mezzo dai produttori, chi sarà iscritto e chi no, chi avrà la chiavetta o chi avrà delegato terzi, beh, tu hai fatto il tuo dovere correttamente…ma purtroppo il SISTRI non è solo l’iscrizione on-line….

     
  7. Gianfranco, 3. febbraio 2010, 10:52

    Ho trovato questa azienda che si occupa di software gestionali per i rifiuti, http://www.csgroup.it , non mi sembra che il sistri porti grandi problemi l’articolo che hanno messo è invece molto chiaro ed esauriente, dategli una letta.

     
  8. Andrea, 10. febbraio 2010, 9:31

    Caro Emanuele, come hai fatto a fare l’iscrizione in 10 minuti se il contenuto stesso dell’iscrizione è incerto? esempio: veicoli. Te hai inserito solo i veicoli a motore o anche i rimorchi? sul DM fa riferimento ai veicoli senza specificare senza o con motore, sulle sito SISTRI fa riferimento ai veicoli a motore. Piccolo particolare… che validità legale hai il sito per poter dare questa precisazione? piccolo particolare… il codice della strada include nei veicoli anche i rimorchi? e dunque? quello che si firma con l’iscrizione è un atto notorio perseguibile penalmente in caso di falso.

    Meditate gente…. meditate… questo DM è stato fatto con i PIEDI!!!!!!!

     
  9. Giancarlo, 24. febbraio 2010, 20:16

    Ho una ditta di autospurghi la quale ritiro i liquami da fosse settiche da abitazioni private(produttore) come mi devo comportare in tal caso.

     
  10. MARIO, 24. febbraio 2010, 22:56

    Cari colleghi sono un piccolo trasportatore di rifiuti per conto di terzi.
    A mio avviso tutto questo penalizza i soliti iscritti, autorizzati, dichiarati e onesti.
    Personalmente condivido il sistema informatizzato, ma come sempre il tutto viene studiato da personale che della realtà lavorativa in cui siamo costretti ad operare ne sà ben poco. E’ impensabile rispettare tempi di caricamento dati e organizzare trasporti quando il lavoro giornaliero comporta innumerevoli telefonate e problemi; figuriamoci quanto assurdo può essere il tutto nei brevi trasporti. Nel mio caso, ad esempio, si opera con container di piccole dimensioni (2,5 mc.) saltando da un cantiere all’altro (spesso gestiti da piccole imprese, artigiani e privati), figuratevi se è fattibile andare e venire dalla sede legale per caricare dati, rischiando magari che questi ultimi non coincidano con i rifiuti successivamente trovati nel container da scambiare. E a quel punto?
    Inevitabilmente tutto si inceppa!
    Rischiando di effettuare trasporti con dati errati, incompatibili con il carico, e l’inevitabile conseguenza di dover rientrare in sede legale per ricaricare la chiavetta ed in un secondo momento ritornare dal produttore per terminare il lavoro.

    Cosa volete che vi dica, mi sembra tutto così surreale…

     
  11. wanda, 4. marzo 2010, 18:01

    Scusate ma io che sono produttore di rifiuti, come faccio a fare il carico on-line 8 ore prima che venga ritirato se non sono in grado di pesarlo? il mio smaltitore attualmente pesa il rifiuto all’arrivo e mi comunica il peso calcolato a destinazione.
    Grazie.

     
  12. Marco, 9. marzo 2010, 12:06

    Salve a tutti, sono parrucchiere e con le lamette usate e batuffoli di cotone sporcati di sangue produco rifiuti pericolosi.
    Spendo circa 25,00 € all’anno per comprare lamette e cotone.
    Spendo 55,00 € + iva all’anno per pagare l’azienda che mi ritira i rifiuti pericolosi.
    Facevo il Mud e spendevo i 5,00 € di raccomandata, ora dovrei dovrei spendere 120,00 € (così mi è stato detto) per l’iscrizione al Sistri!!! alla faccia della riduzione dei costi!

    PS: ma nei 120,00 € è compreso anche il costo della chiavetta o ci sarà un costo aggiuntivo?

