Poche stelle cadenti, colpa dell’inquinamento luminoso

di Maris Matteucci 215 views0

Si vedono sempre meno stelle cadenti e la colpa è dell’inquinamento luminoso, fenomeno largamente diffuso in Italia. E’ quanto emerge da uno studio condotto da ISTIL (Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Inquinamento Luminos) e che comprende anche il National Park Service USA, il NOAA e l’Università del Colorado, secondo cui l’Italia è il Paese del G20 che registra più alti livelli di questo fenomeno.

E così ecco che anche le stelle cadenti, sempre attese nella notte di San Lorenzo ma anche nelle successive (11 e 12 agosto, per esempio) si vedono con sempre meno frequenza. E allora cosa fare? UPI Green (Dipartimento di Ecologia e Green Economy dell’Università Popolare UPI) lancia la campagna Riaccendiamo le stelle, spegniamo gli sprechi energetici e invita a riflettere sulla importanza di un minor inquinamento luminoso per riscoprire le bellezze della natura.

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Anche perché secondo UPI quella realtiva all’inquinamento luminoso è una questione che non riguarda più solo le grandi città (che da sempre sono state più illuminate) ma anche i piccoli paesi. E per colpa di questo trend, oggi 8 italiani su 10 non sono più in grado di vedere un cielo stellato.

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E’ ovvio che non si tratti solo di un problema relativo alle stelle cadenti. L’inquinamento luminoso provoca tutta una serie di altre conseguenze negative sull’ambiente, con gli sprechi energetici in primo piano. Conseguenze che sono care a UPI ma che, in realtà, dovrebbero rappresentare un momento di riflessione per tutti in un mondo che va sempre più a rotoli.

Foto | Thinkstock

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