Auto ibride, convengono davvero?

di Roberto Staiano 486 views0

Il mercato delle automobili cosiddette green, in particolar modo quello delle macchine ibride, sta vivendo una fase particolarmente felice. Gli automobilisti scelgono questa tecnologie spinti da offerte ed ecoincentivi statali, ma non solo. Le auto di questo tipo sono particolarmente efficienti, rispettose dell’ambiente e finalmente accessibili a un pubblico ampio.

auto ibride

I vantaggi per chi si siede al posto guida sono di carattere economico, ma anche pratico per alcuni aspetti. Rispetto a modelli tradizionali, le ibride offrono consumi di carburante inferiori in determinate condizioni di utilizzo e a parità di potenza massima. Per capire se e quando conviene guidare l’ibrido, occorre illustrare il loro principio di funzionamento.

Come funziona l’ibrido?

L’auto viene definita ibrida quando è dotata di un motore a combustione e una o più unità elettriche. Per semplificare, parleremo dell’architettura con un solo propulsore di questo tipo. La parte elettrica può sostituire il motore a scoppio o lavorare di concerto con quest’ultimo per diminuire i consumi o per fornire maggiori prestazioni. La riserva energetica necessaria alla trazione elettrica viene immagazzinata nelle batterie.

Fin qui, l’architettura di ibride e plug in è identica, così come il principio di funzionamento. Nella marcia a velocità moderata, l’auto sfrutta quanto più possibile il solo propulsore elettrico. In queste condizioni, una ibrida tradizionale può percorrere pochi chilometri.

Le plug in hybrid vantano maggiore autonomia, con percorrenze che possono arrivare anche a oltre 70 km, perché hanno una batteria più capiente e possono essere ricaricate anche tramite colonnina. Questa è la differenza tecnica sostanziale tra le due filosofie costruttive.

Le plug in possono essere ricaricate a casa o nelle stazioni pubbliche, le ibride tradizionali no. Entrambe le tipologie sfruttano la frenata rigenerativa per ricaricare le batterie durante la marcia.

Sul fronte prestazioni troviamo nel primo caso motori più performanti e batterie più capienti che permettono maggiore autonomia in elettrico. Nella guida, le plug-in hybrid offrono accelerazioni più brillanti e permettono di coprire distanze superiori senza far uso del motore termico. In entrambi i casi, una volta esaurita l’autonomia elettrica si può viaggiare tranquillamente usando il propulsore a combustione.

Quando conviene?

Entrambe le declinazioni di ibrido sono convenienti nel traffico cittadino, o se si percorrono strade ricche di curve e saliscendi. Il motivo è strettamente legato all’architettura della power unit e al suo principio di funzionamento.

Le auto ibride recuperano parte dell’energia spesa in frenata per ricaricare le batterie. Ciò significa che un viaggio in autostrada permetterà al motore elettrico di lavorare per un numero limitato di chilometri, perché il percorso non prevede continue frenate e decelerazioni.

Viceversa, affrontare il traffico cittadino così come una strada extraurbana fatta di salite e discese, comporterà un alternarsi di accelerazioni e frenate. In queste condizioni, l’efficienza del veicolo è massima: il motore elettrico entrerà spesso in supporto di quello termico, soprattutto quando c’è bisogno di tanta coppia per riprendere velocità rapidamente.

È risaputo che i propulsori endotermici consumano molto carburante nei transitori, mentre tendono a essere più parsimoniosi in condizioni di carico costante. Quando viene richiesto di passare da basse ad alte velocità, nelle partenze da fermo, in salita o comunque finché l’andatura non si stabilizza su un numero di giri costante, il consumo di carburante è massimo.

In queste situazioni entra in gioco il motore elettrico, aiutando il termico nella ripresa e minimizzando di conseguenza i consumi. Ibride e ibride plug-in offrono il massimo dell’efficienza in queste condizioni di utilizzo, con le seconde che vantano maggiore autonomia e una spinta superiore.

L’acquisto di un’auto del genere, in conclusione, conviene quando sia fanno molti km in città o nelle statali ricche di curve, così come su strade di montagna. Al contrario, se si utilizza l’auto principalmente in autostrada, questa tecnologia non è foriera di vantaggi significativi.

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