     
  13. EMILIANO, 10. marzo 2010, 0:40

    SE NON VOLETE FINIRE DI LAVORARE NON ISCRIVETEVI AL SISTRI

     
  14. NICOLA, 10. marzo 2010, 23:23

    INCREDIBILE!! SAPETE COS’E’ IL SISTRI ? IL SISTRI E’ L’ULTIMA INVENZIONE CHE I NOSTRI PARLAMENTARI HANNO TIRATO FUORI, A LORO DIRE, PER SMANTELLARE LE ECOMAFIE E PER FAR DIMINUIRE IL LAVORO NERO . DI NERO C’E’ SOLO IL FUTURO DELL’ITALIA SOSTENUTA DALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DESTINATE A SPARIRE PER NON POTER PIU’ FARSI CARICO DI NUOVE SPESE ASSURDE. COLPITI DA QUESTO DECRETO DISASTROSO SONO I PRODUTTORI E I TRASPORTATORI DI RIFIUTI SPECIALI PERICOLOSI (AUTOCARROZZERIE-ELETTRAUTI-GOMMISTI-AUTODEMILITORI-ELETTRICISTI-IDRAULICI-BARBIERI-PARRUCCHIERI-CENTRI DI ESTETICA-FALEGNAMERIE-AGRICOLTORI-INDUSTRIE-COLORIFICI-IMPRESE EDILI-ECC…….)
    IL SISTRI IL SISTEMA PIU’ COMPLESSO CHE ABBIANO POTUTO INVENTARE ANCHE DA QUANTO SI EVINCE DALLA NON DISPONIBILITA’ ALL’APPLICAZIONE DELLO STESSO DA PARTE DELLE ALTRE NAZIONI EUROPEE, E’ FRUTTO DI PERSONE CHE NON SANNO COSA SIGNIFICHI LAVORARE.
    UN SISTEMA CHE E’ POCO EFFICACE E MOLTO ONEROSO, CI FARA’ SBORSARE INGENTI SOMME DI DENARO PER ISCRIZIONE ,CONTRIBUTO ANNUO ,CONTRIBUTO PER OGNI MEZZO DI TRASPORTO, SOFTWARE E CHIAVETTE USB, SCATOLE NERE- ECC….NON SIAMO MAFIOSI MA LAVORATORI !!!!! LE CONTRADDIZIONI SU QUESTO DECRETO SONO MOLTE MA UNA APPARE BANALE E CRUCIALE: CHI VUOLE CONTINUARE A SMALTIRE ILLEGALMENTE I RIFIUTI POTRA’ CONTINUARE A FARLO PERCHE’ OVVIAMENTE ” NON SI ISCRIVERA AL SISTRI”
    DICIAMO NO AL SISTRI !!!1 TUTTI A LECCE IN PIAZZA MAZZINI SABATO 27 MARZO INIZIO MANIFESTAZIONE ORE 15:00 DATE LA VOSTRA ADESIONE CON UN
    ” SI CI SARO”

     
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    [...] Abbiamo già parlato del Sistri, un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti per prevenire e reprimere le frequenti illecità che si configurano nella gestione dei rifiuti, che ha avuto origine dalla entrata in vigore dell’art. 1, comma 1116, della legge 27 dicembre 2006, n.296 (legge Finanziaria 2007). Il dm 17 dicembre 2009 ha riunito in un provvedimento legislativo i precedenti legislativi in materia, al fine di permettere l’informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali (sia pericolosi che non pericolosi) ed anche dei rifiuti urbani per la Regione Campania (infatti, per la sola Regione Campania, al sistema Sistri saranno iscritti anche i Comuni che effettuano la raccolta dei rifiuti urbani). LE INTEGRAZIONI AL DECRETO Ora sono state pubblicate in Gazzetta le modifiche ed integrazioni al decreto imponendo ulteriori obblighi, quali ad esempio l’estensione della videosorveglianza agli impianti di incenerimento e l’obbligo di iscrizione al Sistema per le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti indipendentemente dal numero dei dipendenti. Impone inoltre la dotazione di dispositivi di sicurezza alle imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti e chiarisce le modalità di pagamento dei contributi e i termini per la comunicazione al Sistri dei dati di movimentazione dei rifiuti. Definisce inoltre disposizioni particolari per alcune tipologie speciali quali quelli prodotti dall’attivita’ del personale sanitario delle strutture pubbliche e private, o prodotti presso gli ambulatori decentrati dell’azienda sanitaria di riferimento. Secondo le nuove disposizioni inoltre gli impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani devono adempiere alla tenuta del registro di carico e scarico e all’obbligo di comunicazione annuale. Tags: iniziative riciclo rifiuti, riciclo materiali pericolosi, riciclo rifiuti PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ [...]

