Abbiamo ricevuto da un lettore una segnalazione per una petizione contro il nucleare in Italia. Siamo felici di diffondere l’iniziativa, riportando qui di seguito il testo della petizione. Per sottoscriverla, potete visitare l’apposita pagina web a questo indirizzo: http://www.firmiamo.it/no-nucleare-in-italia-.
LA PETIZIONE
L’Italia ha una potenza elettrica installata di ormai quasi 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 55.000 megawatt. Le recenti dichiarazioni di autosufficienza energetica dei Presidenti di alcune regioni italiane valgono anche per il resto del Paese. Non abbiamo dunque bisogno di nuova energia ma di energia rinnovabile in sostituzione di quella fossile.
Ufficialmente aperto l’invito per la presentazione di proposte all’interno del progetto Life+ del 2010. I finanziamenti ammontano a 243 milioni di euro per il 2010. E la scadenza per la presentazione delle proposte è stata fissata all’ 1 settembre. Lo strumento finanziario per l’ambiente Life+ e’ stato istituito dal regolamento 614/2007, che ha abrogato il precedente regolamento (Ce) n. 1655/2000 riguardante lo strumento finanziario per l’ambiente (Life).
Il vulcano islandese Eyjafyallayokull, le cui ceneri hanno messo a terra nelle settimane passate il traffico aereo di tutta Europa, non è più in eruzione. Lo ha dichiarato un esperto islandese, che si è detto tuttavia non in grado di dire se l’attività vulcanica sia completamente cessata. “Ciò che posso confermare è che l’attività del cratere è cessata. Non c’é più magma che sale“, ha dichiarato il geofisico Magnus Gudmundsson dell’ Università dell’Islanda.
Cresce in Louisiana la rabbia dell’America nei confronti della British Petroleum per i danni provocati dall’ incidente alla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon. Il ministro dell’Interno Usa, Ken Salazar, ha detto di essere “molto arrabbiato e molto frustrato” con il gruppo petrolifero inglese perché “di scadenza mancata in scadenza mancata continua a non onorare le promesse fatte“. Oggi i tecnici BP hanno ribadito che entro martedì, “mercoledì al massimo“, procederanno con un nuovo tentativo di chiudere la falla della piattaforma. Intanto sulla vicenda è intervenuto anche l’Iran, offrendo aiuto. Il responsabile della società statale che opera nel campo delle trivellazioni, Mehran Alinejad, ha dichiarato all’agenzia Irna che – rispetto a quelle avvenute in Iran – l’emergenza in corso nel Golfo del Messico è “poca cosa” e che l’Iran ha avuto modo di affrontare fughe di petrolio ben peggiori. In particolare – ha detto – negli Anni Ottanta, per arginare il petrolio che sgorgava da pozzi bombardati nel corso della guerra con l’Iraq. “I tecnici iraniani vantano ottimi risultati nelle operazioni condotte per contenere fughe di petrolio ben maggiori rispetto a quella del Golfo del Messico“, ha detto.