Enel Brindisi, inizia il processo: la protesta di Greenpeace

di Redazione 86 views0

E’ iniziato a Brindisi il processo contro i tredici dirigenti della centrale Enel Federico II, accusati di “getto pericoloso di cose, danneggiamento delle colture e insudiciamento delle abitazioni”. Al contempo, ha avuto inizio la protesta di Greenpeace, con dei manifesti che colpiscono dritti al punto: i bambini sono quelli che fanno maggiormente le spese dei danni dell’inquinamento.

Dopo una serie di affissioni in cui si leggeva “Sono in arrivo nuovi filtri per le centrali a carbone della tua città“, ne è seguita un’altra, molto più chiara, ad opera di Greenpeace. Nei manifesti giganti appaiono i volti di alcuni bambini e si legge “Le centrali a carbone della tua città hanno nuovi filtri. I polmoni di…“, frase seguita dal nome di ciascun bambino e l’età.

Il messaggio è ancora più chiaro in calce, dove si leggono tutte le conseguenze della presenza della centrale sul territorio:

Deficit nello sviluppo neonatale, deficit polmonari, malattie respiratorie, asma infantile, disordini dello sviluppo, patologie neuronali, cancro. Gli 84 inquinanti emessi da una centrale a carbone hanno molti effetti sui tuoi figli, ma una sola soluzione: fermare il carbone.

Il problema non è una novità. Negli ultimi tempi l’attenzione è stata concentrata tutta su Taranto e l’Ilva, ma già nel 2011 l’Agenzia Europea per l’Ambiente aveva segnalato la centrale di Brindisi come il sito sito industriale più inquinante d’Italia, con 119 casi all’anno di morte prematura. Andrea Boraschi di Greenpeace Italia ha così commentato:

Con questa campagna intendiamo richiamare l’attenzione su un dato che non deve essere mai dimenticato: gli impatti sanitari delle centrali a carbone di Brindisi, come quelli di qualsiasi impianto alimentato con la stessa fonte, sono enormi; e la popolazione più esposta a quei mali sono i bambini, spesso colpiti dagli inquinanti ancor prima di nascere.

L’appello di Greenpeace è quello di abbandonare il carbone come fonte energetica entro il 2030, secondo studi medici e scientifici la presenza della centrale ha causato un incremento delle patologie neonatali in quell’area del 18% rispetto al resto dei Paesi Europei. Ecco le immagini della campagna contro il carbone.

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