Il petrolio sta finendo? In Italia non è abbastanza sfruttato

di Elide 162 views0

Da anni non si fa altro che parlare di allarme petrolio: sta finendo? C’è chi dice sì e chi dice l’esatto opposto, ma a quanto pare non è ancora tempo di allarmarsi.

Secondo un recente studio, nel sottosuolo del nostro Pianeta ci sono ancora miliardi di barili di petrolio che possono essere estratti anche se non c’è molto da gioire, perché proprio il petrolio è la causa di molti dei mali del nostro tempo. Tra i danni principali ci sono quelli dovuti alle perforazioni e quindi lo sfruttamento di territori che fino ad ora sono riusciti a rimanere intatti e non distrutti dall’uomo.

Si parla di esaurimento del petrolio ormai dal 1956, da quando il geologo King Hubbert nel prevedere un picco di produzione del greggio, aveva anche pronosticato la fine imminente delle risorse petrolifere. Siamo nel 2013, la scienza ha compiuto enormi passi avanti, assicurando anche delle tecniche efficaci per l’estrazione del petrolio e gli esperti ci dicono che da trivellare ancora ce n’è, nel sottosuolo si contano almeno duemila miliardi di barili di greggio!

Ma vi siete mai chiesti quanto petrolio ci sia in Italia? Di certo il nostro Paese non rientra tra i massimi produttori, ma anche noi abbiamo un piccolo record, grazie alla Basilicata: si tratta infatti del più grande giacimento su terraferma che ci sia in Europa, ma sembra che non sia pienamente sfruttato.

L’Italia dal proprio territorio trae solamente il 7% del petrolio che utilizza effettivamente. Gli studiosi hanno contato che nel sottosuolo lucano sono presenti almeno 1,4 miliardi di barili, il ché significa che potrebbero rendere l’Italia autosufficiente per ben tre anni. Ma parlare ancora oggi di trivellazioni e ricerca del petrolio non suona molto bene, visto che sono stati compiuti grandi passi in avanti anche nell’ambito delle energie alternative o, quantomeno, sono stati resi meno gravi gli effetti della ricerca e della produzione del petrolio stesso, una risorsa che frutta molto a livello economico e che se dovesse esaurirsi nell’arco di poco tempo, darebbe vita ad una crisi irreversibile.

Photo credits | Thinkstock

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