Troppi sbalzi termici, agricoltura a forte rischio

di Maris Matteucci 83 views0

I cambiamenti climatici sono stati largamenti discussi nella conferenza di Parigi che si è da poco conclusa. Ma quello degli sbalzi termici e delle stagioni ormai imprevedibili è un problema che affligge in prima linea anche l’Italia. Da qualche tempo ormai si assiste a estati molto piovose seguite da inverni particolarmente miti, con temperature di molto sopra la media. Ma capita poi che, nel giro di pochissimi giorni, si passi da 12-13 gradi (inusuali per il mese di gennaio) allo zero.

Tanti i danni causati dagli sbalzi termici sull’agricoltura e sui raccolti, quelli che più ne risentono. E dunque ecco che la questione dei cambiamenti climatici è più che mai da affrontare con serietà e dedizione, per cercare di trovare una soluzione che possa essere utile a limitare i danni di una situazione che invece si fa sempre più minacciosa e destinata ad aggravarsi con il passare del tempo. L’inquinamento ambientale incide in grandissima parte sui cambiamenti legati al clima. I danni registrati fino ad ora in Italia a causa della siccità o dello sbalzo termico hanno causato costi di 650 milioni di euro e ben 2,9 miliardi di danni agricoli. Cifre assolutamente da non sottovalutare e capaci di mettere in ginocchio un settore, quello dell’agricoltura, che ancorsa riveste nel Belpaese un ruolo cenrale nonostante la crisi continua che di certo non facilita la situazione.

Negli ultimi otto anni, dal 2007 al 2015, si sono registrati tagli delle rese fino all’80%. Questo perché gli alberi da frutto sbocciano nettamente in anticopo, causa inverno mite, ma le gelate improvvise di marzo (evento molto comune negli ultimi anni) rovinano i raccolti e gelano le gemme.

Foto | Thinkstock

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