Il riclaggio dei vestiti usati, nuova frontiera

di Roberto Staiano 165 views0

Come abbiamo già detto in altre occasioni, l’industria tessile è tra le principali responsabili dell’inquinamento ambientale. Il numero di sversamenti illeciti legati agli scarti della lavorazione, pellame soprattutto, è alle stelle. Aggiungeteci che spessissimo per sbarazzarsene vengono anche incendiati, ecco che il danno ambientale diventa doppio. Esiste dunque una soluzione per rimediare a questa pratica abominevole? Certo! Guardate questo video per scoprirla.

Il processo è stato sviluppato grazie a Loop: una fusione tra L’Hong Kong Research Institute of Textiles and Apparel (HKRITA) e la fondazione H&M. Le promesse sono notevoli e puntano a debellare finalmente questo fenomeno. Un punto ulteriore a favore? Non c’è spreco d’acqua. Il processo è suddiviso in otto passaggi e punta alla risanificazione dell’abbigliamento e la rimessa in commercio come prodotto totalmente nuovo.

Il primo passaggio riguarda proprio la sanificazione in una camera ad ozono che rimuove tutti i microrganismi dai vestiti. I vestiti vengono poi tagliati per passare sotto ad un rullo che li schiaccia e li riduce in pezzetti. Le fibre ottenute da questa lavorazione vengono poi suddivise in base al colore ed il materiale, riducendo ulteriormente la quantità di agenti esterni grazie ad un altro processo. Un altro rullo poi le orienta nella stessa direzione trasformandolo in “fiber web” un tappeto di fibra pura rinnovato. Questo tappeto viene poi trasformato in strisce che vengono poi attorcigliate insieme per dare resistenza. Successivamente vanno a finire in un rotore che le riduce ad un singolo filo di cotone resistente. Per migliorare ulteriormente la resistenza due dei gomitoli formati col filo vengono uniti ulteriormente, in una macchina chiamata twister. Infine poi si passa alla realizzazione finale del capo attraverso la cucitrice.

Pensate che tutto questo sistema può essere contenuto all’interno di un “container” che può essere installato anche all’interno dei centri commerciali, totalmente autosufficiente e senza emissione di rumori. Un passo avanti notevole che si spera adopereranno ben presto tutti per eliminare l’enorme spreco ed inquinamento che gira attorno al settore dell’abbigliamento. Sviluppato per la prima volta nel 2018 ad Hong Kong, questo sistema, grazie ai cointainer può essere spedito facilmente in tutto il mondo, tocca solo prenderne atto. Che aspettiamo?

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