I delfini hanno una memoria simile a quella dell’uomo

di Elide 188 views0

Una memoria paragonabile a quella dell’uomo e sicuramente quella più sviluppata del regno animale: i delfini continuano a regalare sorprese agli studiosi. Pensate un po’, riescono a ricordare i fischi dei compagni anche a 20 anni di distanza.

Fino ad oggi è stato l’elefante l’animale più celebre per la sua memoria: i pachidermi hanno una sensibilità incredibile, riescono a riconoscersi tra loro a distanza di decenni e inoltre riescono a mantenere un legame, non solo con i loro simili, anche a distanza, al punto da avvertire se un membro del branco è morto, fino a raggiungerlo, vivendo il lutto come rituale di aggregrazione (ricordate le immagini struggenti del cucciolo di elefante davanti al cadavere della madre?). Ma i delfini non sono da meno, tempo fa aveva fatto il giro del mondo il video di una mamma delfino che non voleva abbandonare il suo cucciolo morto.

Una ricerca adesso dimostra che i delfini sono dotati di grande memoria, paragonabile a quella dell’uomo, senza pari tra gli altri animali. A condurre la ricerca è stato Jason Bruck dell’Università di Chicago: ha catalogato la provenienza di decine i delfini che vivono in acquari diversi, scoprendo che 53 di questi per qualche periodo avevano convissuto nello stesso allevamento. La scoperta più grande è stata però vedere che anche a distanza di tempo, un delfino riusciva a riconoscere il fischio del vecchio compagno. Bruck, infatti, ha registrato il fischio di un delfino per farlo ascoltare all’altro, che aveva vissuto con lui tempo prima, scoprendo che reagiva al fischio del delfino conosciuto in maniera diversa rispetto ad uno che non aveva mai incontrato.

Per i delfini il fischio è sostanzialmente una sorta di impronta digitale, un segno di riconoscimento inconfondibile che rimane invariato fino alla vecchiaia e che questi mammiferi riescono a ricordare anche a distanza di decenni. Un’altra particolarità è che i delfini riescono ad imitare il fischio di altri compagni a cui sono legati per attirare la loro attenzione e quindi per riuscire a parlare ad uno di loro in modo specifico.

Si aprono nuove porte per la scienza, gli studiosi adesso si concentreranno sulla memoria sociale di questi mammiferi, già paragonata a quella degli elefanti, ma molto simile anche a quella degli scimpanzè ed infine a quella dell’uomo.

Photo Credits | Thinkstock

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