Moda tossica, 4 modelli di scarpe Bata ritirate dal commercio

di matteo carriero 96 views1

Torniamo a parlare di moda tossica poiché 4 modelli di scarpe della nota azienda Bata sono state ritirate dal commercio per decisione della stessa azienda. La tossicità dei modelli ritirati è legata alle eccessive concentrazioni di cromo esavalente.

Greenpeace punta i riflettori sulla moda tossica e molte case produttrici, colpite, si trovano di fronte a scelte prima non immaginabili. Grande merito per la scoperta di oggi va tuttavia alla Human Right Watch, che come Greenpeace spinge a una maggiore trasparenza nel settore, a una maggiore sostenibilità dei processi produttivi e a maggiori controlli per evitare, per l’appunto, fenomeni di moda tossica. La notizia del giorno è il ritiro di 4 modelli di scarpe Bata, ritenuti tossici sulla base delle concentrazioni di cromo esavalente (sostanza utilizzata per il concio delle pelli).

Bisogna riconoscere a Bata il coraggio di aver optato per il ritiro dei modelli: un gesto cui non era costretta. Infatti i limiti stabiliti dall’UE sono piuttosto blandi. 10 milligrammi di cromo esavalente per kg è il limite per le calzature professionali, ma per le altre tale soglia permane solo per chi vuole fregiarsi del marchio Ecolabel. La diretta conseguenza di queste norme alquanto vaghe e poco severe, è chiaro nel caso delle scarpe tossiche Bata: il ritiro dei prodotti pericolosi è dovuto a una decisione puramente volontaria da parte dell’azienda.

Il problema con il cromo esavalente (sostanza cancerogena) si collega al contatto prolungato della pelle con cui è stata realizzata la calzatura e il sudore del piede di colui o colei che la indossa. Non c’è alcun dubbio: la moda tossica è un problema e ormai lo sappiamo tutti. Giusto alcuni giorni fa l’azienda italiana Il Gufo ha dovuto ritirare dei capi con inserti in pelliccia per bambini in quanto pericolosi per la salute degli stessi. Occorrono non solo maggiori controlli sulla moda, ma anche leggi più severe.

Photo Credits | sheilaellen su Flickr

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