L’aeroporto di Torino certificato come straordinariamente green

di matteo carriero 29 views0

L‘aeroporto di Torino si è guadagnato la certificazione ISO 50001 per il suo ottimo sistema di gestione dell’energia. Solo nel 2012 il taglio nei consumi energetici con relativo calo delle emissioni inquinanti è stato del 10% e per il 2013 già pianificato un ulteriore risparmio del 7%.

L’aeroporto di Torino si fa notare a livello globale per la sua eccezionale politica di risparmio energetico, green ed economicamente vantaggiosa. Con la certificazione ISO 50001 l’aeroporto può vantare un sistema di gestione dell’energia all’avanguardia che permette riduzione di consumi energetici e riduzione di emissioni inquinanti. L’Energy Manager della Sagat, la società che gestisce l’aeroporto internazionale di Torino, ha spiegato:

Nel sistema di gestione delle risorse che abbiamo adottato c’è una doppia valenza, economica ed ambientale. Consumare meno energia, infatti, significa anche ridurre le emissioni in atmosfera. Si opera attraverso tante piccole azioni coordinate di energy saving che partono dall’ottimizzazione degli impianti.

Come hanno spiegato i responsabili in primo luogo vi è stato uno studio accurato di tutti i singoli impianti dell’aeroporto, dalle centrali fino ai singoli dispositivi di illuminazione. Nulla è stato lasciato al caso. Da questo studio sono derivati gli interventi che hanno permesso la riduzione del 10% dei consumi nel 2012 e che permetterà, secondo i piani dei responsabili, di ridurre di un altro 7% i consumi nel prossimo anno. Gli interventi di correzione sono stati numerosissimi, dal miglioramento dei ventilatori per il trattamento dell’aria tramite inverter a modifiche sui gruppi refrigeratori attraverso

l’attivazione di un software di gestione a cascata, facendo cioè in modo che un gruppo non si accenda fino a quando quello in funzione non ha raggiunto il livello di rendimento ottimale.

Un plauso quindi ai green manager dell’aeroporto di Torino per lo straordinario risultato raggiunto: un esempio tutto da seguire, non solo in Italia ma a livello globale.

Photo Credits | raffaele sergi 1977 su Flickr

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