“Quanto pesa il fattore A di ambiente nelle politiche dei futuri governatori regionali?“. Lo chiede il Wwf Italia che da settimana scorsa, in tutte le sezioni regionali è al lavoro per presentare, ai candidati governatori delle 13 regioni che vanno al voto, le proprie proposte sulle emergenze ambientali e sul ruolo che le Regioni possono svolgere per fare in modo che nella nuova legislatura ci siano segnali chiari di un impegno concreto in difesa dell’ambiente, del paesaggio, del territorio.
UN DECALOGO DELL’AMBIENTE
Dalle richieste specifiche emerge, infatti, un ”Decalogo dell’Ambiente” con temi comuni a tutto il territorio e una ”Mappa delle emergenze ambientali” di ciascuna regione come il recupero di cave, l’istituzione di parchi, interventi strutturali per il trasporto, la revisione di opere a forte impatto ambientale, piani di azione per la biodiversità, permessi di estrazione petrolifera, normative specifiche sulla tutela delle coste, impianti di recupero rifiuti, e simili.
Un numero verde per denunciare anonimamente i reati ambientali. E’ il nuovo servizio della Provincia di Vibo Valentia, presentato dal presidente Francesco De Nisi insieme all’assessore provinciale all’Ambiente Martino Porcelli, al prefetto Luisa Latella e all’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco. L’iniziativa scaturisce da un protocollo d’intesa siglato nel 2008 dai soggetti istituzionali che compongono l’Osservatorio permanente sull’Ambiente, composto tra gli altri dai Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato, Capitaneria di Porto, Ato, Arpacal e Regione Calabria.
Il fiume Lambro sarà off limits per i lombardi. E’ vietato ogni utilizzo delle acque avvelenate da milioni di litri di gasolio. Niente pesca, ovviamente, ma è proibito anche usare l’acqua per innaffiare gli orti. Persino le rogge e i fontanili nelle vicinanze sono banditi, perché potrebbero pescare acqua dal fiume inquinato. Sono gli avvertimenti contenuti in una comunicazione dell’Asl Milano 2, inviata a tutti i sindaci dei Comuni che fanno parte del distretto sanitario e che si trovano nei dintorni del Lambro.
Sono scese in campo in questo fine settimana le guardie ecologiche della Regione Lombardia per iniziare da subito la ripulitura delle sponde del Lambro e del Po invase dallo sversamento degli idrocarburi dalla raffineria di Villasanta (MB). Il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, dopo aver ribadito che “siamo in presenza di un atto criminale che esige la massima rapidità degli organi inquirenti e la più severa applicazione delle pene, che ci sono“, ha confermato l’impegno a “rendere il Lambro perfettamente limpido e trasparente come ai tempi dei nostri avi, perfettamente balneabile e perfettamente adatto alla vita delle varie specie di pesci“. Formigoni ha anche indicato il termine ultimo: il 2015, anno di Expo.
”L’onda nera ormai si sta spalmando lungo il Po. I danni sono già elevatissimi e rischiano di aggravarsi quando il petrolio raggiungerà il Delta”. Ad affermarlo è Legambiente in un comunicato. Questa emergenza, sottolinea l’associazione ambientalista, ”è stata gestita con incredibili ritardi sia da parte del Governo che delle tre regioni coinvolte con sottovalutazioni e insufficienza di persone e mezzi. Manca soprattutto una cabina di regia unitaria ed efficace”.
Una pastiglia di carbone attivo da somministrare subito agli animali per far loro smaltire la tossicità degli idrocarburi, una confezione di olio di vasellina per pulire le zone glabre come zampe, becco, occhi e orecchie, garze e un paio di guanti di lattice. E’ il contenuto del kit di pulizia e di primo soccorso dei volatili che la Lipu di Reggio Emilia sta distribuendo da settimana scorsa ai centri di coordinamento degli operatori che sono a lavoro per fronteggiare l’emergenza inquinamento del Po, dopo l’arrivo dell’onda nera proveniente dal Lambro.
Ecco una ricetta antica ripescata dalla tradizione povera dei nostri nonni: il pane giallo è una squisitezza semplice da preparare e dal sapore di altri tempi che non mancherà di stupire tutta la famiglia. Ecco come prepararlo.
Torniamo con qualche puntata del nostro alfabeto ecologico, proseguendo sull’argomento dell’Acqua. In un anno cruciale per questa risorsa così preziosa, vediamo che cosa sono il ciclo dell’acqua, il fabbisogno di acqua e l’acqua pesante.
La raccolta differenziata sta ormai entrando nelle abitudini degli italiani, ma restano ancora molti dubbi su ciò che invece non può essere separato. Vediamo di fare chiarezza… Gli oggetti composti da più materiali o sporchi sono destinati all’incenerimento per la produzione di energia o alla discarica: si tratta di materiali che vanno a comporre il sacco dell’indiffereziato, ovvero a tutto ciò che non può essere riciclato. Ecco allora un elenco di tutti quei materiali che non rientrano nella suddivisione per il riciclo dei nostri rifiuti.
Il Nord pensa al blocco totale del traffico per un giorno per far fronte all’inquinamento, ma all’orizzonte si affacciamo proposte ben più radicali. Che, a sorpresa, trovano un largo consenso nei cittadini. Il 60% degli italiani dice “sì” al divieto di circolazione delle auto nelle ore di punta. E’ la provocazione, lanciata dall’Osservatorio ‘Audimob’, ma i risultati sono sorprendenti: se in Italia venisse proposto un referendum per il divieto di circolazione delle auto nelle ore di punta allo scopo di favorire il trasporto pubblico, la vittoria dei ‘sì’ sarebbe certa, almeno considerando le intenzioni di voto. Infatti, ben il 59% delle persone a cui è stato posto il quesito si è dichiarato favorevole.