     
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    [...] Abbiamo già parlato del Sistri, un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti per prevenire e reprimere le frequenti illecità che si configurano nella gestione dei rifiuti, che ha avuto origine dalla entrata in vigore dell’art. 1, comma 1116, della legge 27 dicembre 2006, n.296 (legge Finanziaria 2007). Il dm 17 dicembre 2009 ha riunito in un provvedimento legislativo i precedenti legislativi in materia, al fine di permettere l’informatizzazione della tracciabilità dei rifiuti speciali (sia pericolosi che non pericolosi) ed anche dei rifiuti urbani per la Regione Campania (infatti, per la sola Regione Campania, al sistema Sistri saranno iscritti anche i Comuni che effettuano la raccolta dei rifiuti urbani). LE INTEGRAZIONI AL DECRETO Ora sono state pubblicate in Gazzetta le modifiche ed integrazioni al decreto imponendo ulteriori obblighi, quali ad esempio l’estensione della videosorveglianza agli impianti di incenerimento e l’obbligo di iscrizione al Sistema per le imprese e gli enti che effettuano operazioni di recupero e di smaltimento di rifiuti indipendentemente dal numero dei dipendenti. Impone inoltre la dotazione di dispositivi di sicurezza alle imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti e chiarisce le modalità di pagamento dei contributi e i termini per la comunicazione al Sistri dei dati di movimentazione dei rifiuti. Definisce inoltre disposizioni particolari per alcune tipologie speciali quali quelli prodotti dall’attivita’ del personale sanitario delle strutture pubbliche e private, o prodotti presso gli ambulatori decentrati dell’azienda sanitaria di riferimento. Secondo le nuove disposizioni inoltre gli impianti di recupero e di smaltimento dei rifiuti urbani devono adempiere alla tenuta del registro di carico e scarico e all’obbligo di comunicazione annuale. Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale Blog, Notizie Tags: rifiuti ARTICOLI A TEMA [...]

     
  17. stefano, 15. marzo 2010, 18:45

    il sistri è la più grande stupidaggine degna del ns ministero e ministro dell’ambiente….ma scusate:anche se si volesse essere tutti (e purtroppo non lo siamo) onesti e ottemperanti delle leggi, secondo voi il sistri impedisce lo smaltimento abusivo di tutti i rifiuti pericolosi? esempio: 100 pneumatici….un produttore potrebbe scaricarne 20 con il sistri e i restanti darli a chiunque.
    E comunque la cosa che da più fastidio per le imprese già in difficoltà, è questa iscrizione obbligatoria….vorrei vedere che nessuno si iscrivesse, quante pratiche di contestazione dovrebbero gestire???
    Ultima considerazione:se sanno già tutto delle nostre aziende, perchè non dotarci solamente dei dispositivi elettronici e risparmiarci ulteriori seccature legate all’iscrizione al sistema sistri.

     
  18. Marta, 16. marzo 2010, 22:58

    Ho una piccola azienda di trasporto e a volte preferiamo
    cambiuarci l’olio ai veicoli in azienda, ho sempre smaltito corretamente i rifiuti
    e inviato il Mud adesso ci ritroviamo con un aggravio di costi
    mentre chi fa il furbo continuerà a farlo

     
  19. luciano, 17. marzo 2010, 0:19

    Ma! a me pare che la lingua batta dove il dente duole. Il Sistri non è ancora attivo (e quindi nessuno lo ha usato) e già si lamentano così tante persone? La cosa è un po’ sospetta.

     
  20. dani, 25. marzo 2010, 21:26

    Faccio la parrucchiera da 45 anni ma questa volta siamo arrivati alla follia vera e propria!!!! con questa legge si mettono in ginocchio migliaia di parrucchieri. per smaltire 20 lamette e un centinaio di tubi di tintura vuoti all’anno bisogna spendere più di 500 euro. Perchè la legge colpisce solo gli artigiani? I milioni di lamette usate dei comunissimi rasoi e tubetti di tinture fatte in casa dai normali cittadini che ogni giorno vengono buttati nelle immondizie dalle famiglie italiane forse non inquinano se inquinano? I parrucchieri consumano forse l’1% del fabbisogno nazionale di lamette ed il 10% delle tinte il rimanente 90% sono in vendita nei supermercati e profumerie. Chi ha partorito e appoggiato una simile idea è meglio che si faccia vedere perchè sicuramente le rotelline non sono al posto giusto. FATE I SERI E NON I BURATTINAI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

     
  21. g.s.t., 26. marzo 2010, 16:41

    con questo sistema saro costretto a chiudere perche a una certa eta quasi da
    pensione saro costretto a chiudere anche perche una grande azienda di
    patatine dopo 30 anni di lavoro mi a dato il benservito senza sapere il perche

     
  22.  

