La fine del mondo nel 2100?

di Redazione 109 views1

Uno studio apparso sulla rivista Nature nella quale degli scienziati che non hanno nulla dei predicatori non esitano ad affermare che la fine del mondo arriverà nel 2100. Già meglio del calendario maya che fisserebbe la fine del mondo il 21 dicembre 2012. Ma comunque è un’affermazione che fa paura, soprattutto se si legge poi che gli autori di questo studio scrivono

non siamo inquieti ma terrorizzati dai risultati.


Lo studio coordinato dall’università di Vancouver e firmato da 15 scienziati d’Europa, Asia e America del Nord analizza i cambiamenti climatici e biologici intervenuti in occasione delle sette grandi mutazioni del pianeta – apparizione degli animali, estinzione dei dinosauri, periodi glaciali…
Secondo loro, l’ottava rivoluzione geologica e biologica è in atto, ed ha raggiunto una velocità a cui mai si era arrivati prima. Per gli autori dello studio

è come se un neonato diventasse adulto in meno di un anno.

Quasi la metà dei climi presenti sulla Terra negli ultimi diecimila anni – non so come gli autori possano arrivare a questa affermazione, e mi lascia qualche dubbio – starebbero per scomparire, lasciando spazio a condizioni estreme e mai viste prima in diverse regioni del globo.

Altra affermazione drammatica dello studio:

Il sistema climatico muta verso uno nuovo stadio al quale gli ecosistemi e le nostre società non saranno in grado di adattarsi.

I gas ad effetto serra non sarebbero gli unici colpevoli. La causa peggiore, secondo i ricercatori, sarebbe rappresentata dal fatto che il 43% degli ecosistemi terrestri sono utilizzati per rispondere ai bisogni di 7 miliardi di abitanti sulla Terra. Al di là del 50% si raggiunge il punto di non ritorno. Molto chiaramente, secondo questo studio, siamo troppo numerosi, preleviamo troppe risorse, facciamo girare troppo forte la macchina a carbone.

Per sopravvivere, gli autori dello studio propongono una rivoluzione dei nostri modelli di vita: i ricchi devono imparare a consumare quanto i poveri. Ma bisogna mettere fine anche alla pressione demografica e concentrare la popolazione in zone già densamente popolate.

Altre proposte riguardano l’innovazione che deve focalizzarsi sull’efficienza energetica e alimentare. Ci vorrebbe un’organizzazione mondiale per coordinare il tutto. Non esiste. Un motivo in più per avere paura secondo gli autori dello studio.

Commenti (1)

  1. Ma che bravi questi scienziati dopo aver contribuito allo sfascio di un paradiso lavorando e mettendosi a disposizione dei grandi finanzieri mondiali per lo sfruttamento del pianeta ora si accorgono che cè qualcosa che non va.In realtà questi signori sono peggio di Nimrod
    si sono esaltati senza usare la minima umiltà e non considerando che cè il piu grande scienziato supperlativo e insuperabile, questi stessi dovrebbero dire mea culpa e riflettere non pensare al premio nobel.
    La terra e l’umanita he rovinata, sucedera sì qualcosa come alcuni scienziati dicono ma non sarà inversione dei polli e neanche dei tacchini che causerano un disastro definitivo.
    Se qualcuno vuol saperne di più risponda ciao a tutti e buon 21 dic 2012

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