Il Buthan rinuncia al progresso e dona le sue foreste al mondo

di Maris Matteucci Commenta

I cambiamenti climatici sono argomento all’ordine del giorno ed è di questo che si sta discutendo a Parigi, nella Conferenza che ha chiamato a raccolta tutte le maggiori forze mondiali, unite per decretare le basi di quella che dovrà essere la guerra all’inquinamento che sta mettendo in ginocchio il mondo e disegnando scenari poco felici per il futuro. E dal Bhutan, piccolo paese sperduto tra il Tibet e l’India, arriva un esempio straordinariamente bello.

foresta

Per la lotta ai cambiamenti climatici che tanto tengono in apprensione il Pianeta – e che per gran parte sono determinati proprio da quelle stesse potenze che si stanno sedendo al tavolo della Conferenza di Parigi – il Bhutan ha deciso di impegnarsi in modo concreto garantendo che si impegnerà a mantenere per sempre coperto di foreste almeno il 60% della superficie nazionale: il resto sono rocce, ghiacciai e campagne. Un paradiso naturale destinato a rimanere tale e la cosa non stupisce se si va un po’ a approfondire le tradizioni del regno himalayano dove non conta tanto il progesso quanto quella che gli stessi abitanti definiscono l’indice di “Felicità Interna Lorda”.

Si vive in mezzo alla Natura, in un ambiente totalmente a misura di uomo: in Bhutan l’allarme deforestazione di certo non esiste, perché gran parte della superficie di questo piccolo Stato è ricoperta di verde. E gli emissari del re alla Conferenza di Parigi hanno annunciato che il Bhutan si impegnerà a continuare su questa lunghezza d’onda per combattare l’inquinamento e i cambiamenti climatici da esso causati.

Foto | Thinkstock

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