    [...] servizio. Non è poi da escludere la possibilità nell’immediato futuro di integrarsi con il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti Sistri messo a punto dal Ministero dell’Ambiente. Tags: inquinamento terra, raccolta differenziata, [...]

     
  23. Jasty, 20. aprile 2010, 16:51

    Salve ragazzi ho una s.r.l. ed è titolare di un ambulatorio odontoiatrico io non riesco a capire chi fa le leggi ?? vi spiego questo mio dubbio, uno studio dentistico deve avere l’obbligo del contratto dei rifiuti speciali ( e sono d’accordo ) ma essendo un professionista il titolare non è obbligato a tenere il registro carico /scarico e tanto meno a fare il mud
    ora io dico che differenza c’è tra un professionista che ha le stesse attrezzature e produce rifiuti come quelle di una s.r.l. o ditta individuale che gestisce uno studio dentistico?? queste sono le cose strane delle leggi, per non parlare delle persone che purtroppo devono farsi delle insuline punture e altro a domicilio le loro belle siringhe vengono buttate nei rifiuti normali con il rischio come capita ed capitato ad un mio amico (operatore ecologico) di prendere un sacchetto e pungersi con una siringa, oppure io ho il contratto per lo smaltimento dei toner (consumo uno ogni due anni circa) mentre che ha le stampanti a casa non fa altro che gettarle nei cassonetti (tranne quelli responsabili) E’ QUESTO CHE NON CAPISCO. Ecco perchè il SISTRI è una presa per il c……..non fa altro che aggravare chi non ha la possibilità di saper gestire un pc ecc. L’Italia sta diventando un paese complicato, dove più cose complesse si devono affrontare è più facile fare i FURBI. che dire ???????????????

     
  24. Luigi, 22. aprile 2010, 23:42

    Per i colleghi parrucchieri, voglio comunicarvi che ‘per quanto ci riguarda,NON SIAMO OBBLIGATI A FARE L’ISCRIZIONE AL SISTRI!!!!!! collegatevi al sito del sistri e vedete: i soggetti destinatarie categoriedi iscrizione.
    Per favore diffondete la notizia!!! salvaguardiamoci i nostri interessi!

     
  25. volante rossa (Trackback), 27. aprile 2010, 1:09
     

    SISTRI nuova ecotruffa ?…

    Sistri: le falle del nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti 18. gennaio 2010, Il Sistri è ““. Claudio Rispoli, chimico ed esperto di gestione rifiuti, opera da 23 anni nel settore (in particolare in quello dei rifiuti p…

     
  26. Stradivari, 13. maggio 2010, 12:13

    Butta un sasso nello stagno…onde
    Butta il sasso in un pozzo…tonfo
    Butta il sasso in pozzanghera…schizzi

     
  27. Francesco, 29. maggio 2010, 19:17

    La tracciabilita’ dovrebbero darla ai nostri politici, cosi’ tra cricche, escort e giullari di regime vediamo dove vanno, e, poi dopotutto anche loro sono rifiuti pericolosi, dannosi per l’ambiente nel quale viviamo

     
  28. Ilaria, 16. giugno 2010, 12:37

    Sono l’unica impiegata di una piccola ditta di trasporti in conto terzi, avrei bisogno di un semplice chiarimento…………..i miei compiti sono in ditta sono : registrare i formulari, stampare i registri e il MUD, precisamente tutte quelle operazioni che con l’arrivo del SISTRI verranno eliminate!!!!!!!!, con questo cosa vuol dire che perderò il lavoro perchè non ho più niente da fare????????? Vorrei ringraziare chi ha inventato questo fantastico sistema, chiedendogli chi continuerà a mantenere la mia famiglia e quella di tantissima altra gente che rimarrà disoccupata??????????
    Con la crisi del giorno d’oggi e la carenza di posti di lavoro è fantastico sapere che si rischia di perdere uno dei pochi posti di lavoro sicuri !!!!!

     

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